In Italia è stata fatta una scoperta eccezionale grazie a un drone

Che terra straordinaria che è l’Italia! Non solo in tutto quello che è accessibile al pubblico, ma anche grazie a ciò che viene scoperto giorno dopo giorno e che arricchisce ancor di più la nostra storia, come quello che è appena emerso grazie a un drone.

Sardegna, la scoperta eccezionale

Ci troviamo in una regione eccezionale: in Sardegna. E proprio qui, presso il sito nuragico di Bruncu ‘e s’Omu, nel territorio di Villa Verde in provincia di Oristano, sono stati individuati i resti di un nuraghe e le strutture di due insediamenti di capanne, risalenti all’età del Bronzo.

Una scoperta, però, dal sapore di moderno poiché è un risultato ottenuto, nell’ambito del Nuraghe project, grazie alla tecnologia LiDAR (Laser Imaging Detection and Ranging), messa in campo per saperne di più sui quei siti archeologici che sono ricoperti di vegetazione, offerta in accesso dal CNR ISPC della sede di Potenza.

L’obiettivo dei rilievi che si effettuano con questa tecnologia è spesso quella di allargare il campo di indagine in un’area densamente boscata, difficile da indagare con i metodi tradizionali. Infatti, la capacità del LiDAR di penetrare all’interno della vegetazione permette di riportare alla luce strutture archeologiche e variazioni topografiche di interesse culturale non note o conosciute parzialmente.

Il LiDAR da drone, rispetto a quello da aereo, offre persino ulteriori possibilità grazie alla maggiore risoluzione spaziale dei risultati e al poter fare un maggior numero di rilievi, sia per migliorare la qualità delle informazioni, sia per effettuare eventuali monitoraggi.

Le dichiarazioni degli addetti ai lavori

Come riportato da La Nuova Sardegna Riccardo Cicilloni, responsabile delle attività di scavo, ha dichiarato che: “La collaborazione tra l’Università di Cagliari e il CNR ISPCi si è dimostrata preziosa e foriera di grandi novità, sia dal punto di vista metodologico che da quello della ricerca applicata, con la scoperta di inediti e importanti siti dell’età del Bronzo. I risultati della campagna di ricerca effettuati dagli scienziati del nodo italiano di E-RIHS presso CNR ISPC, sotto la direzione di Nicola Masini , in collaborazione con il nostro ateneo, sono stati anche illustrati al rettore Francesco Mola , in visita al sito di Bruncu ‘e s’Omu nelle scorse settimane, il quale ha mostrato grande interesse per i risultati conseguiti e ha auspicato una continuazione della proficua collaborazione tra i due enti“.

Nicola Masini, responsabile scientifico delle indagini, ha invece affermato: “La straordinaria e inaspettata scoperta evidenzia da un lato le grandi potenzialità del LiDAR su drone che per la prima volta è stato applicato in contesti nuragici, dall’altro allarga l’area di indagine, ponendo nuove domande sulla funzione e l’importanza del sito di Bruncu ‘e s’Omu“.

Mentre Costanza Miliani, direttrice del CNR ISPC e coordinatrice del nodo italiano E-RIHS.it ha concluso: “La scoperta delle strutture inedite presso il sito di Bruncu ‘e s’Omu dell’età del bronzo è stata resa possibile grazie all’impiego del Molab, i laboratori mobili dell’infrastruttura di ricerca per le scienze del patrimonio che, guidata dal CNR con un modello di accesso aperto alla comunità scientifica nazionale ed internazionale, promuove ricerche interdisciplinari in cui le metodologie di indagine più innovative sono impiegate per ricerche di base ed applicate per la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale“.