Capodanno a Milano, il verbale di una vittima di violenza: «Uno schifo, chiunque passasse ci metteva le mani addosso»

I verbali di una ragazza aggredita in piazza Duomo: «La mia amica cercava di coprirsi con il giubbino, non aveva più vestiti addosso ed era piena di lividi»

«Posso dire che tutto intorno era uno schifo, c’erano molti ragazzi e chiunque passasse si prendeva la libertà di mettere le mani addosso». Ecco il racconto della notte di Capodanno a Milano. Una notte di violenze, di gruppi di giovanissimi che si ritrovano e molestano, aggrediscono, violentano, rapinano le ragazze che trovano in piazza. Un branco disordinato di cui facevano parte anche il «torinese» Abdallah Bouguedra, 21 anni, e il «milanese» Abdelrahman Ahmed Mahmoud Ibrahim, 18 anni, entrambi di origini egiziane, fermati nella notte di martedì 12 gennaio dalla squadra Mobile su ordine del procuratore aggiunto Letizia Mannella e del pm Alessia Menegazzo. Sono nove le vittime accertate di quella notte, 18 i presunti aggressori già identificati.

I verbali

Ai magistrati, una delle vittime racconta l’aggressione in piazza Duomo durante i festeggiamenti: «Abbiamo chiesto di essere lasciate in pace, ci siamo dirette dai nostri amici per cercare protezione ed aiuto, infatti una volta raggiunti anche loro sono intervenuti per allontanare i ragazzi molesti che continuavano a trattenerci per le spalle, come per accompagnarci contro il nostro volere». Le due giovani vengono aggredite prima da alcuni ragazzi nordafricani che chiedono loro con insistenza il numero di telefono, ma riescono a divincolarsi e a respingerli. Poi però gli aggressori ritornano con altri amici, accerchiano le ragazze, le aggrediscono, le toccano ovunque e strappano loro i vestiti. «Le due giovani venivano travolte da circa 40/50 ragazzi dai 16 ai 25 anni d’età, le toccavano ovunque sul corpo, spintonandole e passandole da un ragazzo all’altro», ricostruiscono gli investigatori.

Il terrore in piazza Duomo

Sono pochi istanti, ma drammatici come racconta una delle vittime che per prima, grazie a un’amica, riesce a mettersi in salvo: «Ho urlato cercando la mia amica, sono anche salita su un muretto per individuarla ma l’ho persa di vista. Nel mentre sono arrivate le forze dell’ordine con scudi e manganelli. La massa di aggressori si è dileguata. La mia amica era lì che cercava di coprirsi con il giubbino, non aveva più indumenti addosso, rannicchiata per terra piena di lividi, i pantaloni abbassati alle caviglie, è stata soccorsa da un operatore delle forze dell’ordine che l’ha aiutata a rialzarsi. Poi è stata soccorsa da un’ambulanza ed accompagnata in ospedale».

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12 gennaio 2022 (modifica il 12 gennaio 2022 | 19:22)

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