Piano sicurezza, pronti i tutor sulle strade provinciali

Gli incidenti, troppi, che si contano da anni, i bordi della strada e le piazzole di sosta usati come discariche, i pedoni che devono farsi il segno della croce ogni volta che attraversano. Per mettere un freno a tutto ciò la Città metropolitana ha appena confezionato il Progetto sicurezza: un piano decennale che tra tutor, nuovi autovelox e sistemi di videosorveglianza ha l’obiettivo di rendere più sicure le strade provinciali.
 
Si comincia lunedì sulla 412 della Val Tidone, all’altezza di Opera: qui entra in funzione, per ora solo in orario notturno, un tutor (propriamente un dispositivo per la rilevazione della velocità media) che tramite un sistema laser di ultima generazione controlla il rispetto del limite di 70 all’ora in un tratto di un chilometro in direzione Landriano e in un altro della stessa lunghezza in direzione opposta, verso Milano. Qui è stata recentemente migliorata anche l’illuminazione della strada. Si tratta del primo dispositivo di questo tipo installato sulle provinciali del Milanese al quale, entro la fine di ottobre, se ne aggiungerà un altro, attivo ventiquattr’ore su ventiquattro, sulla Padana Superiore nei pressi di Settimo Milanese: anche qui il tratto controllato è lungo un chilometro sia in direzione Bareggio che verso Milano.
 

In questo caso la funzione sarà doppia: tutor o autovelox (che si aggiunge ai 10 già presenti sugli ottocento chilometri di strade di competenza della Città metropolitana), a seconda delle esigenze. Nei prossimi mesi se ne aggiungerà probabilmente un terzo, in quale punto esatto ancora non è stato definito. La scelta del tratto di strada dipende da diversi fattori: tasso di incidenti, numero di infrazioni, traffico, presenza di incroci pericolosi, inquinamento acustico in prossimità dei centri abitati.
 
Il Piano prevede, nei prossimi giorni e settimane, anche l’installazione di sessanta sistemi di controllo radar del traffico per analizzare e pianificare eventuali interventi mirati, cinquanta telecamere per monitorare le piazzole di sosta spesso utilizzate come discariche abusive e dieci sistemi per tenere sott’occhio alcuni passaggi pedonali critici.
“La sicurezza sulle strade – spiega la vicesindaca metropolitana Arianna Censi – non passa soltanto dai controlli e dalle sanzioni, comunque necessari, ma va sviluppata con interventi di prevenzione e analisi dei dati effettuati con l’ausilio delle tecnologie più avanzate”.
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