Viaggi di lusso: i jet privati diventano “politically incorrect”

Raccolgono migliaia di Like e suscitano grande invidia da parte dei follower i post di politici, vip, sportivi e influencer che mostrano le immagini dei loro viaggi di lusso a bordo di costosissimi jet privati, seduti comodamente su ampie poltrone in pelle, gustando piatti di frutta esotica (magari fuori stagione), flûte di Champagne e ogni ben di Dio serviti da personale di bordo dedicato ed esclusivo su bellissimi tavolini in radica. Piccoli ed eleganti aerei costosissimi, ma soprattutto super inquinanti.

Il punto infatti è proprio questo. Spesso questi personaggi cercano di convincere i loro fan ad avere uno stile di vita sostenibile, magari mentre si stanno recando a un evento mondiale sul clima viaggiando proprio su un jet privato.

Ma, chi di social ferisce di social perisce pure. Questi personaggi, proprio a causa dell’uso spropositato di jet privati per viaggi di lavoro, per andare in vacanza, per un’ospitata di una sera o per un concerto, sono ora nel mirino di organizzazioni specifiche, ma anche di media e di conseguenza anche di follower per la loro incongruenza e per i danni che stanno causando all’ambiente in cui tutti noi dobbiamo vivere.

Sì, perché mentre noi ci stipiamo in abitacoli stretti e poltrone rigide a bordo di compagnie aeree low cost per spendere il meno possibile per viaggiare e vedere il mondo, loro se la godono ci fanno respirare l’aria inquinata che producono, Non si tratta di invidia ma di fatti.

Quanto consuma un jet privato

Andiamo al dunque e scopriamo quanto inquina un jet privato rispetto a un volo di linea. Un aereo Cessna Citation XLS, che è uno dei jet più diffusi al mondo, consuma 857 litri di carburante per ogni ora di utilizzo, il che significa che rilascia circa 2,5 chilogrammi di anidride carbonica (Co2) nell’atmosfera terrestre per ogni litro di carburante consumato. In un’ora di viaggio, quindi, un solo jet privato può emettere due tonnellate di Co2. A dirlo sono i dati di Transport and Environment, la Ong europea che si sta battendo per riuscire a sensibilizzare il mondo dell’aviazione e i governi e ottenere trasporti più puliti.

Per non parlare pii dei costi. Per rifornire un jet privato si può spendere da poco più di 500 dollari a quasi 2.000 all’ora. Inoltre, per riempire un jet privato da zero a pieno può costare tra i 2.000 agli oltre 30.000 dollari.

Quanto consuma un aereo di linea

Per fare un confronto, basti sapere che un Jumbo 747, per esempio, consuma in un’ora circa 14.750 litri di cherosene, vale a dire oltre 4 litri al secondo. Calcolatrice alla mano: per consumare quanto un 747 bastano quindi 17 jet privati che, d’estate o in occasione di grandi eventi si fa presto a farli volare. Basti pensare che lo scorso anno, in occasione del World Economic Forum che si tiene ogni inverno a Davos, in Svizzera, dove i potenti del mondo s’incontrano per discutere proprio di clima, sono stati contati 1.040 jet privati in una settimana ovvero 148 al giorno, generando emissioni di Co2 quattro volte superiori a quelle che in media sono attribuite a questo tipo di velivoli nelle altre settimane dell’anno.

Jet privati nell’occhio del ciclone

Stando al profilo Instagram Jet dei ricchi, che monitora l’utilizzo di jet privati da parte di volti noti italiani (e non risparmia proprio nessuno), il rapper Fedez – marito della nota imprenditrice digitale Chiara Ferragni, anch’essa amante del lusso dei jet – avrebbe usato quattro voli privati per andare da Ibiza a Tirana per tenere dei concerti che hanno emesso 12 tonnellate di Co2 ovvero l’equivalente, in media, del consumo annuo per tutti gli spostamenti di quattro persone.

Persino i tanto acclamati e pluripremiati Måneskin, secondo i calcoli degli attivisti avrebbero provocato 11 tonnellate di emissioni per tenere due concerti in Europa. In due giorni il jet che li ha trasportati i avrebbe infatti emesso nell’atmosfera la stessa quantità di anidride carbonica che una persona normale emette in quattro anni per tutti i trasporti.

Non si risparmiano neppure i politici che, diciamo la verità, per primi, dovrebbero dare l’esempio. Maggiormente preso di mira è Matteo Renzi. Scrivono in un post, infatti, che il noto politico abbia partecipato in Arabia Saudita alla Future Investment Initiative, considerata la “Davos del deserto” viaggiando molto probabilmente a bordo di un aereo privato modello Falcon Jet 2000. Questo volo vrebbe emesso, secondo i calcoli, 15,8 tonnellate di Co2 ovvero quanto una persona normale emette in cinque anni e mezzo per tutti i suoi trasporti.