Importante scoperta in Iraq: il successo di un team italiano

Babilonia fu una delle più importanti città della Mesopotamia, soprattutto durante il regno di Hammurabi: stando ad alcune ipotesi – finora suffragate solamente da qualche indizio – fu proprio il sovrano ad ampliare il suo impero, aggiungendo un avamposto militare lungo il confine settentrionale. Ora, grazie al notevole lavoro di un team di ricercatori italiani, abbiamo le prove che confermano questa teoria.

Iraq, scoperto il muro di Hammurabi

Il sito archeologico di Tell Muhammad, che si trova alla periferia sud di Baghdad, è stato di recente al centro di nuovi studi. Alcuni ricercatori dell’Università di Catania, in collaborazione con lo State Board of Antiquities and Heritage dell’Iraq, ha lavorato a lungo con l’ausilio di droni e immagini satellitari, per poi procedere con scavi che hanno permesso di portare alla luce qualcosa di straordinario. Quello che hanno trovato dimostra infatti che Hammurabi, sovrano babilonese che ha regnato indicativamente dal 1792 al 1750 a.C., ha davvero ampliato il suo dominio su Babilonia estendendo i confini della città con nuovi avamposti militari.

La scoperta avvenuta in Iraq riguarda una porta monumentale e alcuni tratti di una cinta muraria spessa quasi sei metri, risalenti proprio al periodo di Hammurabi. Inoltre i ricercatori hanno trovato alcuni vasi e due edifici databili attorno al II millennio a.C. L’area, dove finora non si era mai scavato, è ricca di testimonianze di un passato molto lontano: durante la pulizia del sito, infatti, sono stati rinvenuti numerosi canali collegati con il fiume Tigri, che servivano sia per l’irrigazione che come vie di comunicazione.

Questi ritrovamenti fanno nuova luce sulle ipotesi nate già a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, quando gli archeologi individuarono nella zona alcune tavolette e iscrizioni su teste di bronzo che lasciavano supporre un ampliamento dei confini di Babilonia da parte di Hammurabi. “La scoperta conferma che il sesto re della I dinastia di Babilonia aveva rafforzato con avamposti militari il suo confine settentrionale nel corso delle campagne militari che lo portarono a conquistare ampia parte della Mesopotamia” – ha spiegato Nicola Laneri, professore di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente presso l’Università di Catania.

L’impatto della nuova scoperta in Iraq

Quello che i ricercatori hanno scoperto presso il sito iracheno di Tell Muhammad ha grande importanza non solo perché va ad ampliare l’incredibile patrimonio archeologico di questa regione. Il ritrovamento avrà notevoli ricadute anche a livello turistico, soprattutto grazie al progetto quinquennale che dovrebbe prendere il via proprio ora, grazie al lavoro del team catanese. L’idea è infatti quella di creare un parco archeologico a Baghdad: le prime opere prevedono il restauro degli edifici in mattoni crudi e il posizionamento di coperture e pannelli esplicativi.

“Potrebbe essere uno straordinario volano per il turismo e l’economia del luogo, nel quale anche l’Italia avrebbe un ruolo molto importante come promotrice dell’archeologia irachena” – ha affermato Laneri. Le difficoltà non mancano, naturalmente, ma il popolo e le autorità locali hanno voglia di riscattarsi ed emergere dalle guerre e dalle lotte intestine che flagellano la città. “Oggi l’Italia rappresenta un’eccellenza in Iraq per la gestione di un patrimonio culturale immenso ma in pessime condizioni”.