Un’incredibile scoperta tutta italiana: cosa è tornato alla luce

Sotto i nostri piedi si celano ancora moltissimi tesori dal valore inestimabile, che potrebbero raccontarci qualcosa in più sulle antiche civiltà del passato. Per questo i lavori proseguono incessantemente: proprio nei giorni scorsi, grazie ad una campagna di scavi condotta a Posillipo, sono riemersi i resti di quello che potrebbe essere l’antico salone del feroce cavaliere Publio Vedio Pollione, di cui si erano perdute le tracce 2.000 anni fa.

Posillipo, riemerso un antico salone

Il quartiere partenopeo di Posillipo è ancora fonte di incredibili sorprese: qui si trova – affacciata magnificamente sul Golfo di Napoli – l’antica Villa Imperiale del Pausilypon, fiore all’occhiello del parco archeologico che porta il suo nome. Eretta nel corso del I secolo a.C. dal cavaliere romano Publio Vedio Pollione, che con i suoi servigi riuscì ad entrare nelle grazie dell’imperatore Augusto, divenne alla sua morte di proprietà di quest’ultimo. Essendo un uomo dai dubbi principi, Pollione si vide ben presto voltare le spalle dall’imperatore: questi decise quindi, una volta entrato in possesso della splendida villa, di trasformarla in un luogo ancora più grandioso e – soprattutto – consono alla sua levatura morale.

Fu così che, ben 2.000 anni fa, l’imponente salotto che il cavaliere utilizzava per accogliere i suoi ospiti scomparve senza lasciare traccia. Augusto vi fece erigere le sue terme personali, che godevano di una vista mozzafiato sul mar Tirreno – e che ancora oggi rappresentano una delle più affascinanti testimonianze antiche presenti all’interno del parco archeologico del Pausilypon. Ma in molti hanno continuato a cercare quel salone appartenuto a Pollione, senza mai riuscire ad individuarlo. Almeno sino ad oggi.

L’archeologo Marco Giglio, dell’Università Orientale di Napoli, ha recentemente condotto una campagna di scavi che ha finalmente riportato alla luce il pavimento in mosaico dell’antico salotto, formato da minuscole tessere bianche incorniciate di nero. Si trovava al di sotto dei locali di servizio delle terme, e a quanto pare apparteneva ad uno splendido salone affacciato sul mare. “La nostra è ancora un’ipotesi” – ha sottolineato Giglio ai microfoni dell’ANSA, dal momento che manca ancora una datazione stratigrafica, ma lo stile del pavimento suggerisce la sua appartenenza all’età tardo repubblicana o augustea. Ovvero all’epoca in cui Pollione costruì la sua magnifica villa.

Chi era Publio Vedio Pollione

Publio Vedio Pollione fu un cavaliere romano, che dovette la sua ricchezza al commercio di vini e al successo politico, ma anche ad una moralità priva di scrupoli. Vicino all’imperatore Augusto, alla sua morte gli lasciò in eredità tutti i suoi beni chiedendo in cambio la costruzione (a spese pubbliche) di un monumento funerario in suo onore. Ma l’imperatore, messo in imbarazzo dalla sua amicizia con un uomo così spregiudicato e feroce, decise di non rispettare il patto. Anzi, dei beni ereditati fece scempio: il palazzo che Pollione aveva eretto sull’Esquilino venne raso al suolo, e al suo posto fu costruito il Portico di Livia.

La Villa del Pausilypon non fece la stessa fine. Maestosa e bellissima, sorgeva in una posizione molto ambita, sul Golfo di Napoli. Divenne così la residenza imperiale di Augusto e di tutti i suoi successori, sino alla morte di Adriano. Oggi se ne possono ammirare ancora le vestigia, assieme ai resti dell’imponente teatro da 2.000 posti, dell’odeion e del ninfeo che proprio Pollione vi fece costruire, per suo diletto personale.