Il borgo lombardo che sta per rinascere

Conta meno di 200 abitanti ed è uno di quei tanti borghi italiani che rischiano lo spopolamento. È talmente piccolo da essere stato fuso insieme ad altri due Comuni per formane uno solo. Stiamo parlando del borgo di Livemmo, in provincia di Brescia, unito, negli Anni Trenta, a quelli di Bel Prato e Navono – quest’ultimo addirittura con solo poco più di 30 abitanti – per formare il Comune sparso di Pertica Alta.

Sono tutti paesini della Valle Sabbia, una delle cosiddette “valli resilienti” della Lombardia, dove il turismo è poco sviluppato perché l’economia si basa fondamentalmente sulle acciaierie e le fabbriche.

Negli ultimi anni, però, un grosso lavoro di promozione turistica è stato fatto, è stata inaugurata una Greenway, una pista ciclabile che attira sempre più visitatori, specie nella bella stagione, e oggi sono sempre più numerosi i turisti che vengono da queste parti, anche solo per una gita fuoriporta. La valle si trova infatti a un’ora sola di auto da Brescia e un paio da Milano.

Il progetto di rinascita di Livemmo

La Regione Lombardia ha deciso di investire nel rilancio di questo piccolo borgo che nel corso degli ultimi cent’anni ha visto ridurre drasticamente la propria popolazione.

“Una piccola realtà che fa comprendere con quanta attenzione e concretezza guardiamo all’intero territorio lombardo: dalle grandi città a microaree come questa. Livemmo deve essere il modello per contrastare lo spopolamento”, ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che ha individuato nel borgo di Livemmo il luogo ideale per lanciare un progetto pilota per la rigenerazione culturale, sociale ed economica nell’ambito del ‘bando sull’attrattività dei borghi’ che prevede, all’interno del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), l’individuazione di piccole realtà a rischio abbandono per i territori italiani.

E Livemmo sarà una delle 21 realtà – una per Regione – candidate per ricevere, attraverso il ministero della Cultura, un maxifinanziamento da 20 milioni di euro. Sicuramente il suo progetto è stato il migliore dei 32 lombardi candidati a ricevere il finanziamento.

Il progetto si chiama “Livemmo Borgo Cre-Attivo” e prevede numerose opere per la riqualificazione di edifici e luoghi. È prevista la ristrutturazione degli spazi pubblici, di un immobile abbandonato che diventerà area per attività culturali e turistiche, la creazione di varie piste ciclopedonali e interventi sull’antico forno fusorio, una delle maggiori attrazioni della zona che, da alcuni documenti ritrovati durante le ricerche da parte degli archeologi, è risultato risalire al XVI secolo e a essere stato usato fino alla metà dell’800.

L’impianto, anticamente adibito alla prima lavorazione del ferro estratto nella vicina Val Trompia, riveste oggi grande rilevanza per l’archeologia industriale.

“Queste valli e Livemmo hanno un significato molto particolare”, ha detto l’assessore al Bilancio e Finanza della Regione Lombardia, Davide Caparini. “Non solo per il valore paesaggistico, ma anche per il patrimonio sociale che portano in sé. Vogliamo invertire le rotte, fermare lo spopolamento delle terre alte e periferiche e, insieme ai Sindaci e ai portatori di interesse, stiamo costruendo interventi mirati. Il progetto di Livemmo è stato giudicato il migliore tra i candidati lombardi e questo, da bresciano, mi rende particolarmente orgoglioso”.

Oltre all’antico forno, a Livemmo sono soprattutto gli edifici religiosi a raccontare la storia del borgo: la Chiesa Parrocchiale di San Marco Evangelista, l’Oratorio di San Rocco al Passo di Santa Caterina e il Santuario di Sant’Andrea Apostolo, nella frazione di Barbaine.

Nei prossimi anni, quindi, nasceranno attività nei settori del turismo, dei servizi, con alloggi e ristoranti, e del commercio che riusciranno ad attrarre nuovi visitatori nel borgo e in tutta la valle.