L’ultima frontiera dei viaggi: l’apiturismo, dove farlo in Italia

Cresce il desiderio di fare le vacanze a stretto contatto con la natura, carpendone tutti i segreti più belli e antichi. Un nuovo modo di esplorare il territorio, sano, ecologico e sostenibile, andando alla scoperta di aziende locali che producono mieli prestigiosi e gustosi. L’apiturismo è la nuova frontiera dei viaggi a stretto contatto con le bellezze che ci circondano. E un ruolo importante nella diffusione del mondo delle api è quello delle Città del Miele, che ogni anno promuovono tantissimi appuntamenti in 17 città di 12 regioni italiane, che vedono la partecipazione di oltre 400 mila persone.

Si ha così la possibilità di viaggiare da Nord a Sud dell’Italia tra feste, sagre, fiere e incontri per degustare e conoscere i prodotti dell’alveare e le ricette locali di oltre 60 tipologie di miele, alcune delle quali uniche al mondo, poco conosciute e molto pregiate, come il corbezzolo della Sardegna, il rododendro delle regioni di montagna, il miele al girasole del Centro Italia o all’arancio e all’eucalipto delle regioni del Sud. Dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, l’associazione valorizza i mieli tradizionali di tutta Italia, coinvolgendo non soltanto gli apicoltori locali ma tutto il territorio e realtà ben integrate come “La Strada del miele tra Liguria e la Lunigiana” e “La strada del miele del Roero”.

La strada del miele tra Liguria e la Lunigiana

La strada del miele tra Liguria e la Lunigiana nasce dall’accordo tra tre città: Calice al Cornoviglio, Mulazzo e Tresana. L’itinerario ha lo scopo di valorizzare la qualità del prodotto, espressione delle tradizioni più antiche del comprensorio. L’apicoltura, infatti, ha radici antiche in questa terra, capace di offrire una produzione di qualità grazie agli apicoltori del territorio.

Si tratta della prima vera Strada del Miele che consente ai visitatori di esplorare il prezioso nettare degli Dei in tutte le sue sfaccettature: dal visitare le aziende apistiche per assistere ai metodi di lavorazione, con possibilità di acquisti diretti, al degustare il miele utilizzato nella gastronomia, in ristoranti, trattorie e agriturismi. A guidare i turisti un’ottima segnaletica che facilita il percorso itinerante in un ambiente naturalistico incontaminato, che attraversa l’Altavia dei Monti liguri toccando centri d’interesse storico e artistico ben conservati e meritevoli di essere scoperti.

La strada del miele del Roero

La strada del miele che si snoda nel cuore del Roero è un ‘corridoio paesaggistico-culturale’ di circa 38 Km che parte da Bra e giunge a Cisterna d’Asti, passando per Ceresole d’Alba. Il percorso coinvolge 13 comuni, ognuno dei quali è un capitolo di sosta che propone uno specifico tema apistico. Un itinerario che valorizza il singolare intreccio tra un prodotto come il miele e le bellezze naturalistiche uniche delle ‘rocche’.

Il percorso è stato suddiviso in più anelli, percorribili anche per tratti più brevi e con diversi mezzi, a piedi o in mountain bike. L’obiettivo di fondo del progetto è quello di creare un’opportunità per i visitatori di assaporare e apprezzare ciò che il Roero offre: dai luoghi che conservano una bellezza incontaminata e selvaggia quali gli orridi, le forre e i pinnacoli di nuda sabbia delle rocche coi loro boscosi contorni, alle aziende agricole dedite all’apicoltura, dove osservare da vicino le diverse fasi del processo di creazione del dolcificante più antico conosciuto dall’essere umano.

L’apiario nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Tra le tappe più imperdibili dell’apiturismo c’è la mieloteca del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga presso la sede di Isola del Gran Sasso, in Abruzzo. Si tratta della prima mieloteca in un Parco Nazionale e una delle primissime a livello nazionale, dove si possono imparare a riconoscere le molteplici caratteristiche organolettiche dei mieli uniflorali e tipici del territorio, nonché perdersi negli aromi di erbe e fiori di montagna dei numerosissimi millefiori prodotti nelle aree protette.

La struttura è inserita in un percorso didattico che include un apiario, vero e proprio laboratorio a cielo aperto dove i visitatori hanno modo di conoscere le api e gli altri pronubi selvatici, apprezzarne l’importanza per la biodiversità e osservare da vicino questi operosi, quanto utili e preziosi insetti.

Châtillon, capitale valdostana del miele 

L’ultimo fine settimana di ottobre, il paese di Châtillon (meta imperdibile per gli amanti del foliage)si trasforma nella capitale valdostana del miele, ospitando la sagra dedicata a questo prodotto naturale e ai suoi derivati. Il centro storico diventa un allegro alveare di bancarelle e vetrine, e nelle vie del borgo si possono degustare e acquistare i mieli direttamente dai produttori, partecipando a tante manifestazioni: dalle esposizioni di antichi attrezzi per l’apicoltura presso il Museo del Miele agli show cooking, fino dalle degustazioni dei mieli vincitori del concorso a loro dedicato, e alle cene a tema. Si può, inoltre, abbinare la degustazione dei mieli di montagna alla visita del novecentesco castello Gamba, con i suoi affascinanti giardini, e dell’antico maniero di Ussel in posizione dominante sul borgo.

I giorni del Miele a Lazise

Un’altra tappa imperdibile per gli amanti dell’apiturismo è Lazise, sul lago di Garda, dove dal 30 settembre al 2 ottobre si tiene la fiera nazionale “I giorni del Miele”. 2400 mq di area espositiva accolgono la più grande mostra a livello italiano dove produttori e consumatori possono incontrarsi e valorizzare un prodotto di grande qualità. Qui, oltre a visitare le aziende dove si raccolgono i mieli di acacia, castagno e millefiori, ci sono tante attrazioni da scoprire, come le fortificazioni medievali che proteggevano il borgo, l’antica Dogana Veneta a ridosso del Porto vecchio e la suggestiva chiesetta romanica di San Nicolò.

La scuola di apicoltura dell’Etruria a Lubriano

I veri appassionati non possono perdersi la scuola di apicoltura dell’Etruria Lubriano, splendido borgo medievale i provincia di Viterbo, arroccato su una rupe tufacea tra la Valle del Tevere e il lago di Bolsena, al confine con l’Umbria.

Il corso è organizzato come un vero e proprio itinerario guidato alla conduzione biotecnica dell’alveare. La scuola è nata in collaborazione con il Museo Naturalistico di Lubriano, laboratorio affacciato nella Valle dei Calanchi che offre un “Percorso delle acque, dei fiori, dei frutti e delle erbe mangerecce”, portando a conoscere ed esplorare i segreti di questo splendido territorio.

In Sicilia per scoprire ‘l’oro dell’Etna’

Tra le tappe più belle dell’apiturismo non si può, infine, non menzionare Zafferana Etnea, alle porte di Catania, una delle città del miele per eccellenza. Qui si producono alcuni dei mieli più pregiati grazie alla presenza degli agrumi, del nespolo, della sulla, del timo, del castagno e soprattutto dell’ape nera, specie autoctona ormai quasi in via d’estinzione.

Un’occasione ideale anche per visitare questo delizioso borgo situato alle pendici orientali dell’Etna, con il suo interessante patrimonio architettonico, e scoprirne le affascinanti tradizioni.

In Sicilia, alla scoperta dell’oro dell’Etna