Questo castello è un piccolo gioiello nascosto tra i monti

L’Italia è un Paese pieno zeppo di castelli. Ce ne sono nei piccoli borghi medievali, nei centri storici delle città, lungo i confini. dappertutto. Alcuni sono molto famosi, altri quasi sconosciuti.

Solo in Alto Adige se ne contano all’incirca 800. Di questi, molti sono musei, altri hotel, altri ancora ristoranti. Ma ce n’è uno, piccolissimo, nascosto in una valle poco frequentata, che è un vero gioiello e che abbiamo visitato in esclusiva per voi.

Che qualcuno spalanchi l’antico portone di legno di un castello apposta per voi è una sensazione di privilegio unico e indescrivibile. Ed è quanto è accaduto quando abbiamo visitato, fuori orario, Schloss Welsperg, il Castello di Monguelfo, in provincia di Bolzano.

Questo delizioso castello medievale, con tanto di mura merlate, feritoie (alcune molto nascoste), torre e ponte d’accesso (un tempo c’era un ponte levatoio ma ora non serve più) costruito su uno sperone di roccia, spunta a ridosso della montagna in mezzo alla fitta vegetazione della Val Casies, una piccola valle laterale della Val Pusteria, lunga solamente una ventina di chilometri e che termina difronte a una montagna al di là della quale c’è già l’Austria.

Fonte: ©TV Gsieser Tal Kamilla PhotographySchloss Welsperg, il Castello di Monguelfo

Brunhilde Rossi Agostini, la “castellana”, responsabile del Comitato del Castello di Monguelfo per conto del proprietario – il castello è infatti privato – è praticamente cresciuta tra le spesse mura del maniero, dove la madre era a servizio. Lo conosce come le sue tasche. Snocciola fatti, curiosità e persino racconti di misteri e di fantasmi. Ma andiamo per ordine.

Il Castello di Monguelfo

Il primo documento in cui si parla di Schloss Welsperg risale al 1126. Fu costruito dai Signori di Welsperg e rimase il loro castello per 800 anni. Aveva uno scopo amministrativo di tutte le terre di proprietà e di giudizio. Nel primo decennio del 1900, quando la famiglia si estinse, il castello passò nelle mani dei Conti Thun-Hohenstein-Welsperg, tuttora proprietari.

Il castello non è sempre aperto, ma solo in certi periodi e per alcune occasioni speciali. Lo si può visitare tra luglio e la metà di settembre dalle 10 alle 16, la domenica dalle 14 alle 18, mentre è chiuso il sabato. Dal 5 al 16 settembre apre solo due ore, dalle 13.30 alle 15.30, mentre fino al 28 ottobre lo si può visitare solo il giovedì sempre dalle 13.30 alle 15.30.

Fonte: @SiViaggia – Ilaria SantiIl cortile interno del Castello di Monguelfo

Nel periodo estivo vengono organizzati concerti serali a lume di candela, che creano un’atmosfera davvero suggestiva, riportando il visitatore indietro nei secoli. L’ingresso al castello con la visita guidata in compagnia della signora Brunhilde costa 3 euro, mentre per prendere parte agli eventi il biglietto costa 10 euro.

Un gioiello in miniatura

Il Castello di Monguelfo sembra uscito da un libro di fiabe. Benché le dimensioni siano davvero ridotte, non manca nulla rispetto a ciò che ci si aspetterebbe di trovare in un castello. Una volta entrati, ci si trova in un piccolo cortile di pietra all’ingresso con la fontana dove ancora oggi si attinge l’acqua potabile che arriva direttamente dalle sorgenti della Val Casies. Il mastio, che rappresenta il cuore del castello, alto 40 metri, oltre essere torre di vedetta fungeva anche da segreta dove venivano rinchiusi i prigionieri. E’ la parte più antica del castello.

Il piccolo castello in realtà è pieno di stanze, alcune anche molto grandi. C’è la grande cucina col tetto ancora nero di fuliggine dove veniva fatta affumicare la carne, la grande dispensa e quella piccola, che serviva per i prodotti freschi come latte, burro e formaggio, le cantine a ridosso della montagna, con la roccia a vista che si è formata circa 100mila anni fa.

Fonte: @SiViaggia – Ilaria SantiLe mura merlate del Castello di Monguelfo

Dal cortile una piccola scala conduce alla cappella privata dedicata a San Giovanni, ricavata in un angolino del castello e quindi dalla pianta asimmetrica. Durante alcuni recenti lavori di restauro, sono venuti alla luce alcuni meravigliosi dipinti rimasti per secoli nascosti dietro l’intonaco bianco e risalenti al 1540 circa.

Il piano superiore dell’edificio ospita gli appartamenti privati con camere e salotti. La stanza più grande è la Sala dei cavalieri, dove i Signori incontravano gli ospiti e dove oggi si svolgono concerti, esposizioni e rappresentazioni teatrali. Poi c’è la “stube del Conte”, come c’è ancora oggi in molte delle antiche case altoatesine, completamente rivestita di legno e con una grande stufa di porcellana a riscaldare l’ambiente. E poi le camere da letto.

Dietro l’edificio si torva una grande giardino, che ospita anche un orto di erbe aromatiche e medicinali che ancora oggi vengono raccolte per ricavarne creme e tisane. In questo ampio spazio all’aperto d’estate si organizzano concerti.

I sentieri del castello

Si può raggiungere il Castello di Monguelfo in auto, ma merita anche una bella passeggiata che parte dalla cittadina di Monguelfo, la più grande della Val Casies. La valle è famosa per i suoi numerosi sentieri e quelli che portano al castello sono tra questi. I sentieri per arrivarci, infatti, sono due, il Grande giro del castello (lungo 6 chilometri) e il Piccolo giro del castello (2,5 km). Sono entrambi due anelli che fanno tappa al castello, ma non solo.

Grande giro del castello

La passeggiata parte dall’ufficio turistico di Monguelfo, attraversa il centro del paese e, oltrepassato il padiglione della musica, prosegue verso il ponte che attraversa il Rio di Casies. Seguendo l’indicazione Grande giro del castello non si può sbagliare. Dopo una breve salita e un giro tra i prati e il bosco si giunge a Schloss Welsperg. Lungo il cammino meritano una sosta anche i resti di un altro castello che fu distrutto da un incendio, il rudere Thurn. Il giro dura meno di due ore.

Piccolo giro del castello

Molto più corto e breve – meno di un’ora – è l’anello che parte sempre dall’ufficio del turismo di Monguelfo, attraversa le case e la scuola del paese e che sale leggermente al castello direttamente. per tornare al punto di partenza si superano alcuni tornanti, il bosco e il ponte sul Rio Casies.

Fonte: ©TV Gsieser Tal Harald WisthalerLungo i sentieri del castello