Rischio cancellazione voli: cosa succede

Con l’estate ormai davvero alle porte, moltissime persone si preparano alle vacanze. Dopo due anni difficili dal punto di vista del turismo, c’è proprio voglia di tornare a viaggiare e regalarsi un po’ di relax, magari in qualche meta esotica molto lontana da casa. Tuttavia, il rischio è che per tanti turisti i piani possano saltare all’ultimo minuto: pare infatti che nei prossimi mesi molti voli potrebbero essere cancellati. Ma che cosa sta succedendo?

Voli a rischio cancellazione, l’indagine

A lanciare l’allarme è il Corriere della Sera, che ha portato alla luce un problema che purtroppo potrebbe coinvolgere addirittura milioni di persone. Svolgendo un’attenta indagine sulle compagnie aeree che operano sul continente – e in particolar modo sulla loro forza lavoro a disposizione, sia a bordo che a terra -, è emerso che la programmazione dei voli non può essere sufficiente a soddisfare la richiesta. In parole semplici: ci sono molte prenotazioni, ma troppi pochi aerei in grado davvero di partire.

Secondo l’analisi condotta nelle ultime settimane, i primi segnali di questo problema sono già emersi. Si stima infatti che, ad oggi, vengano cancellati in media 175 voli al giorno. E siamo appena all’inizio della stagione turistica: con l’arrivo dell’estate, i viaggiatori in partenza aumenteranno a dismisura e si prevede che, nel periodo compreso tra giugno e settembre, possano venir cancellati addirittura 114mila voli. Un numero impressionante, soprattutto se – facendo due conti – si scopre che potrebbe significare che ben 17 milioni di persone rimarranno a terra nonostante la loro prenotazione.

Perché i voli rischiano di essere cancellati

È inevitabile chiedersi come mai quest’anno le compagnie aeree sembrano non essere in grado di soddisfare la richiesta dei passeggeri. Il motivo va ricercato, ancora una volta, nell’emergenza sanitaria dovuta al Covid e nella conseguente crisi che, in particolar modo, ha colpito proprio il settore turistico. Con gli infiniti lockdown, la chiusura delle frontiere per la stragrande maggioranza dei Paesi del mondo e la cancellazione di quasi tutti i voli (soprattutto per motivi turistici), tantissime compagnie aeree si sono trovate in difficoltà e hanno dovuto effettuare enormi tagli al personale.

Anche in questo caso, le stime sono impressionanti: secondo alcune indagini, le società avrebbero lasciato a casa fino al 45% del proprio staff, tra piloti e assistenti di volo, ma anche tra addetti alla sicurezza e personale di terra. E adesso, con la graduale riapertura delle frontiere in tutto il mondo e la ripresa del turismo, sono molti i posti rimasti vacanti. Pare che, per poter sopportare il peso della stagione estiva, servano ancora tra i 26mila e i 30mila operatori. Ma tanti lavoratori del settore sembrano aver deciso di prendere un’altra strada, spaventati all’idea di un impiego che – come abbiamo ben visto negli ultimi due anni – potrebbe non dare grandi certezze sul futuro.

L’estate degli italiani: i trend

Insomma, il rischio è che – a causa della carenza di personale – molti aerei quest’estate non riescano a decollare. Sono dunque in pericolo le vacanze di tantissimi italiani, proprio in quella che dovrebbe essere la stagione della ripartenza: dopo due anni trascorsi entro i confini del nostro Paese (quando non addirittura entro quelli della nostra casa), c’è voglia di tornare ad esplorare il mondo. Diverse analisi hanno in effetti intercettato quelli che sono i trend dei mesi più caldi. Moltissimi viaggiatori sono pronti a partire anche più volte nel corso dell’estate, spendendo ben più del solito. E addirittura c’è chi vorrebbe concedersi la vacanza della vita, quella per la quale non si bada a spese.