F1 Gp Monaco: trionfa Perez. Delusione Ferrari: Sainz 2°, Leclerc solo 4°

MONTECARLO – Dalla pole a un mesto quarto posto. “Non ho parole, non possiamo fare una cosa così”. La maledizione di casa continua, per Charles Leclerc. La pioggia a dirotto che ritarda di oltre un’ora la partenza, ma soprattutto le strategie sbagliate ai pit della Ferrari, con due grossi errori, penalizzano il monegasco, furibondo per la posizione in cui viene messo dopo le soste e alla fine quasi arreso, quando la corsa viene calcolata dal tempo anziché dai giri (conclusi 64 su 77) dopo la bandiera rossa uscita per un botto enorme di Mick Schumacher: la sua Haas, come a Gedda, spaccata in due, ma il tedesco sta bene.

E così per Leclerc anche la quarta volta in 4 partenze nel Principato da quando guida la F1 finisce malissimo: dopo aver dominato il week end e le qualifiche, arriva sì alla bandiera a scacchi a differenza delle occasioni precedenti, ma non sale neanche sul podio. Il successo va a Sergio Perez sulla Red Bull: il messicano, autore della bandiera rossa al termine delle qualifiche, partiva 3°: “Sogno che si realizza. Da pilota sogni di vincere qui. Dopo la gara di casa non c’è gp più speciale da vincere, è incredibile. Giornata enorme per me e per il mio paese. Sono molto contento. Oggi ho corso con il casco di Pedro Rodriguez, lui sarebbe super orgoglioso”.  Per Checo il 3° successo in carriera, una bella rivalsa dopo essere stato costretto a far passare il compagno di squadra, Max Verstappen, a Barcellona. L’olandese è 3° (era 4° al via) e guadagna ancora +3 punti su Leclerc (adesso la sua leadership si allunga a +9 su Charles): “Battuto Leclerc? Io ho fatto il meglio che potevo dopo una qualifica come quella di ieri interrotta dalla bandiera rossa. Il team ha fatto un buon lavoro soprattutto con la strategia per passare le Ferrari. Gara frenetica per via della pioggia e di altre cose, ma siamo stati bravi. Io ho aumentato il vantaggio in classifica e questo rende il mio bicchiere mezzo pieno. La vittoria di Checo? Straordinario, sono molto contento per lui”.

Per la Ferrari, il 2° posto di Carlos Sainz, che anche l’anno scorso finì 2° dopo che Leclerc non prese il via per un guasto sulla rossa scoperto nel giro di formazione. Lo spagnolo mantiene la posizione di partenza e anche le sue opinioni sul rimandare il suo passaggio ai box: ma in questa scelta, fatta per risparmiare una sosta e passare a gomme da asciutto, non copre la sosta di Perez e manda forse in confusione il muretto. “Gara folle, ma abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare. Siamo stati pazienti sulle gomme da bagnato, abbiamo preso la giusta decisione mettendo direttamente le slick. Penso che il giro che abbiamo passato dietro una macchina doppiata mi sia costato la gara oggi. Un giro di uscita pulito mi avrebbe garantito  la vittoria oggi. Con quel giro di uscita ho dovuto fare 12 curve dietro una macchina lenta che mi è costato un paio di secondi e la vittoria. Ma non voglio lamentarmi troppo. So che questo sport va così”.

Ma sbagliare aiuta a fare andare le cose male. Leclerc poteva e doveva vincere. Al via ritardato dietro la safety car e su gomme da pioggia (obbligatorie), Charles guida davanti e costruisce un grosso margine sugli inseguitori. Carlos gli sta dietro e lo aiuta a tenere gli avversari alle spalle. Con la pista che si asciuga, i blu fanno rientrare Checo per montare le intermedie. Il messicano vola (quasi 7 secondi più veloce). La Ferrari sottovaluta, come dirà poi il team principal, Mattia Binotto, quanto siano veloci quelle coperture. Richiamano Sainz, ma lo spagnolo dice di voler stare fuori e aspettare per montare direttamente quelle da asciutto. La Red Bull chiama Max, e la Ferrari Leclerc che in quel momento (giro 19 sui 77 previsti) è ancora al comando: anche loro per le intermedie. E quando rientra in pista, Charles si ritrova dietro Perez.

Subito dopo, il secondo errore di Maranello: chiama Sainz ai box al giro 22 per le gomme da asciutto e in contemporanea anche Leclerc, anche se proprio è già in pit lane, gli dicono di rimanere fuori. Tropo tardi. Leclerc urla, sbatte le mani sul volante, il pit stop è lento (3 secondi). E quando esce, mentre anche le due blu pittano e escono  pestando la linea gialla, cosa sulla quale la Ferrari chiederà spiegazioni alla Fia, Charles si ritrova 4° dietro Verstappen. Con la bandiera rossa di Schumacher, scende dalla macchina e va a chiedere spiegazioni.

Poi le dà ai microfoni: “Sono arrabbiato, deluso, così fa male. Ci sono tante gare ancora, abbiamo il passo ma soprattutto quando lo abbiamo non possiamo permetterci di arrivare quarti con sei secondi di vantaggio. Sì fa male, e in casa ancora di più. Perdiamo tanti punti, dobbiamo migliorare e oggi doveva essere nostra. Io penso di aver fatto tutto bene, in situazioni come questa ho bisogno dell’aiuto del team e oggi abbiamo chiaramente preso una decisione sbagliata prima e poi una seconda che ci è costata ancora di più con il pit dietro a Carlos. Ci sono stati tanti errori. Devo riguardare la gara per capire. Ora c’è solo delusione, tanta. Furioso? Sono migliorato molto in questo, ho fatto tre respiri profondi dopo il pitstop e ho resettato. Amo questo team e tutti, ma oggi dobbiamo riguardare tutto perché così non va bene”.

Binotto concorda: “Abbiamo fatto degli errori. La macchina era competitiva, abbiamo sottostimato la velocità delle gomme intermedie, penso che forse avremmo dovuto fermare Charles un giro prima o addirittura non fermarlo per nulla, rimanere fuori e proteggere la posizione per andare direttamente sulle gomme da asciutto. Sono tutte analisi che faremo a posteriori. Ha ragione Charles, qualcosa non ha funzionato. Siamo delusi. Quando i piloti sono 1° e 2° e perdiamo la gara in questo modo dispiace, vuol dire che un errore o anche due lo abbiamo commesso e c’è qualche scelta da rivedere. Ma ci sono state anche delle circostanze: chiederemo chiarimenti alla Fia sulla riga gialla oltrepassata dalle Red Bull che per noi è abbastanza evidente: quando è successo in passato sono stati dati 5 secondi di penalizzazione. Questa passività della direzione gara non la capiamo, per noi la gara non è finita”.

social experiment di Livio Acerbo #greengroundit #repubblicait – fonte originale qui