Questa valle italiana è la nuova destinazione del gusto

Che ogni regione d’Italia e ogni località del nostro Paese abbia dei piatti tipici e dei sapori irresistibili è risaputo (in tutto il mondo). Ma c’è una valle, che più di altre, sta diventando la nuova destinazione del gusto.

Val di Funes, la nuova destinazione di Slow Food Travel

Ci troviamo in Val di Funes, nel cuore delle straordinarie Dolomiti, un luogo incontaminato ai piedi delle montagne Odle e che vanta il riconoscimento di “Perla delle Alpi”. Ma la fare la differenza non è solo la sue evidente bellezza, è anche la qualità e l’autenticità della sua offerta gastronomica, a tal punto da essere diventala la nuova destinazione di Slow Food Travel, e la prima in assoluto dell’Alto Adige.

Del resto, da queste parti i piccoli produttori dei masi montagna, con i loro formaggi, pane nero e speck, regalano sapori autentici che passano anche dai vigneti della Valle Isarco, dove nascono vini che sono famosi in tutto il mondo. Tantissime anche le osterie e i ristoranti che sono in grado di mettere in risalto le unicità del territorio.

Cos’è Slow Food Travel

Il progetto Slow Food Travel consente ai territori la possibilità di sviluppare le proprie potenzialità come destinazione gastronomica di qualità. Il tutto nel rispetto di rigorose linee guida e della filosofia dell’associazione, attraverso la costruzione di alleanze e di esperienze che valorizzano al meglio il patrimonio gastronomico locale.

Il Gruppo delle Odle

Un programma che nasce da un’associazione senza scopo di lucro, ma prima di tutto un movimento mondiale di persone impegnate a ridare il giusto valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali.

L’obiettivo di Slow Food Travel è lo sviluppo e la promozione di un’esperienza di viaggio che sia coerente con la filosofia di Slow Food. Al centro del progetto vi sono il cibo e la sua produzione. Culture e identità gastronomiche uniche e biodiverse. In sostanza, il visitatore scopre una determinata località attraverso il cibo sviluppando percorsi turistici e servizi fondati sulla promozione della biodiversità gastronomica, agroalimentare e culturale locale grazie a un’intensa partecipazione del visitatore.

Gli Slow Food Travel Days

Dal 21 al 29 maggio vanno in scena gli Slow Food Travel Days, una settimana di eventi – anche se ora a disposizione c’è solo il weekend, che comprende mercati, mostre, degustazioni, visite in fattorie e cantine.

Focus della settimana sono i prodotti gastronomici tipici della Val di Funes reinterpretati con nuovi abbinamenti. Sempre negli stessi giorni si potranno visitare due mostre: una dedicata alla biodiversità nel Centro visite del Parco Naturale Puez-Odle e l’altra su vino e suoli al Museo Mineralogico di Tiso. Ad arricchire il tutto anche visite guidate, degustazioni e attività alla scoperta di storie, prodotti, luoghi e tradizioni.

Gli Slow Food Travel Days si concluderanno con la presentazione ufficiale e la firma della certificazione Slow Food Travel a Villnöss, (la Val di Funes), sabato 28 maggio 2022 . Un evento che permetterà a questa zona d’Italia di definirsi la prima destinazione Slow Food Travel in Alto Adige. Un gioioso evento che sarà incorniciato da un intrattenimento musicale e da un mercato contadino con punti di degustazione.

La Val di Funes in estate

L’Itinerario in Val di Funes sarà fruibile fino all’autunno con due cicli di attività: le Dolomites Slow Food Farmer Tasting e le Slow Food Farmer Experience, con oltre 20 tra degustazioni ed esperienze che da maggio a ottobre permetteranno a turisti e viaggiatori di scoprire il lato enogastronomico più autentico di questa valle incastonata nelle Dolomiti.

Cosa vedere in Val di Funes

La Val di Funes è un luogo che pare rimasto fermo nel tempo. Qui si respira un’aria di leggenda, ma si può anche camminare e scalare, fino ad arrivare a fare esperienze uniche e da non farsi assolutamente scappare.

Imperdibile, per esempio, è il Parco Naturale Puez-Odle dove poter passeggiare tra peccete e lariceti gustandosi l’aria frizzante di montagna. Qui le Odle sono il paradiso del verticale dove poter ricalcare lo orme di Messner, Innerkofler e molti altri. Un patrimonio dell’umanità che offre destinazioni alla portata di tutti.

Un angolo del Parco Naturale Puez-Odle

Tiso, invece, è il primo paesino che si incontra una volta raggiunta la Val di Funes. Si trova adagiato su un promontorio soleggiato a circa 950 metri sul livello del mare, ed é accarezzato da boschi di castagne, frutteti e vigneti. Qui potrete ammirare le Geodi di Tiso (una rarità geologica) che che possono avere un diametro fino a 20 centimetri.

Da percorrere anche il sentiero attrezzato Günther Messner che è un percorso che permette di scoprire la vera essenza dell’attività escursionistica nelle Dolomiti. Un tragitto divertente ma che è il caso di affrontare solo in condizioni climatiche stabili e, soprattutto, se si è esperti: seppur attrezzato, richiede buona capacità di movimento in montagna.

Poi San Pietro, un altro paesino situato a 1150 metri sul livello del mare. Al centro del borgo si trova una bellissima chiesa consacrata agli apostoli San Pietro e Paolo che viene chiamata anche il Duomo della Val di Funes, grazie alle sue spettacolari dimensioni. Da qui partono diverse escursioni ed è possibile raggiungere anche il famoso Passo delle Erbe che regala una vista unica sulle montagne circostanti.

Da visitare anche Castel Forte, uno dei più grandi complessi fortificati dell’Alto Adige. Si trova posizionato su un’altura dominante sul fiume Isarco e ospita al suo interno il più grande torchio altoatesino, alto oltre 10 metri, e una collezione di oltre 100 miniature di castelli realmente esistenti.

Il borgo di Tiso

Imperdibile la Chiesetta di San Giovanni che è uno dei simboli della Val di Funes. Situata in località Ranui, è oggi uno degli edifici sacri più amati e fotografati d’Italia.

Infine Santa Maddalena, un paese minuscolo e l’ultimo che si incontra salendo per la Val di Funes. Si trova a 1339 metri sul livello del mare e grazie a questo offre uno dei più bei panorami di tutto l’Alto Adige. Da non perdere è la chiesa del paese, la quale venne costruita esattamente nel luogo in cui, secondo una leggenda, il Rio Fopal trascinò a valle il dipinto raffigurante Santa Maddalena.

Il panorama, da queste parti, è impressionante e sorprendente durante ogni stagione dell’anno e in particolare al tramonto, quando l’ultima luce del giorno abbraccia le cime delle montagne lasciando tutti senza fiato.

La Chiesetta di San Giovanni al tramonto