Obbligo vaccinale per il covid, in Piemonte le multe arrivano adesso – La Stampa

Il Covid continua a circolare, anche se molti lo considerano impropriamente un arnese del passato prossimo: ieri 1.274 a fronte di quasi 16 mila tamponi. Più ancora del virus, che in questa fase non incide sui ricoveri, circolano le sanzioni da 100 euro dirette a quanti non hanno ancora rispettato l’obbligo vaccinale, e non producono certificati di esenzione ritenuti attendibili.
Così, dopo una breve pausa necessaria per permettere alle Asl di smaltire le istanze dei cittadini che hanno ricevuto la raccomandata nella prima tranche, da oggi parte una seconda ondata: 258.136 invii nei primi sei giorni, a livello nazionale, 17.486 in Piemonte.
Nel mirino gli over 50, i lavoratori della sanità, i personale della scuola, della polizia e i militari che al primo febbraio non avevano fatto nemmeno una dose. Stessa sanzione per chi, anche dopo quella data, non ha completato il ciclo vaccinale, compreso il “booster”. Tra l’altro, con l’eccezione degli operatori sanitari, l’obbligo decadrà a breve, il 15 giugno: impossibile che per quella data sia state chiarite tutte le posizioni e pagate tutte le multe.
Sia come sia, per rendere la portata dell’operazione, che sta impegnando l’Agenzia delle Entrate come le Asl, rispetto alla prima tranche è stata dimezzata la dimensione dei lotti giornalieri, da 100 mila a 50 mila, proprio «per diluire nel tempo il numero delle possibili istanze dei cittadini e dare modo alle Asl di esaminarle nei 10 giorni previsti, evitando i picchi registrati in alcuni territori nella prima tranche. Ciò implicherà che le consegne proseguiranno per tutto il mese di giugno». Così il Ministero: precisazione che la dice lunga sui numeri e sulle difficoltà di applicare la legge, decisamente superiori all’importo della multa. Una legge che si traduce in migliaia di notifiche sovente seguite da ricorsi inviati via mail alle Asl – e non al Ministero, come fanno in parecchi -, con i problemi, i dubbi, gli equivoci, le difficoltà di inserimento e quindi le lentezze del caso. E questo, nonostante i perfezionamenti apportati in corsa dal Ministero: esclusi i precedenti codici fiscali di chi li ha cambiati, perfezionato il controllo per escludere i residenti all’estero, perfezionati alcuni criteri di estrazione. Chi riceve l’avviso ha 10 giorni per dimostrare di essere in regola. Anche così, la situazione resta a dir poco difficile. All’Asl di Torino sono state rifiutate 1.995 richieste di annullamento della sanzione su 3.231 presentate. Asl Torino 3: 645. Asl Torino 4: 380 su 1.200. Asl Torino 5: 417 su 583. Asl asti: 206 su 394. A Novara, su 2 mila richieste, un quarto sono state bocciate. Numeri alla spicciolata di una partita tutt’ altro che prossima a concludersi: solo in Piemonte, e solo con riferimento agli over 50, sono 104 mila coloro che non hanno aderito alla campagna vaccinale. – © RIPRODUZIONE RISERVATA


Livio Andrea Acerbo #greengroundit – fonte