Iss: “Salgono le reinfezioni Covid al 5,8%”. Pregliasco: “Il virus può fare scherzi in autunno” – HuffPost

Sono segnalati 438.726 casi di reinfezione da Covid, pari al 3,6% del totale dei casi notificati. Nell’ultima settimana la percentuale di reinfezioni risulta pari al 5,8%, in aumento rispetto alla settimana precedente (5%). Emerge dal report esteso dell’Istituto superiore di sanità (Iss) sull’andamento dell’epidemia di Covid-19 in Italia. 

Dal 24 agosto 2021 al 11 maggio 2022, rileva il report esteso dell’Iss, sono stati segnalati dunque 438.726 casi di reinfezione. L’Iss evidenzia un aumento del rischio di reinfezione in modo particolare nei soggetti con prima diagnosi di Covid-19 notificata da oltre 210 giorni rispetto a chi ha avuto la prima diagnosi fra i 90 e i 210 giorni precedenti; nei soggetti non vaccinati o vaccinati con almeno una dose da oltre 120 giorni rispetto ai vaccinati con almeno una dose entro i 120 giorni; nelle femmine rispetto ai maschi; nelle fasce di età più giovani (dai 12 ai 49 anni); negli operatori sanitari rispetto al resto della popolazione.

“Le parole del premier Mario Draghi sono di buon senso e indicano una giusta prudenza che è la stessa che ha contraddistinto le scelte dell’Italia fino ad oggi”, sottolinea all’Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, docente all’università Statale di Milano, commentando le parole del premier Draghi che in un videomessaggio al Global Covid-19 Summit ha detto che “l’obiettivo è vaccinare il 70% della popolazione mondiale, la pandemia non è finita”. “Questo è un virus che già ci ha fatto degli ‘scherzi’ e potrebbe farne di nuovi”, spiega Pregliasco, “potrebbe ridursi naturalmente ma dobbiamo essere preparati bene per uno scenario peggiore di recrudescenza in autunno. Il vaccino ha dimostrato di essere efficace nel ridurre la malattia grave e il ricovero, renderlo disponibile alla popolazione a livello mondiale è la strada giusta”.

“Complessivamente nel mondo ci sono territori dove c’è un calo dell’incidenza e altri dove c’è una risalita”, osserva, “Abbiamo capito che il virus rimarrà con noi e potrebbe mutare con altre varianti e non è detto che lo scudo dell’immunità vaccinale possa essere invalicabile. Correre con l’immunizzazione – conclude – rimane l’arma efficace nel proteggerci e farlo anche in paesi dove fino ad oggi la copertura è ancora scarsa è una scelta necessaria”.

Nel corso dell’ultima settimana il numero di casi Covid segnalati in Italia e il numero di ospedalizzazioni risultano in diminuzione, sono stabili i ricoveri in terapia intensiva e in leggero aumento i decessi.
Continua inoltre a diminuire l’incidenza settimanale dei contagi a livello nazionale. I decessi sono relativi ai casi registrati circa un mese fa, quando la curva saliva, e questo spiega l’attuale lieve aumento. Il report esteso rileva inoltre come l’incidenza sia in diminuzione a 14 giorni in tutte le fasce d’età. Nella fascia 10-19 anni si registra il più alto tasso di incidenza a 14 giorni, pari a 1.203 per 100.000 abitanti, mentre nella
fascia di età 20-29 anni si registra il valore più basso, pari a 963 casi per 100.000 abitanti.

Il tasso di mortalità relativo alla popolazione over 12 anni, nel periodo 18/03/2022-17/04/2022, per i non vaccinati (34 decessi per 100.000 abitanti) risulta circa 4 volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni (8 decessi per 100.000) e circa 7 volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (5 decessi per 100.000). Il tasso di ricoveri in intensiva, invece, per i non vaccinati è circa 4 volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni e circa 4 volte più alto rispetto ai vaccinati con booster.

di Livio Andrea Acerbo #greengroundit #coronavirus #covid19 – fonte originale qui