C'era una volta il “palazzo delle tasse” Sarà trasformato dopo mezzo secolo – Il Tirreno Livorno

LIVORNO. Uno di quei luoghi in cui sei passato, almeno una volta nella vita. Che guardi e immediatamente riconosci, qualunque sia la natura del tuo ricordo: per i livornesi, poco da fare, il palazzo di via Indipendenza, all’angolo con via Adua, è stato e sempre sarà il “palazzo delle tasse”. Dove ogni livornese è stato richiamato da una cartella esattoriale, dove tutti abbiamo fatto la coda, parlato con gli impiegati e con i funzionari e alla fine, ineluttabilmente, pagato il nostro obolo.

Una città è un tessuto fatto di piccoli luoghi, di mura che hanno una storia, un vissuto. Di flash che ti tornano alla mente e ti legano a una strada, a un momento. E l’immobile di via Indipendenza (civico 73) una storia alle spalle ce l’ha, eccome.

FIN DAL CINQUANTA

Fin dai tardi anni Cinquanta ha ospitato gli uffici del servizio di riscossione dei tributi, il servizio oggi noto sotto la sigla di Ader. Che da pochi giorni, per la precisione dallo scorso 2 maggio, si è trasferito armi e bagagli nella nuova sede di via March 20, nell’area artigianale del Picchianti, seguendo il destino di molte altre aziende e società: immobili troppo grandi e costosi, in centro, meglio spostarsi in situazioni più gestibili anche se magari gran parte dell’utenza avrebbe preferito mantenere lo status quo ,visto che raggiungere la zona artigianale per pagare o semplicemente per chiedere informazioni è abbastanza scomodo, soprattutto per i non giovanissimi.

Ma tant’è, questa è stata la scelta, con i nuovi locali che sono stati reperiti tramite bando pubblico.

Eppure, anche davanti a quei locali che hanno scritto una piccola storia e che oggi sembrano malinconicamente chiusi, i livornesi non dimenticano. Non possono dimenticare la storica insegna (che recitava “Esattoria consorziale Livorno”) che ha resistito impavidamente al tourbillon dei cambi di gestione e delle riforme che si sono succedute in mezzo secolo, fino ad arrivare, appunto, alla denominazione di Agenzia delle entrate-riscossione.

CODE IN PIAZZA CAVOUR

L’archivio della memoria rimanda immagini in bianco e nero, consunte dagli anni ma che molti livornesi non possono dimenticare: quelle mattinate a ridosso delle scadenze dove la coda arrivava quasi fino a piazza Cavour, occupando l’intero marciapiede di via Indipendenza. E siccome la nostra natura è quella di socializzare sempre e comunque, anche in situazioni non particolarmente…allegre, ecco che in quelle infinite code sono nate, magari, delle amicizie, e si sono sprecate migliaia di battute sullo Stato vorace, sempre pronto a imporre balzelli.

IL PROGETTO

Ma la storia, come sempre, sa voltare pagina. E adesso quel palazzo di via Indipendenza deve reiventarsi. La proprietà, una società immobiliare, ha dato incarico ad una importante agenzia livornese di effettuare delle valutazioni di mercato e ipotizzare le possibili destinazioni d’uso.

Si parla della realizzazione di appartamenti e locali ad uso ufficio, fino alla costruzione di posti auto al piano terra, un progetto che tra l’altro darebbe respiro a una zona particolarmente congestionata della città. Intanto, però, un altro pezzo del nostro puzzle si stacca, cambia, si trasforma. Ineluttabile, come le tasse.

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di Livio Acerbo #greengroundit #notizie – fonte