Catasto, chi paga più tasse con la riforma Gli esempi e gli aumenti con le ristrutturazioni- Corriere.it

Chi rischia di pagare più tasse con la riforma del Catasto? In linea di massima chi possiede solo l’abitazione in cui risiede a meno che non si tratti di un immobile di lusso che non è accatastato come tale non avrà, fin quando permarrà l’esenzione sull’Imu per la prima casa, nessun aggravio e continuerà a pagare zero. A rischiare invece sono altre categorie di proprietari immobiliari, a partire da chi ha un’abitazione non presente in Catasto o chi ha un terreno o un immobile con destinazione d’uso diverso da quello per cui è accatastato.

La nuova mappa del catasto e i rilievi fotografici

Per la verità non c’è bisogno di una riforma per sanzionare chi possiede un immobile irregolare, ma la campagna di rilievi fotografici del territorio sicuramente porterà a scoprire molte situazioni non legittime. Lo stesso potrebbe fare la collaborazione con i comuni, che permetterebbe ad esempio di identificare la corretta destinazione d’uso dei terreni liberi e anche a scoprire situazioni di evasione dell’Imu. Che non devono essere così sporadiche se si considera che secondo una stima del Sole 24 ore fatta su dati Mef sarebbe di 4,9 miliardi di euro.

Il rialzo del classamento

Ci saranno poi molte abitazioni che, anche continuando ad adottare le rendite attuali, vedranno cambiare al rialzo il loro «classamento». E anche in questo caso spesso non servono grandi indagini: per le Entrate basta incrociare i dati catastali e quelli dei soggetti che chiedono le agevolazioni per lavori di riqualificazione edilizia e in particolare se si usufruisce del Superbonus. Anche in questa ipotesi, se si tratta di prima casa per chi la abita non cambia nulla, ma se l’abitazione è a disposizione o data in locazione (dove è rimasta la cedolare secca) il rialzo delle imposte potrebbe essere sensibile.


L’esempio della casa a Milano in classe A3

Per fare un solo esempio: ipotizziamo un’abitazione a Milano nel semicentro attualmente classificata come A3/ classe 3. Se i lavori di ristrutturazione portassero al miglioramento di 3 classi facendo riclassificare l’abitazione come A3/ classe 6 il valore fiscale ai fini Imu salirebbe del 62%, se si salisse anche di categoria arrivando alla A2/ classe 5 l’imponibile aumenterebbe del 75 per cento. Infine, a seguito delle ricognizioni delle Entrate rischiano di cambiare classamento le abitazioni oggi in A/2 e A/7 ma con caratteristiche di alto pregio. Passare rispettivamente in A/1 e A/8 non solo comporterebbe un aumento dell’imponibile, ma farebbe pagare l’Imu anche sulla prima casa.

di Livio Acerbo #greengroundit #notizie – fonte