Covid, il Veneto prepara la quarta dose per tutti: nuova campagna vaccinale in autunno

VENEZIA –  Quarta dose anti-Covid per tutti i cittadini in autunno. Non solo per over 60 fragili e anziani con più di 80 anni, come accade oggi. La Regione sta mettendo a punto il piano per la nuova campagna collettiva. Le strutture ci sono già. Si attende l’aggiornamento del vaccino. «Ci aspettiamo un vaccino che consideri le varianti in circolazione. Speriamo sia pronto per l’autunno. E allora lì sarà per tutti  – spiega Francesca Russo, direttore regionale della Prevenzione – poi si valuterà se definire una prioritarizzazione: dipenderà dalla disponibilità di dosi».


L’INCONTRO
Il vaccino somministrato fino ad ora di fatto è stato plasmato sulla prima versione del Covid. In più di due anni si sono affacciate molte varianti e sotto-varianti. Adesso si punta a fare un salto di qualità. Non solo. La Regione ha già timbrato il piano pandemico fino al 2023. Ed entro fine giugno aggiungerà altri documenti attuativi. «Sicuramente ci saranno altre pandemie. Dobbiamo investire per prevenirle», avverte Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco, intervenuto ieri, 23 aprile, a Treviso nell’incontro organizzato con la Fondazione scuola di sanità pubblica. Come? «Investendo nello studio dell’evoluzione del virus e rifondando la medicina dei medici di famiglia sul territorio. E poi invertendo la rotta rispetto alla creazione di un ambiente sempre più ostile per gli animali selvaggi, che albergano un’infinità di virus e che stiamo portando sempre più vicino a noi». «Se non rafforziamo la Prevenzione e la medicina territoriale non ci saranno ospedali a sufficienza per poter curare aggiunge Russo . Siamo molto impegnati su questo fronte: con il Pnrr ci sarà l’input che ci permetterà di fare più velocemente». Il presidente di Aifa lancia anche un’alta proposta: «Portare a Venezia la sede di Hera, l’autorità per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie. Dopo aver perso Ema (l’Agenzia europea per i medicinali, ndr), la cui sede è andata ad Amsterdam, sarebbe un bel segnale portare Hera nella città che ha insegnato come gestire le epidemie».

IL PIANO
Il nuovo piano pandemico, intanto, guarda al Covid per poi allargare il cerchio. «Si rinnoverà continuamente prevedendo delle esercitazioni», rivela Russo. La prossima sfida sarà la campagna vaccinale in autunno. «Come Aifa abbiamo suggerito di procedere con la quarta dose per gli over80 e gli ospiti delle case di riposo perché è efficace nell’indurre una risposta del sistema immunitario fa il punto Palù mentre per le persone adulte direi proprio di attendere il prossimo inverno, con i vaccini aggiornati». Le basi non mancano. «Le due aziende che producono mRna hanno già vaccini almeno bivalenti contro la sub-variante Omicron Ba.2 e la variante Beta, che era quella sudafricana, la più immunoevasiva continua quindi avremo sicuramente dei vaccini contro le varianti prevalenti. Ma ricordo che, ahimè, siamo l’unico Paese che non ha un proprio vaccino. In Italia è necessario tornare a investire in strutture ad alta tecnologia per farmaci e vaccini». Senza smettere di parlare ai no-vax. «È un fenomeno che va compreso, non ghettizzato. Nasce da una dissonanza cognitiva che ha un’origine antica nel nostro cervello evidenzia Palù si risponde a un rischio immediato senza un’elaborazione più intensa. Va spesa molta energia nell’educazione di queste persone». L’estate ora dovrebbe consentire di riprendere fiato. Anche se gli ospedali restano sotto pressione. Quelli del Trevigiano devono recuperare quasi 30mila prestazioni non urgenti rinviate nell’emergenza Covid, ma anche far fronte a un aumento del 30% delle nuove visite. «Le persone sono tornate a fare check-up dice Francesco Benazzi, direttore generale dell’Ulss 2 ma puntiamo comunque ad abbattere le liste d’attesa entro la fine dell’anno». La speranza è che la tregua sul fronte Covid arrivi il prima possibile. «Gli indici dicono che almeno nel nostro emisfero la pandemia si sta estinguendo. Si parla di giugno, ma le previsioni poi vengono smentite va cauto Palù di certo il virus è molto più contagioso ma meno virulento. Ciò fa pensare che possa cessare con la bella stagione. Potremmo tornare ad averci a che fare in autunno. Ma a quel punto ci saranno i vaccini aggiornati». Intanto meglio continuare a usare la mascherina almeno al chiuso. «È bene essere cauti ancora per un po’», conclude Palù.

Livio Andrea Acerbo #greengroundit – fonte