Cosa fa reddito e su cui si devono pagare le tasse per nuove leggi 2022 aggiornate

Non c’è solo il reddito da lavoro da considerare al momento del pagamento delle tasse. Ecco quali sono le voci che i contribuenti italiani devono considerare.

Quali sono i redditi su cui pagare le tasse?

I redditi su cui pagare le tasse sono quelli da lavoro o da pensione, da capitale e fondiario.

Se c’è qualcosa da cui non si scappa è il pagamento delle tasse. Si tratta di un appuntamento che coinvolge tutti i contribuenti e il cui importo è strettamente legato ai guadagni reali. Il nostro sistema fiscale è di tipo progressivo.

In buona sostanza, l’importo da corrispondere in sede di dichiarazione dei redditi cresce con l’aumentare dei ricavi. E lo fa sulla base dei 4 scaglioni di reddito previsti dalla normativa vigente.

Nella fase di calcolo delle tasse da pagare occorre quindi innanzitutto sapere cosa cosa fa reddito. Perché la principale fonte di gettito per lo Stato è l’Irpef ovvero l’Imposta sul reddito delle persone fisiche. Ma non è la sola sulla quale sono esposti i contribuenti italiani. Analizziamo allora la situazione.

Quali sono i redditi su cui pagare le tasse

Il primo chiarimento da fare è riferimento alla definizione di reddito. Si tratta dell’utile proveniente da un’attività o da un impiego di capitale in un dato periodo di tempo. L’Irpef è invece la tassa progressiva per scaglioni che i contribuenti che percepiscono dei redditi da lavoro o assimilati e da capitale sono tenuti a corrispondere. La base di calcolo è su tutti i redditi percepiti nel periodo di imposta che coincide con l’anno solare.

A fare reddito è innanzitutto quello da lavoro dipendente o assimilato, ad esempio il reddito da pensione. In parallelo rientra anche quello derivante dall’esercizio dell’attività autonoma. In termini operativi, il pagamento delle tasse non avviene tramite il modello 730 bensì con il Modello Redditi Persone fisiche.

Abbiamo accennato alla progressività del sistema fiscale italiano ovvero allo stretto rapporto che esiste tra tasse da pagare e livello di ricavi. La semplificazione fiscale ha portato alla creazione di 4 scaglioni di reddito:

  • nel caso di redditi fino a 15.000 euro, l’aliquota Irpef è pari al 23% con imposta dovuta sui redditi intermedi compresi negli scaglioni pari al 23% sull’intero importo (3.450 euro)

  • nel caso di redditi tra 15.001 e 28.000 euro, l’aliquota Irpef è pari al 25% con imposta dovuta sui redditi intermedi compresi negli scaglioni pari a 3.450 euro + 25% sul reddito che supera i 15.000 euro fino a 28.000 euro

  • nel caso di redditi tra 28.001 e 50.000 euro, l’aliquota Irpef è pari al 35% con imposta dovuta sui redditi intermedi compresi negli scaglioni pari a 6.700 euro + 35% sul reddito che supera i 28.000 euro fino a 50.000 euro

  • nel caso di redditi oltre 50.000 euro, l’aliquota Irpef è pari al 43% con imposta dovuta sui redditi intermedi compresi negli scaglioni pari a 14.400 euro + 43% sul reddito che supera i 50.000 euro

L’Irpef si applica quindi sul reddito complessivo del soggetto. L’imposta lorda si calcola applicando al reddito complessivo, al netto degli oneri deducibili, le aliquote per scaglioni.

Sono anche altre le voci che fanno reddito, ad esempio quello derivante dall’affitto di appartamenti o case ovvero, più in generale, il reddito fondiario. Dopodiché, tra quelli da dichiarare e su cui bisogna pagare le tasse ci sono i redditi da capitale, come gli interessi maturati sul risparmio.

Quando non bisogna pagare le tasse per leggi 2022

In questo contesto è in parallelo interessante sapere cosa invece non fa reddito e che dunque mette il contribuente al riparo dal pagamento delle tasse. Si tratta dei valori corrisposti al lavoratore sotto forma di welfare aziendale fino a un massimo di 258,23 euro annui.

Quindi dei compensi erogati nell’esercizio di attività sportive dilettantistiche e i compensi erogati ai collaboratori coordinati e continuativi di carattere amministrativo di natura non professionale per prestazioni rese in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche per un importo massimo di 10.000 euro annui. Poi dell’indennità di trasferta Italia fino a 46,48 euro giornaliere e quella di trasferta estero fino a 77,47 euro al giorno. Infine segnaliamo l’esistenza della no tax area: chi guadagna redditi fino a 8.174 euro non deve versare alcunché in termini di tasse.

di Livio Acerbo #greengroundit #notizie – fonte