Perché sui voli il Wi-Fi è ancora a pagamento

Smartphone e pc sono ormai diventati compagni di viaggio dai quali non sappiamo separarci, neanche in volo. Perché non usufruirne per navigare su internet durante le lunghe ore trascorse a bordo? L’idea è senza dubbio allettante, l’unico problema consiste nella connettività: sulla maggior parte degli aerei in cui è presente, il Wi-Fi è ancora a pagamento. Perché non sia offerto gratuitamente (a parte pochissime eccezioni) è una curiosità più che lecita per tutti i passeggeri che ne trarrebbero volentieri vantaggio. Scopriamo i motivi di questa scelta.

Wi-Fi a pagamento sugli aerei

Sebbene siano ormai molte le compagnie aeree che permettano ai propri viaggiatori di navigare anche in volo, spesso è necessario pagare per usufruire del Wi-Fi. Il motivo è presto detto: si tratta di una questione economica. Implementare la connettività a bordo è infatti una grande spesa (sia in termini di tempo che di denaro). Dotare un aereo di internet può costare milioni di dollari, spiegano gli esperti, soprattutto se si parla di connessione ad alta velocità.

Alcuni velivoli moderni potrebbero uscire dalla fabbrica già predisposti per offrire il Wi-Fi, ma che fare con quelli già appartenenti alla flotta? Le compagnie dovrebbero mettere fuori servizio ogni aeromobile per diversi giorni, così da consentire i lavori necessari all’installazione del sistema di connettività. È dunque chiaro che il costo sostenuto dai vettori per permettere ai propri passeggeri di accedere ad internet è decisamente elevato. Motivo per cui sono pochi quelli che offrono il Wi-Fi gratuito. Tuttavia il problema non è solamente economico.

Il problema del Wi-Fi a bordo

Nonostante gli sforzi degli ultimi anni, la connessione a bordo non è ancora efficiente come quella a terra. L’aereo può ricevere il segnale in due modi: da terra, sfruttando le antenne (proprio come avviene per la telefonia mobile), o da satellite. La prima opzione non è affatto stabile, soprattutto quando si attraversano in volo numerosi Paesi, ciascuno con condizioni e tariffe diverse. La seconda possibilità offre una connessione decisamente migliore, tuttavia è anche molto più costosa.

A prescindere dal modo in cui il segnale arriva a bordo, la qualità del Wi-Fi è ancora tutt’altro che eccellente. Chiedere il pagamento per poterne usufruire può dunque rivelarsi anche un’arma per disincentivare i passeggeri ad utilizzarlo. Naturalmente, meno sono i viaggiatori che accedono ad internet mediante la connessione dell’aereo, maggiore sarà la qualità per coloro che sono disposti a pagare per navigare. Insomma, per le compagnie si tratta di razionare l’accesso al web per offrire un servizio migliore – anche se solo a poche persone.

Come funziona il Wi-Fi in aereo

Ai problemi (di natura tecnica ed economica) che abbiamo già visto, va aggiunto forse il più importante: negli ultimi due anni, il settore dei viaggi ha vissuto una grande crisi, e di certo la priorità delle compagnie aeree non è stata quella di implementare un servizio che in fondo è facoltativo. È tuttavia possibile che ora, con la seppur lenta ripresa del turismo (nonché dei voli per affari), si torni a parlare di connettività come obiettivo da raggiungere il prima possibile. Sono sempre più i vettori che stanno già spendendo molti sforzi per far sì che i propri passeggeri possano navigare, e tra questi anche diverse compagnie low cost.

Ma come funziona il Wi-Fi a bordo? Abbiamo già visto in che modo arriva il segnale. Per poterne usufruire, è necessario attendere che l’aereo finisca la fase di decollo e raggiunga la quota di 10mila metri. A quel punto, non resta che impostare la modalità aereo sul proprio smartphone e attivare il Wi-Fi. Naturalmente, a causa di una tecnologia che non permette ancora una connettività di qualità, sono molte le cose che non si possono ancora fare. Vedere film, scaricare musica o anche semplicemente aprire pagine web ricche di foto può essere davvero complicato. Tuttavia è già un ottimo risultato poter avere la connessione durante il viaggio.