Covid, Lombardia verso la zona arancione: in bilico i numeri dei ricoveri, riapre l’ospedale in Fiera

di Stefania Chiale

Curva dei contagi stabile dopo il picco del 4 gennaio. Occupazione di rianimazioni e reparti Covid in Lombardia al 28,7% e al 16,1: vicine la soglie della zona arancione. Venerdì riapre l’hub in Fiera per le terapie intensive

La Lombardia dalla zona gialla alla zona arancione. Un passaggio di fascia che è un salto indietro. «La direzione è sicuramente quella, speriamo di riuscire a fermarci prima», dice il governatore della Lombardia Attilio Fontana: «Ma è difficile fare delle previsioni soprattutto perché la variante Omicron è completamente diversa. Lo sviluppo non è paragonabile al vecchio Covid. Non penso si possano fare delle anticipazioni, se già era difficile prima adesso lo è ancora di più». E conclude: «Continueremo a insistere sulle vaccinazioni. La Lombardia è la Regione che vaccina di più, proseguiamo in questa direzione e guardiamo con moderato ottimismo al futuro» (qui la guida al tampone, qui come cambiare la data della terza dose di vaccino: parte la procedura semplificata).

Intanto venerdì 14 gennaio riapre l’ospedale in Fiera. Oggi la Regione ha inviato una nota al Policlinico (che coordina la struttura e sarà presente con suo personale e squadre dell’ospedale di Niguarda) per rimettere in moto il reparto di rianimazione realizzato per l’emergenza Covid, in stand by dal giugno scorso, al Portello. La sua riattivazione era prevista quando si sarebbe arrivati a 250-253 pazienti ricoverati in terapia intensiva: al momento in Lombardia siamo a 246 e i dati sono in aumento. Si tratta della terza riapertura dell’hub in Fiera (dove finora sono stati ricoverati oltre 500 pazienti), dopo quella fra aprile e giugno 2020, nella prima ondata, e quella fra l’ottobre 2020 e il giugno 2021.

L’effetto delle scuole

Tutto si gioca nei prossimi giorni e nelle settimane a venire: la riapertura delle scuole ci dirà se l’incremento dei casi subirà una nuova accelerata o se potremo continuare a pensare che il peggio è passato. «Sulle scuole ci siamo sempre adeguati alle decisioni del governo e continueremo a farlo», osserva Fontana. Per ora la curva che disegna l’incremento nei nuovi positivi negli ultimi 7 giorni sulla settimana precedente continua a mantenere inalterato il disegno di un picco in data 4 gennaio, con una successiva discesa nei giorni a seguire. L’ultimo bollettino regionale — viziato però da un bassissimo numero, data la capacità di testing raggiunta, di tamponi effettuati (86.367) — ha registrato 17.581 nuovi positivi, con un tasso di positività del 20,3%.

I ricoveri

Gli esperti sanno che per vedere il picco di ricoveri dovremo aspettare metà mese (ossia dieci giorni dal presunto picco del 4 gennaio): nella giornata di lunedì sono cresciuti di 112 pazienti Covid i letti occupati in area medica, che sale a 2.999 ricoverati, e ci sono stati due nuovi ingressi in terapia intensiva, che salgono a 246. Con un’occupazione relativamente del 28,7% e del 16,1%: la prima ormai a un soffio dalla soglia per la retrocessione in zona arancione (30%), la seconda più lontana (20%). Entrambe devono essere superate per il cambio cromatico. Ma occorre sempre tenere a mente, per capire quanto la copertura della vaccinazione sia efficace (ancora di più considerando l’attuale assenza di restrizioni e chiusure), che l’anno scorso a quest’ora, con 3.267 nuovi positivi, i ricoverati erano 3.598 e in terapia intensiva vi erano 459 pazienti. Nelle ultime 24 ore sono stati 61 i decessi Covid, che portano il bilancio regionale da inizio pandemia a 35.464 morti. I lombardi che risultano attualmente in isolamento domiciliare (ossia i positivi che non necessitano di ricovero) sono 515.967.

I posti negli ospedali

«A seguito della rapida evoluzione del contesto epidemiologico», la direzione generale Welfare della Regione ha chiesto a tutte le strutture ospedaliere pubbliche e private accreditate «coinvolte nella gestione dell’attuale fase epidemica, una rimodulazione dell’attività di ricovero programmato e differibile, al fine di garantire la disponibilità di posti letto per pazienti affetti da Covid-19». Tradotto: vanno rinviati gli interventi non urgenti. Così recita la nota del Pirellone: «Ogni struttura ospedaliera amplierà gradualmente la disponibilità dei posti letto Covid-19, considerata anche l’elevata percentuale di pazienti asintomatici, ma incidentalmente positivi al test per Covid 19 che necessitano di ricovero per altra causa». Allo stesso tempo, «dovranno essere garantiti anche posti letto di area medica per pazienti che necessitano di ricovero in ambiente internistico, ma che risultano negativi al test molecolare. Questo potrà avvenire anche con riorganizzazione e compartimentazione delle aree di degenza che garantiscano gli standard di sicurezza ed isolamento prescritti». La Regione ricorda anche che sono a disposizione 381 posti nei Covid hotel, che possono accogliere i pazienti sia in dimissione dal reparto di degenza, sia direttamente dal Pronto soccorso. Sulla possibilità di somministrare il vaccino anti Covid-19 ai degenti, la nota sottolinea che «gli ospedali sede di centro vaccinale sono tenuti, se non ancora eseguito, a proporre il ciclo vaccinale o la dose di richiamo “booster” a tutti i pazienti» che vengono ricoverati con un test molecolare negativo.

L’hub al Portello

Il 14 gennaio saranno riattivati i primi due moduli di terapia intensiva nell’ospedale d’emergenza al polo Fiera del Portello. La struttura, coordinata dal Policlinico, tornerà a ricoverare pazienti con Covid-19 che hanno bisogno di cure intensive «da tutto il territorio lombardo». I primi due moduli attivati saranno di 15 posti letto ciascuno: la loro gestione clinica sarà affidata al personale del Policlinico (che avrà il coordinamento di tutte le attività) e del Niguarda. Dice una nota del Policlinico: «Qui saranno accolte parte delle nuove richieste di ricovero per i pazienti più gravi con Covid-19, in modo da “alleggerire” le terapie intensive degli ospedali lombardi e per poterle dedicare ai pazienti con altre patologie».

Le regole dell’arancione

Il cambio di fascia non provoca nessun cambiamento per i vaccinati (o i guariti) con super green pass. In zona arancione tutte le attività rimangono aperte ma nei bar e nei ristoranti possono entrare soltanto i possessori di green pass rafforzato. Per chi non ha il green pass rafforzato in zona arancione ci sono divieti ulteriori rispetto alle altre zone.
1) Non può uscire dal proprio comune di residenza se non per motivi di «lavoro, necessità, salute o per servizi non sospesi ma non disponibili nel proprio comune» (con autocertificazione)
2) Non può accedere agli impianti di risalita delle piste da sci
3) Non può entrare nei negozi dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi (tranne alimentari, edicole, librerie, farmacie, tabacchi)
4) Non può partecipare ai corsi di formazione in presenza
5) Non può praticare gli sport di contatto

Se vuoi restare aggiornato sulle notizie di Milano e della Lombardia iscriviti gratis alla newsletter di Corriere Milano. Arriva ogni sabato nella tua casella di posta alle 7 del mattino. Basta
cliccare qui.

11 gennaio 2022 (modifica il 11 gennaio 2022 | 20:04)

social experiment by Livio Acerbo #greengroundit #corriereit https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/22_gennaio_11/lombardia-la-zona-arancione-bilico-numeri-ricoveri-ospedale-fontana-unica-arma-vaccini-9a7ef2ea-72d0-11ec-8681-038bda9fc923.shtml