Capodanno a Milano, il branco e le molestie: 18 ragazzi perquisiti e primi tre indagati per le violenze in piazza Duomo

di Giuseppe Guastella e Pierpaolo Lio

Identificati dalla polizia quindici maggiorenni e tre minorenni tra Milano e Torino: stranieri e italiani di origini nordafricane. Utilizzati anche software per il riconoscimento facciale. Nove le vittime

Gruppi di giovani senza freni che si aggregano e subito si disperdono in piazza Duomo senza un vero e proprio obiettivo prescelto, ma che all’improvviso si avventano sulle ragazze che capitano a tiro. Man mano che gli investigatori della Polizia analizzano le immagini di decine di telecamere, setacciano i social network, sentono i testimoni e stringono il cerchio, aumenta da tre a nove il numero delle vittime delle aggressioni della notte di Capodanno. E soprattutto emergono i primi responsabili. Diciotto giovani vengono perquisiti tra Milano e Torino nella mattina di martedì 11 gennaio. Sono quindici maggiorenni e tre minorenni, età comprese tra i 15 e i 21 anni, rintracciati dagli agenti della Squadra Mobile di Milano e del Commissariato Centro. Cinque ragazzi sono italiani di origine straniera, sei egiziani e due magrebini. Nove sono stati perquisiti a Torino, gli altri nove tra le zone Stazione Centrale e via Imbonati a Milano, Rozzano (uno) e Bergamo (uno). Gli indagati al momento sono tre. I reati contestati sono violenza sessuale di gruppo, rapina e lesioni aggravate.

Il riconoscimento facciale

Per arrivare a identificare i componenti del branco di Capodanno gli esperti della Scientifica hanno utilizzato anche software per il riconoscimento facciale: il sistema di tracciamento Sari ha consentito di comparare i volti riconoscibili dalle telecamere stradali e di sicurezza con quelli recuperati sui social network (dove alcuni ragazzi avevano fatto commenti il giorno dopo le aggressioni) e incrociare le informazioni con il database dell’Afis (il sistema di identificazione delle forze dell’ordine) che cataloga i precedenti di polizia.

Il vertice in Procura

È una lunga riunione in Procura a delineare nella mattinata di lunedì i casi di molestie su ragazze tutte poco più che maggiorenni e a fare il punto sul lavoro investigativo e sui primi riscontri che hanno permesso agli uomini della Squadra mobile di individuare alcuni dei presunti aggressori. Vengono analizzati i primi risultati ottenuti attraverso l’analisi, oltreché delle immagini delle telecamere di sorveglianza, anche di quelle dei filmati amatoriali postati sui social network. Tutto materiale confrontato con i dati raccolti in mesi di servizi che polizia e carabinieri hanno svolto sulle comitive che gravitano abitualmente nell’area attorno alla cattedrale e alla Loggia dei Mercanti. La convinzione degli investigatori, che guidati da Marco Calì e coordinati dal procuratore aggiunto Letizia Mannella e dal pm Alessia Menegazzo ipotizzano il reato di violenza sessuale di gruppo, è che in piazza quella sera abbiano agito più gruppi di giovani composti per lo più da italiani di origine straniera che dai quartieri periferici e da fuori Milano al fine settimana si riversano in centro. La dinamica è sempre la stessa. I giovani circondano le vittime trascinandole nella calca, strattonandole, rapinandole, molestandole.

Gli assalti in piazza Duomo

È da poco passata la mezzanotte e mezza: di fronte all’ingresso della Galleria uno di questi gruppi punta cinque amiche arrivate in Duomo per festeggiare insieme l’ultimo dell’anno. Gli aggressori circondano una di loro, le strappano di mano il cellulare, iniziano le molestie. Le altre amiche provano a intervenire in suo soccorso, si avvicinano, ma finiscono per essere trascinate nel groviglio di mani e braccia. Mezz’ora più tardi, alle spalle del monumento a Vittorio Emanuele, si verifica il caso più grave che coinvolge la studentessa 19enne ripresa in un video poi finito sui social. La ragazza viene dapprima avvicinata da un giovane che le rivolge alcuni pesanti apprezzamenti. Passano pochi minuti e mentre si è attardata con un’amica (anche lei molestata, ma salvata quasi subito da un ragazzo della sua comitiva) viene acciuffata e trascinata via. L’assalto è brutale e termina solo con l’intervento degli agenti in tenuta anti sommossa che disperdono gli aggressori. Sarà la prima vittima a denunciare: è sconvolta, ha il maglione strappato, i pantaloni abbassati e numerose escoriazioni sul corpo.

Le turiste tedesche

Infine, le due turiste tedesche accerchiate poco distante da dove è avvenuto il primo episodio di violenza. Sono le 20enni che un altro video mostra in preda al terrore, schiacciate contro le transenne mentre in lacrime chiedono aiuto e tentano di respingere l’assalto. «Ho pensato “mio Dio stanno per stuprarmi”», ricorda una di loro ai microfoni di Quarta Repubblica: «Vedevano che piangevo, li supplicavo di fermarsi ma non si fermavano, ridevano». Nei prossimi giorni i magistrati del pool «fasce deboli» e gli agenti della Mobile di Milano ascolteranno le testimonianze delle nove vittime per isolare ulteriori elementi utili a identificare tutti i presunti responsabili delle aggressioni.

Il questore: ragazzi venuti da fuori Milano

«Mi sembra che a 10 giorni dai fatti la risposta di oggi su quanto avvenuto in piazza Duomo all’ultimo dell’anno sia stata adeguata e rapida». Così il questore di Milano, Giuseppe Petronzi, sulle perquisizioni: «Al di là delle singole responsabilità che adesso valuterà la magistratura, e nel rispetto della presunzione di innocenza — ha aggiunto Petronzi — posso solo aggiungere che si tratta di giovani che non gravitano su Milano».

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11 gennaio 2022 (modifica il 11 gennaio 2022 | 11:56)

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