Covid Milano, gli studenti occupano il liceo classico Manzoni: «Stress da verifiche e lacune con la Dad»

di Giovanna Maria Fagnani

Dopo essere entrati regolarmente alle 8 nella scuola di via Orazio, gli studenti si sono radunati nel cortile interno per un’assemblea e hanno deciso di occupare «contro le politiche anti Covid del governo e per l’assenza di dialogo con prof e dirigenza»

A tre giorni dall’inizio delle lezioni, gli studenti del liceo classico Manzoni tornano ad occupare la scuola. Al termine di un’assemblea plenaria gli allievi hanno votato per prendere temporaneo possesso dei locali del piano terra dell’istituto e intendono rimanervi anche di notte, per tutta la settimana. Un’occupazione nel corso della quale saranno promossi dibattiti anche con ospiti esterni. Negli altri piani dell’istituto, invece, spiegano i ragazzi, si svolgeranno regolarmente le lezioni.

La mobilitazione

A causa delle entrate scaglionate, la prima assemblea in cortile è cominciata alle 8, la seconda è in corso. Anche nel 2021, il Manzoni iniziò l’anno con un’occupazione. I ragazzi che passarono la notte del 12 gennaio nell’istituto che era chiuso per il lockdown, chiedendo di poter tornare a fare lezione in presenza. Dal rientro a scuola a settembre, al Manzoni ci sono state altre avvisaglie di mobilitazione, con l’occupazione dell’aula magna e altre proteste circoscritte, però, solo alle ore diurne. «Protestiamo contro una scuola che continua ad essere una macchina di valutazione, senza attenzione agli studenti. A Roma c’è stata un’ondata di occupazioni in oltre 50 scuole e questo ci fa capire che c’è un problema nazionale. Nei prossimi giorni è prevista un’assemblea di tutti i collettivi di Milano per capire come mobilitarci» spiegano gli studenti, che criticano anche la gestione della pandemia: «Con misure volte a difendere il profitto più che salute e cultura».

Il sondaggio tra i ragazzi

Nei giorni scorsi, il collettivo politico Manzoni aveva diffuso i risultati di un sondaggio a cui avevano partecipato 471 studenti (su circa 1100). L’83 per cento dei ragazzi sostiene di avere, almeno in parte, lacune didattiche legate alla Dad. Per l’85 per cento dei ragazzi la frequenza di verifiche e interrogazioni causa eccessivo stress (nel 43 per cento dei casi «molto» e nel 42 «abbastanza»). Il 23 per cento dice di provare pressione psicologica «da quest’anno». Il 43 per cento dice di avere problemi con un insegnante in particolare e il 47,9 per cento ritiene che gli insegnanti non ne tengano conto.

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10 gennaio 2022 (modifica il 10 gennaio 2022 | 11:34)

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