I furbetti dei viaggi “vietati”: così aggirano le regole

Le misure di sicurezza volte ad arginare la pandemia di Covid sono, ormai da quasi due anni a questa parte, molto rigide soprattutto per quanto riguarda i viaggi extraeuropei. Tuttavia, fatta la legge e trovato l’inganno: sono molti i turisti che decidono di aggirare i divieti scegliendo per le loro vacanze proprio località “vietate”, in alcuni casi tornando a casa positivi al Coronavirus.

I furbetti che aggirano le regole

Sin dai primissimi decreti adottati per fronteggiare l’emergenza sanitaria (e ancora oggi, con l’ultima ordinanza emanata), il governo italiano ha dato una stretta ai viaggi fuori dai confini europei, inserendo nella lista D – quella dedicata ai luoghi verso cui è vietato volare per turismo – numerosi Paesi extra UE. Sono località, queste, che potrebbero essere raggiunte solamente per comprovati motivi di lavoro, salute o urgenza. Ma spesso sono anche posti ad elevato richiamo turistico, dove ogni anno migliaia di persone si recano per le vacanze. Per questo molti furbetti hanno deciso di aggirare le regole e viaggiare comunque verso gli Stati “proibiti”.

A lanciare l’allarme è Fiavet, l’associazione delle agenzie di viaggio e delle imprese turistiche. Su La Stampa, il suo presidente Ivana Jelinic ha riportato i dati preoccupanti: “Il 70% di chi ha viaggiato verso destinazioni extraeuropee lo ha fatto in modo irregolare”. Molte persone hanno trovato il modo per superare i divieti, adottando veri e propri stratagemmi. Ad esempio dichiarando di essere volontari o di viaggiare per lavoro, ma anche di avere l’urgenza di visitare parenti proprio in quelle destinazioni.

Per riuscire ad eludere i controlli, i furbetti hanno utilizzato falsi inviti a seminari o hanno addirittura inventato impegni di lavoro. In alcuni casi, sono volati verso Paesi terzi da cui è poi possibile partire verso le località “vietate”. Per riuscirci, c’è chi si è ingegnato in autonomia e chi invece ha approfittato di operatori pronti a chiudere un occhio per guadagno. Questi turisti rappresentano un problema economico per le agenzie, ma anche un rischio dal punto di vista sanitario. Alcuni di essi, sfuggendo ai controlli, tornano a casa positivi.

Le possibili soluzioni al problema

Non sempre i divieti sono sufficienti, e l’esempio dei furbetti in vacanza ne è la prova. Per poter arginare il problema occorrono interventi più risoluti: una possibilità è quella rappresentata dai Corridoi turistici Covid free, ovvero percorsi super controllati che permettono di raggiungere mete altrimenti vietate ai viaggi di piacere. Attualmente, il nostro governo ne ha adottati sei, che collegano alcune delle località turistiche per eccellenza: Aruba, Maldive, Seychelles, Egitto (solo Marsa Alam e Sharm el-Sheikh) e Repubblica Dominicana.

Per il momento, i corridoi turistici hanno dimostrato di funzionare. Molti sono i viaggiatori che finalmente hanno potuto tornare a visitare mete esotiche, e solo una manciata di loro è tornata a casa positiva al Covid (appena 18 persone su quasi 14.500 turisti). Merito dei rigorosi controlli di sicurezza, che permettono di viaggiare con maggior garanzia per la propria salute – e per quella pubblica.

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