Nella grotta in Marocco, scoperti i gioielli più antichi del mondo

Collane, bracciali e ciondoli antichissimi: in Marocco sono stati ritrovati monili risalenti a più di 150 mila anni fa. Non semplici gingilli con cui le signore amavano adornarsi, ma veri e propri messaggi socio-culturali. Siamo nei pressi di Essaouira, una delle più rinomate località balneari marocchine, dove un team di ricercatori ha fatto la sensazionale scoperta.

Nella grotta di Bizmoune erano custoditi millenari oggetti ornamentali, quelli che oggi possono essere considerati i più antichi del mondo. Queste “importanti” rivelazioni hanno consacrato il Marocco come il Paese ideale per archeologi e geologi, un vero e proprio paradiso che custodisce tesori inaspettati, tutti da portare alla luce.

Nel 2017 uno dei più antichi Homo sapiens del mondo, risalente a circa 315.000 anni fa, è stato scoperto a Jebel Irhoud, a pochi chilometri da Marrakech; l’anno scorso, invece i ricercatori hanno ritrovato fossili di un dinosauro dal becco d’anatra di 66 milioni di anni. Di alcuni mesi è invece la scoperta dell’Acheuleano (schegge del Paleolitico inferiore) più antico del Nord Africa, risalente a 1,3 milioni di anni fa, proprio a Casablanca.

I gioielli millenari nella grotta di Bizmoune

Una campagna archeologica, quella condotta dall’Istituto nazionale di Scienze Archeologiche e del Patrimonio del Marocco, che ha dato esiti davvero di rilevo: il tesoro è composto da una trentina di conchiglie che il mare ha trasportato per circa cinquanta chilometri.

Si tratta di monili realizzati con gusci, forati e tinti di color ocra con una sostanza naturale rossastra ricca di ossido di ferro, che venivano certamente indossati dalle donne dell’epoca. La cosa più sensazionale è che questi gioielli risalgono a più di 150.000 anni fa, e siano il più antico ornamento mai scoperto al mondo.

Un gioiello che comunicava lo status sociale di un tempo

Gli studiosi impegnati in questa ricerca, hanno poi evidenziato l’importanza della scoperta in chiave storico culturale. I monili ritrovati nella grotta di Bizmoune, infatti, non venivano indossati soltanto come gesto frivolo, di pura vanità, ma per comunicare uno status.

Secondo i ricercatori portare questi gioielli serviva a trasmettere messaggi, probabilmente in codice, che rivelavano una certa appartenenza sociale, e i rapporti, anche di natura economica, con altri gruppi distanti.