Lombardia, giallo terza dose per over 40. Bertolaso: “Non ancora definita data per prenotazioni a 150 giorni”

E’ giallo sulla partenza, in Lombardia, delle prenotazioni delle terze dosi di vaccino anti Covid a 5 mesi di distanza dalla seconda dose. Il via libera doveva essere dalla mattina di venerdì 26 novembre: da quel momento le prenotazioni della terza dose sarebbero dovute partire per chi ha più di 40 anni e ha fatto la seconda dose da almeno 150 giorni (e non più 180 giorni), in base a quanto deciso da Roma con una circolare del ministero della Salute. 

Dopo l’iniziale via libera, però, è arrivato lo stop del coordinatore della campagna vaccinale Guido Bertolaso: “L’Unità di Crisi della Regione, dopo l’improvvisa decisione assunta dal ministero, è già dalla serata di ieri (lunedì 22 novembre, ndr) al lavoro per riorganizzare e ridefinire gli slot per poter accedere alla somministrazione. Ad ora non è ancora stata definita alcuna data a partire dalla quale il sistema di prenotazione di Poste consentirà l’accesso con le nuove tempistiche”.

La mossa di anticipare la terza dose di vaccino anti Covid è stata decisa a livello nazionale per contrastare la quarta ondata del virus. Che, tanto in Italia quanto in Lombardia, ha ripreso vigore, con un aumento dei contagi e dei ricoveri: in Lombardia al momento i reparti Covid hanno un tasso di occupazione superiore al 10 per cento (il 15 per cento è la soglia massima, superata la quale scatta la zona gialla), le terapie intensive hanno poco più del 4 per cento dei posti occupati (il tetto in questo caso è del 10 per cento) e l’incidenza settimanale dei casi è di 107 diagnosi ogni 100 mila abitanti (il limite massimo fissato da Roma è di 50 casi ogni 100 mila persone).

Con l’anticipo della terza dose in Lombardia la platea di persone che potranno ricevere la nuova iniezione di vaccino anti Covid entro fine dicembre passa da 2.8 milioni di persone a 4.7 milioni. In pratica, quasi 2 milioni di persone in più: dal punto di vista organizzativo si tratta, per Palazzo Lombardia, di una bella matassa da sbrogliare. Di qui, presumibilmente, la confusione attuale, e il via libera prima dato e poi ritirato, alle nuove prenotazioni. 

Per cercare di evitare code e intasamenti, allora, la Regione sta lavorando per potenziare il più possibile sia il numero di centri vaccinali dove sarà possibile effettuare l’iniezione (al momento ce ne sono una settantina attivi in tutta la regione, ma il numero dovrebbe crescere nelle prossime settimane) sia il numero di persone – tra medici, infermieri e volontari – al lavoro nei centri, per cercare di ‘smaltire’ le code che, presumibilmente, si formeranno. In più, per aumentare l’offerta, nelle prossime settimane si dovrebbe partire, in via sperimentale, con le vaccinazioni sia in alcune stazioni della metropolitana milanese – la prima dovrebbe essere Cadorna – sia nei centri commerciali.

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