Green Pass, le norme per i viaggi potrebbero cambiare

Il quadro epidemiologico europeo peggiora di giorno in giorno. Una situazione che preoccupa tutti i Paesi del continente ma anche la Commissione europea, che si dice pronta a rivedere le norme sul Green Pass anche per i viaggi.

I rischi che corre l’Europa

La mappa dell’Europa – della quale vi avevamo già parlato – torna a tingersi di rosso e rosso scuro. Per questo Anna Galego Torres, direttrice generale della Direzione Giustizia e consumatori della Commissione europea, ha fatto sapere che”all’inizio della settimana prossima, avanzerà una proposta per rivedere la raccomandazione sui viaggi liberi e sicuri” tra i Paesi Ue, al fine di disciplinare “gli spostamenti dalle aree nelle quali il virus sta circolando a livelli particolarmente alti e per contenere la diffusione di ogni potenziale variante di Coronavirus“.

Quanto detto vuol dire che le raccomandazioni, ancora valide per viaggiare, verranno aggiornate e includeranno elementi sul Green Pass europeo ottenuto con la vaccinazione che, fino a questo momento, non aveva una scadenza, al contrario di quello per guarigione che come termine ha sei mesi dopo l’ultimo test positivo.

Come potrebbe cambiare lo scenario per i viaggi

Uno degli elementi di discussione sarà sicuramente quello relativo alla durata della validità del Green Pass per i vaccinati. Questa, infatti, potrebbe essere fissata a 9 mesi.

Si pensa, inoltre, di introdurre un sistema che tenga conto della “mappa a semaforo” pubblicata ogni settimana dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Non si esclude nemmeno la possibilità di adottare il modello “2G”  tedesco per chi viene dalle regioni di colore”rosso” o “rosso scuro” (attualmente in Italia Marche, Veneto e Friuli-Venezia Giulia). In questo caso, il Certificato sarebbe valido solo per i vaccinati e per i guariti, non rendendo più sufficiente il tampone per viaggiare.

Diventa necessario, quindi, uno sforzo per armonizzare la situazione livello europeo, con lo scopo che il certificato Covid continui a svolgere la sua funzione: garantire la libertà di movimento nell’Ue in sicurezza. La Commissione sta considerando tutte le opzioni a disposizione per permettere il coordinamento. La raccomandazione di Bruxelles riguarderà sempre solo gli spostamenti da uno Stato membro all’altro, poiché ogni Paese può scegliere le sue regole interne in base all’aggravarsi della situazione.

Cosa sta succedendo in Italia

In Italia è stata da poco firmata un’ordinanza che introduce alcune novità per quanto concerne gli spostamenti sui mezzi pubblici. Ma non solo, la situazione, purtroppo, sembra aggravarsi soprattutto in certe regioni. Il rischio, piuttosto tangibile, è che gran parte del Paese sarà costretto a salutare la zona bianca e proprio a ridosso delle feste natalizie.

Attualmente, con la risalita dei contagi, alcuni sindaci stanno pensando di cancellare la feste di piazza. Anche se è prematuro – secondo il sottosegretario alla Salute Andrea Costa – fare previsioni su divieti a Capodanno, come stanno già pensando a Trieste.

Sale la preoccupazione in Alto Adige in vista della stagione invernale. Se la regione dovesse scivolare in la zona gialla o, nella quasi peggiore delle ipotesi, in arancione – che prevede anche la chiusura degli impianti di risalita- potrebbe ripresentarsi un vero e proprio disastro per il turismo invernale come avvenuto lo scorso anno (per un approfondimento sulle regole per gli impianti sciistici cliccate qui).

Sfortunatamente, è stato già annullato il Trenatale del Renon che ha ufficialmente fatto sapere che il tradizionale mercatino di Natale, anche per quest’anno, non potrà essere visitato.

Inoltre, al fine di garantire spese natalizie in sicurezza, si stanno rafforzando alcune precauzioni: i sindaci di Venezia, di Verona e di Arezzo, per esempio, hanno annunciato l’obbligo della mascherina anche all’aperto e del Green Pass per accedere ai mercatini di Natale.

A Bolzano, Trento e Rovereto, dopo aver mostrato lil Green Pass si riceve un braccialetto, ogni giorno di mercato e di un colore diverso. Una sorta di lasciapassare per lo shopping.

Novità anche dalla Sicilia, dove il presidente della regione Nello Musumeci ha firmato una nuova ordinanza, in vigore fino a fine dicembre, che prevede l’obbligo di sottoporsi al tampone nei porti e aeroporti siciliani per i viaggiatori che arrivano dalla Germania e dal Regno Unito. Attualmente il controllo è già previsto per chi proviene, o vi abbia transitato nei 14 giorni precedenti, dagli Stati Uniti, Malta, Portogallo, Spagna, Francia, Grecia e Olanda.

Lo scenario di Natale in alcuni Paesi europei

Vista la delicata situazione, qualora voleste organizzare un viaggio natalizio, è bene tenere d’occhio fino all’ultimo le notizie del Paese di destinazione, e considerare i margini per i non vaccinati che stanno imponendo alcune mete europee (e non solo).

In Austria, per esempio, a partire da lunedì 22 novembre sarà imposto un lockdown nazionale per tutti, e anche regole più stringenti per chi entra nel Paese al fine di salvare il turismo invernale.

Novità, non di certo positive, anche dalla Slovacchia dove si è corsi ripari con una stretta per i no vax che ricalca quella adottata in Austria. Negli ultimi giorni questo Paese dell’Est — con tasso di vaccinazione fermo al 45% — ha registrato un record di casi, oltre 8 mila su una popolazione di 5,5 milioni di abitanti.

Infatti, per chi arriva dall’estero senza aver completato il ciclo vaccinale è obbligatorio l’isolamento di 10 giorni, che può essere interrotto dal 5° giorno con tampone negativo.

Non se la sta passando bene neanche la Germania e soprattuto la Baviera dove è stato varato un lockdown di 3 settimane nelle aree più colpite dal Covid, con conseguente cancellazione dei mercatini di Natale. E, in alcune parti del Paese — come riportato dall’agenzia Ap — non è più possibile garantire le cure mediche perché gli ospedali e i reparti di terapia intensiva sono sovraccarichi.

Il Green Pass valido, da queste parti,  possono averlo solo gli immunizzati e i guariti, in sostanza una chiusura per i non vaccinati. Per gli eventi di massa sportivi e culturali è previsto il tampone per tutti, a prescindere dal vaccino. Per i turisti in arrivo da Paesi a rischio viene imposta una quarantena di 10 giorni, ridotta a 5 con un tampone negativo.

Strette anche in Grecia, dove dal 22 novembre scatta il lockdown per chi non si è sottoposto al vaccino. Per il momento, per chi arriva dall’estero le regole restano invariate: serve il Green Pass o in alternativa, il certificato di vaccinazione che attesti il completamento del ciclo vaccinale da almeno 14 giorni; oppure il tampone molecolare negativo effettuato nelle 72 ore prima o il test rapido antigenico fatto nelle 48 ore precedenti.

Ma questi sono solo alcuni esempi di Paesi europei che stanno correndo ai ripari a causa, soprattutto, dei bassi tassi di vaccinazione. Ce ne sono davvero molti altri e se volete approfondire tale argomento potete cliccare qui.

Vi ricordiamo che è già possibile prenotarsi per la terza dose di vaccino. Per maggiori informazioni su come riservarla nella vostra regione di appartenenza vi invitiamo a visionare questo approfondimento.