Terrorismo islamico, chi è Bleona Tafallari “furba e manipolatrice”: le sue giornate tra il velo integrale e le chat con il marito

Si chiama Bleona Tafallari, ha 19 anni, è nata in Kosovo e ha vissuto in Molise, a Isernia. E’ stata arrestata questa mattina a Milano con un blitz della polizia con un’accusa pesante, anche ma non solo per la sua età: terrorismo internazionale. Sarebbe, secondo le accuse formalizzate dal gip Carlo Ottone De Marchi – che ha firmato la richiesta del procuratore aggiunto antiterrorismo Alberto Nobili e del pm Leonardo Lesti – organica all’organizzazione dei ‘Leoni dei Balcani’, leggi una delle costole dello Stato Islamico. E in questo ruolo ha, negli ultimi mesi, attivamente cercato di portare nuove braccia alla causa della jihad, facendo proselitismo anche tra ragazze minorenni e rilanciando ogni possibile contenuto video, da quelli degli attentati alle immagini di donne guerrigliere con i kalashnikov in mano, avendo in atto, scrive il gip “un processo di forte radicalizzazione religiosa che l’avrebbe portata ad assumere posizioni di adesione allo Stato islamico, nonché al desiderio, poi effettivamente realizzato, di andare in sposa ad un “mujaheddin” e di entrare così a far parte di una organizzazione di donne dedite ad attività di propaganda e di sostegno alle organizzazioni terroristiche salafite”. L’arresto è avvenuto in via Padova, nel cuore di uno dei quartieri più multietnici di Milano che da anni cerca di scrollarsi di dosso le indagini che portano al terrorismo islamico, dal caso Abu Omar in poi. “Furba e manipolatrice”, così l’ha definita il procuratore Nobili.

Le immagini che abbiamo al momento di Bleona Tafallari mostrano molto poco: una giovane, esile donna, completamente ricoperta dal niqab che lascia intravedere solo gli occhi. Ma di lei, attraverso una massiccia operazione di intelligence, sappiamo molto altro. Ecco chi è l’ultima – in ordine di tempo – presunta terrorista arrestata in Italia.

Bleona Tafalari – ma lei nelle chat Telegram con le ragazze che vuole istruire si fa chiamare ‘leonessà o ‘sposa pellegrinà è nata in Kosovo il 3 maggio del 2002- Ha almeno un fratello e una sorella. Ha un marito, Perparim Veliqi, che vive in Germania con il quale è in costante contatto, e che a sua volta entra nella rete di relazioni dell’attentatore di Vienna. Bleona con sua sorella arriva a Malpensa con un volo da Pristina il primo agosto scorso, dichiarando di essere in Italia per il rinnovo dei documenti di identità. All’aeroporto trovano il loro fratello Mirivan, che vive a Milano in un appartamento di via Padova di un uomo italiano, che aveva regolarmente fatto la segnalazione di ospitalità nel settembre 2020. “Nell’occasione Tafallari Bleona era vestita con il niqab che le lasciava scoperti i soli occhi”, notano gli investigatori. Due giorni dopo sua sorella, dopo aver ritirato il permesso di soggiorno al commissariato Villa San Giovanni, sparisce: non torna più infatti nell’appartamento di via Padova. Bleona, invece, fissa un appuntamento telefonico con gli uffici del Comune per il rilascio della carta di identità italiana per il 7 settembre. Quel giorno i poliziotti delle volanti la fermano per un controllo mentre sta andando con suo fratello in Comune. Le chiedono di mostrare il contenuto del suo smartphone, la ragazza acconsente e usa il codice di sblocco: è lì che gli agenti “avevano modo di notare la presenza nella galleria fotografica dell’apparecchio di immagini facenti chiaro riferimento a movimenti jihadisti musulmani”. Gli agenti chiamano la Digos, la Digos chiama la procura: scatta così il 9 settembre una perquisizione nell’appartamento e sui suoi dispositivi che “fornisce immediati riscontri positivi nonostante la complessità delle indagini richieste e, in modo particolare, l’utilizzo dell’ applicazione Telegram che rende particolarmente complessa l’analisi e la ricostruzione delle chat intrattenute dagli indagati”. Tra le immagini ci sono quelle di una donna velata, in due delle quali indossa un guanto nero con l’immagine dello Stato Islamico (il nome corretto dell’Isis) con l’immagine dello stato islamico e la shahada, la testimonianza di fede dei musulmani, scritta in bianco, nella terza fa il gesto del Tawhid, che rappresenta l’unicità dii Allah. Alla domanda dell’agente se sia lei la donna ritratta, Bleona Tafallari conferma e dice di aver ricevuto il tablet in regalo da una amica in Kosovo e di averlo lasciato lì.

Terrorismo, arrestata a Milano uscita di casa solo per fare il vaccino

Da quel giorno Bleona Tafallari diventa quasi un’ombra. Scrive il gip, motivando l’arresto, che “il pericolo di recidiva deve ritenersi concreto ed elevato”. Dopo la perquisizione, infatti, la 19enne si inabissa, esce solo in due occasioni: per andare a fare la seconda dose del vaccono e per una passeggiata serale nel parco di via Palestro. “Per il resto è sempre rimasta chiusa in casa mostrandosi solo per pochi minuti al giorno quando solitamente si affaccia dalla finestra per prendere una boccata d’aria e osservare i movimenti nella via Padova di fronte al civico ove dimora”, scrive il gip. E quindi: “Non è possibile stabilire quali siano le sue attività all’interno dell’abitazione, quali decisione abbia maturato sulla sua permanenza sul territorio italiano e se abbia contattato il marito per chiedere consigli in merito alle prossime mosse da intraprendere, tenuto conto che ad oggi l’utenza cellulare in suo possesso non è stata individuata”. Spiegano gli investigatori che la donna si era sostanzialmente ‘autoreclusa’, come per “isolarsi definitivamente dalla realtà occidentale in cui viveva”. Per “non farsi contaminare dagli occidentali”, riassumono. In una chat con la moglie di un presunto terrorista, il 9 agosto, aveva spiegato di essere costretta a vivere in una casa con gli “infedeli” perché aveva chiesto aiuto “a tante sorelle ma tutte hanno rifiutato”.

Presunta terrorista arrestata a Milano. l’obbedienza al marito

Il matrimonio con Perparim Veliqi è recente: i due si sono sposati l’11 gennaio scorso, con rito islamico ovviamente. A celebrare Nehrudin Skenderi, imam già arrestato in Kosovo con l’accusa di voler compiere attentati terroristici in concomitanza con le elezioni amministrative del 17 ottobre. La coppia lo considera una guida spirituale, lo chiama Wali, maestro. In una conversazione con una delle giovani donne che cerca di portare dalla sua parte spiega di essersi sposata per potersi avvicinare alla causa. E quando racconta al marito di voler aprire un sito Internet per “far vedere alle persone cosa ci combinano, per far vedere la verità”, tra i due c’è una dinamica di coppia, lui che le dice di non farlo per non attirare ulteriormente l’attenzione, lei che insiste, lui che dice “non voglio litigare” ma alla fine le ricorda che gli deve obbedienza in quanto moglie: “Sto praticando la religione da 5 anni e mi sono abituato con i non fedeli di cosa fanno e cosa vedono: quando ti dico una cosa ti devi abituare ad accettarla e non discutere ogni volta, non mi piace così. Speriamo a dio che tu possa ascoltarmi anche se non ti piace cosa ti dico. Accetta e basta”. la sua risposta è “Va bene…”.

Terrorismo, 19enne arrestata a Milano, il pm: “Conosceva le dinamiche interne dell’Isis”

Un’inchiesta che il procuratore Nobili commenta così: “Il terrorismo non è morto, cova sotto la brace. Forse stanno aspettando il nuovo Bin Laden o il nuovo Al-Baghdadi ma noi ci siamo. Se l’Italia, incrociando le dita, fino a oggi è riuscita a non subire gli effetti devastanti” degli attentati di matrice islamica “lo deve a una perfetta sinergia tra i servizi d’intelligence, le forze dell’ordine e la magistratura”. Fin dall’inizio delle indagini, iniziate nell’agosto scorso, sono emersi “segnali piuttosto forti della radicalizzazione della 19enne che meritavano una attenzione particolare”, ha spiegato il pm Leonardo Lesti. “Ha mostrato di conoscere dinamiche interne dell’Isis – ha affermato – La difficoltà di indagini come questa è capire quanto un 19enne usi simboli fortissimo dell’Isis solo per volersi contrapporre o per spingersi più in là e fino a che punto”. “Dopo la disfatta del 2016, lo Stato islamico si è dissolto, ma non l’islamismo radicale – ha concluso –  Sta lì la difficoltà nel captare segnali che possano rappresentare elementi cui porre attenzione”.

Terrorismo, Lamorgese: “Massima attenzione su radicalizzazione”

La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha espresso “apprezzamento per l’attività investigativa posta in essere dalla Polizia di Stato, con la direzione della Sezione Distrettuale Antiterrorismo della Procura della Repubblica di Milano, che ha portato, anche grazie a segnalazioni dell’intelligence, all’arresto di una ragazza italo – kosovara con l’accusa di associazione con finalità di terrorismo internazionale”. “L’articolata operazione – ha aggiunto Lamorgese – dimostra l’efficienza del sistema di prevenzione e l’eccellente raccordo tra le diverse componenti del comparto sicurezza e come sia costantemente riservata la massima attenzione all’attività volta ad intercettare tempestivamente forme di radicalizzazione o di inneggiamento e proselitismo ad organizzazioni di stampo terroristico”.

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