Torre dei Moro: il lavoro dei vigili del fuoco finirà il 18. L’incontro coi colleghi inglesi che spensero la Grenfell Tower

I vigili del fuoco inglesi della London Fire Brigade in sopralluogo all’interno del palazzo bruciato in via Antonini 32. “Due casi simili”. “Il palazzo non è perso e quasi tutti gli appartamenti potrebbero essere recuperati”, dicono i vigili del fuoco di Milano che il 18 novembre lasceranno la torre, presidiata dal giorno dell’incendio del 29 agosto scorso. Oggi le pm incontrano gli avvocati degli inquilini.

La Torre dei Moro come la Grenfeel Tower di Londra, anche se “il palazzo non è perso, a parte la facciata”, dicono i vigili del fuoco di Milano. “La struttura è imponente e recuperabile e possiamo farla ancora più bella e più sicura domani, come sono recuperabili quasi tutti gli appartamenti – spiega Edoardo Cavalieri d’Oro, ingegnere del corpo nazionale dei vigili del fuoco di Milano – quelli devastati sono a macchia di leopardo secondo un sistema sorprendente che sarebbe impossibile da studiare con un modello matematico. Ci sono appartamenti distrutti accanto ad appartamenti intatti e con ancora lo zerbino intatto davanti alla porta”, mentre sull’innesco in quell’appartamento al quindicesimo piano, il cui proprietario era assente (in Sicilia da oltre un mese) restano aperte alcune ipotesi, e la prima per i vigili del fuoco, all’ultima settimana di presidio in via Antonini, è quella del corto circuito: “Ora siamo nella fase finale dei recuperi, abbiamo ancora il presidio ma ci è stato comunicato che il 18 abbandoniamo il sito – aggiunge Cavalieri d’Oro -. Si spera che voglia dire che arriveranno il dissequestro e l’inizio dei lavori per rimettere a posto la Torre dei Moro. Certo doveva bruciare solo quell’appartamento, dove c’è stato il problema, invece le fiamme si sono propagate e ha preso fuoco anche la facciata. Ma non doveva raggiungere né il piano inferiore né il piano superiore”.

I vigili del fuoco milanesi hanno ricevuto nella sede di via Messina una delegazione di loro colleghi inglesi della London Fire Brigade che il 14 giugno del 2017 fu impegnata nel tragico incendio della torre inglese di 24 piani (72 morti) per condividere le esperienze e i dati. I pompieri di Milano che hanno lavorato allo spegnimento dell’incendio assieme ai pompieri inglesi e alle 2 pm titolari dell’indagine sull’incendio, Tiziana Siciliano e Marina Petruzzella (che oggi incontrano diversi avvocati in rappresentanza degli inquilini) sono entrati nel palazzo bruciato di via Antonini 32 e sono saliti fin sul tetto del grattacielo per studiare il percorso del fuoco. “Avrebbe dovuto bruciare solo l’appartamento al quindicesimo piano dove si sarebbe innescato il rogo – confermano anche i pompieri inglesi – non tutto il palazzo. E come se le case delle persone fossero costruite con materiali infiammabili e quello che ha salvato la vita dei residenti è stata la scelta di evacuazione immediata dell’edificio”.

Da Londra è arrivata anche una rappresentanza dei parenti delle vittime dell’incendio della Grenfell Tower, tra cui Hamid Jafari che perse suo padre e Hayelom Abriha che perse suo figlio di 12 anni e sua madre: “Questo incendio è stato devastante come un disastro naturale – hanno commentato i parenti – abbiamo capito che qui avete un problema normativo e di protocollo ma da noi nel Regno Unito, anche a causa del numero di vittime, è stato fatto molto per spingere per cambiamenti nella legge e esortiamo il governo italiano a considerare questa situazione”.

“Gli inglesi sono venuti a loro spese – spiegano i vigili del fuoco – ci avevano contattato vedendo le immagini dell’incendio e ci avevano chiesto di poter avere dei momenti di condivisione per capire come era stato gestito il tutto. Intanto, gli sfollati della Torre dei Moro continuano a chiedere al Comune di Milano di rispettare la delibera del 17 settembre: “Bisogna che vengano effettivamente erogati alle famiglie i contributi stanziati e vengano attivate quelle deroghe che consentono alle 8 soluzioni abitative proposte di essere effettivamente disponibili. Ci auguriamo che da parte del governo ci sia piena consapevolezza del problema relativo al quadro normativo e protocollo d’intervento mancante per situazioni come le nostre e che si proceda celermente ad una mappatura degli edifici costruiti con questi pannelli e alla loro completa rimozione al fine di evitare future tragedie”.

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