La foto suggestiva scattata sul Gran Zebrù dall’alpinista Confortola divide i social: per gli esperti non è una aurora boreale

Una fotografia sfocata scambiata per aurora boreale. Al centro di quella che per astronomi e astrofisici è una suggestione, c’è un’immagine suggestiva, che mostra uno strano fascio di luce tra le vette scure, scattata dalla guida alpina Marco Confortola alle prime luci dell’alba sul Monte Zebrù, a più di tremila metri tra la Lombardia e il Trentino. Confortola è uno dei massimi esperti di montagna, soprannominato “cacciatore degli ottomila” per averne conquistati undici nel mondo.

Eppure l’autore dello scatto non si aspettava tutto questo clamore. “Come ho scritto a corredo del mio post originale, volevo solo condividere un’immagine pazzesca che mi si era presentata davanti agli occhi salendo su un monte a me molto caro – racconta l’alpinista di Valfurva, in provincia di Sondrio -. Successivamente alcune persone, presentatesi come esperti, mi hanno scritto per dirmi che ero stato fortunato perché avevo immortalato un’aurora boreale, rarissima da vedere alle nostre latitudini e così poi ne hanno parlato anche i media e tantissimi, anzi troppi, utenti sul web creando una gran confusione”.

Per questo motivo i veri scienziati hanno voluto fare chiarezza sulla questione, usando a loro volta i social network per spiegare il perchè quel fascio luminoso non può essere considerato una aurora boreale, ovvero quel suggestivo fenomeno ottico scatenato dallo scontro violento tra particelle di vento solare e gli strati più alti dell’atmosfera terrestre. “Intanto – spiega l’astrofisico Daniele Gasparri, che lavora nel deserto di Atacama in Cile – partiamo dal colore che non è quello di un’aurora boreale, poiché solitamente ha sfumature che oscillano dal verde all’azzurro, fino al rosso intense. Inoltre, lo spettro dovrebbe essere a righe e non continuo come nella foto in questione”.

“Nella notte tra il 29 e il 30 ottobre in cui è stata scattata l’immagine – ha aggiunto – stando ai dati forniti dall’associazione internazionale di geomagnetismo, è stata registrata un’attivatà solare non così alta da consentire la visione del fenomeno in Italia”. Ancora. “Le aurore – sottolinea lo scienziato – si manifestano di notte, e non all’alba, e si possono scorgere guardando verso Nord, non a Sud-Est come si vede nella fotografia. Tutto questo però non deve mettere in cattiva luce l’alpinista al quale bisogna dare il merito di aver fotografato un fenomeno atmosferico affascinante, uno scatto fortunato che ha catturato un insieme di giochi di luce dell’alba tra le montagne”.


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