Milano, il corteo «No pass» devia dal percorso stabilito, poi si ricompatta. Insulti al sindaco Beppe Sala

È partito da piazza Fontana il corteo «No pass» per il 15esimo sabato consecutivo. In testa ai circa 4 mila manifestanti un grande tricolore e l’ex esponente di Forza nuova Marco Mantovani. Lui, daspato durante un precedente evento, è tornato in piazza dopo che il Tribunale amministrativo regionale ha «sospeso» il provvedimento del questore in attesa di decidere nel merito del ricorso. In corteo non solo esponenti d’estrema destra ma anche le «solite» presenze dell’area anarchica. Dai manifestanti urla e insulti contro Beppe Sala, ripetuti durante una sosta davanti a Palazzo Marino. Il sindaco, che nei giorni scorsi ha commentato le precedenti manifestazioni ed è stato minacciato dai no vax, è tra gli obiettivi più gettonati nei cori insieme al premier Mario Draghi. In piazza Cavour si è aggiunta una decina di manifestanti «daspati» da alcune zone del centro. Per rispettare il provvedimento hanno atteso l’arrivo del corteo fuori dall’area a loro proibita.

La deviazione

In piazzale principessa Clotilde ci sono stati alcuni tafferugli, con lanci di uova. Il corteo si è diviso e una parte dei manifestanti al posto di proseguire lungo il percorso stabilito ha deviato all’altezza di viale Monte Santo, ha sfondato lo schieramento delle forze dell’ordine e si è diretto in viale della Liberazione. In testa un gruppo di anarchici. All’altezza dei Bastioni di Porta Nuova i due tronconi sono poi ricongiunti e sono stati nuovamente instradati dalle forze dell’ordine sul percorso concordato. Attorno alle 20 la protesta ha raggiunto la Rai in corso Sempione. «Giornalista terrorista» e «venduti» i cori scanditi dai presenti, tenuti a distanza dalle forze dell’ordine. Al corteo si è aggregato anche Gianluigi Paragone, ex candidato sindaco e ora senatore del movimento Italexit (in precedenza militava coi Cinque Stelle). Diversamente da quanto programmato, la marcia è ripartita verso piazza Duomo. Qui una troupe del programma «Controcorrente» di Rete4 è stata circondata e aggredita verbalmente. Poi il corteo si è sciolto.


Il contro-presidio alla Camera del Lavoro

Parallelamente, nel pomeriggio, è stato organizzato un contro-presidio per difendere la Camera del Lavoro da eventuali attacchi dei «No pass». Sono circa duecento le persone che, nonostante la pioggia battente, si sono radunate davanti alla sede del sindacato per il terzo sabato consecutivo, nel sit-in promosso dal Comitato permanente anti fascista.

Il sit-in «No paura day»

Il corteo «no pass» è stato preceduto dal sit-in «No paura day», organizzato in piazza Duomo alle 15 di sabato 30 ottobre e che si è concluso attorno alle 18, in una sorta di staffetta tra i due appuntamenti. Ad aprire l’evento in Duomo— che per la prima volta a Milano mostra un’organizzazione del movimento anti passaporto verde — è stato Gian Marco Capitani, uno dei leader della protesta bolognese finito alla ribalta per gli insulti alla senatrice Liliana Segre. «Dovrebbe sparire da dove è» furono le parole che scatenarono polemiche. Capitani in seguito si è scusato, ha detto di essere stato frainteso e ha rifiutato le accuse di antisemitismo.

L’aggressione a un videomaker

«Stanno giocando sul filo della tensione» ha detto Capitani dal piccolo palco, con il pensiero al 15esimo corteo: «Non siamo soli e siamo sempre di più». Quindi, riferendosi proprio alla manifestazione, Capitani ha avvisato: «Dobbiamo isolare i violenti. Non dobbiamo mescolarci. Non cediamo alle provocazioni». Nonostante gli inviti alla calma, un videomaker della trasmissione «Tagadà» di La7 è stato aggredito sotto i portici in piazza Duomo. Un manifestante gli ha sputato addosso, gli ha dato un calcio e gli ha abbassato la telecamera, gridando «Dovete andarvene». Era atteso a Milano anche il leader dei portuali di Trieste Stefano Puzzer, ma non è arrivato.

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30 ottobre 2021 | 16:12

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