No green pass, minacce di morte a Beppe Sala: scatta la protezione di polizia. E lui: non voglio la scorta

«Vuoi la linea dura? E te la diamo figlio di pu…». «Potevano aspettare che tornasse e decapitarlo sul posto». «Lo carichiamo e lo portiamo in discarica». «Quindi è giusto anche prendere a calci in cu… questo bast… di me… quando avvistato nella città». «Seguirlo quando esce dal Comune fino a casa». Le minacce No pass a Beppe Sala esplodono quando sulla chat Telegram «Basta dittatura proteste» vengono rilanciate le parole del sindaco sulle manifestazioni di queste settimane.

È lui stesso a parlarne martedì sera con il questore e il prefetto. Poche ore dopo viene innalzata la vigilanza attiva sul primo cittadino e la sua famiglia. Sono minacce generiche, parole scritte in chat dove spesso vengono condivisi contenuti deliranti e fake news. Ma preoccupano. E parecchio, tanto che stamattina durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza convocato dal prefetto Renato Saccone (e già previsto) ha deliberato l’atto formale della disposizione di una «Vigilanza generica radiocollegata», il primo atto di tutela personale. Una vigilanza più capillare, con passaggi di pattuglie davanti alla casa del sindaco e attenzione agli eventi a cui parteciperà.


Lo stesso Sala, pur molto colpito e provato dalle minacce, ha subito chiarito ai vertici delle forze dell’ordine di non volere la scorta. Ma l’escalation spaventa, tanto che in contemporanea il capo del pool Antiterrorismo Alberto Nobili ha aperto un fascicolo affidato a Digos e polizia postale per risalire agli autori dei messaggi intimidatori. Alcuni con pseudonimi, altri con nome e cognome. In chat sono finiti i numeri di telefono (fissi) del sindaco e della sua segreteria e gli indirizzi mail dove «bombardare» Sala di telefonate e messaggi. Ma, cosa ancor più grave, è anche partita la caccia all’indirizzo di casa. I No pass hanno pubblicato alcuni articoli sul furto subito alcuni anni fa dove viene riportato che il sindaco vive «in zona Brera». Molti utenti stanno ora cercando di recuperare la via e il civico.

Minacce molto esplicite che toccano anche la sfera famigliare del sindaco: «Per indirizzo di Sala dobbiamo chiedere a una delle sue ex mogli. Ora terzo matrimonio. Niente bambini». Parole che ricordano le cacce agli obiettivi da colpire negli anni del terrorismo. Tempi e livello delle minacce ben diversi, per fortuna. Ma il timore in questo momento è l’azione di un esagitato, di un esaltato, che magari possa aggredire il sindaco per strada o a un incontro pubblico.

Il riferimento al corteo di sabato e alla volontà di sfilare sotto casa di Sala ha portato ad un ulteriore aumento dei timori per la manifestazione che ormai ogni settimana dal 24 luglio blocca e paralizza Milano e che ha visto una progressiva escalation di tensione e violenze. Il sindaco era stato finora «ignorato» dalla massa in corteo. Quasi sempre la manifestazione è transitata in piazza Scala, a volte arrivando anche davanti a Palazzo Marino, ma è stato dopo l’assalto romano alla Cgil che alcuni obiettivi, anche a Milano, sono entrati nel mirino dei No pass. Lo conferma il tentato assalto alla Camera del lavoro. Prima era toccato alla sede Rai di corso Sempione, alle redazioni del Corriere, del Giornale e di Libero.

LEGGI ANCHE

Obiettivi che entrano ed escono dall’orbita del corteo in modo molto diverso rispetto al passato, quando le manifestazioni erano animate da precisi bersagli politici o di area. Sembra un altro mondo rispetto alla gestione dell’ordine pubblico di oggi. Perché i No pass scendono in piazza a migliaia (sabato erano 10 mila) a prescindere dall’obiettivo. Poi sono le derive a indirizzare la rotta. Per questo il timore è che tra due giorni l’attenzione venga catalizzata, soprattutto, dalla protesta verso il sindaco. E verso obiettivi a lui legati. Con un segnale sempre più chiaro: chi contesta i No pass finisce nel mirino della barbarie.

Se vuoi restare aggiornato sulle notizie di Milano e della Lombardia iscriviti gratis alla newsletter di Corriere Milano. Arriva ogni sabato nella tua casella di posta alle 7 del mattino. Basta cliccare qui.

28 ottobre 2021 | 08:13

© RIPRODUZIONE RISERVATA

social experiment by Livio Acerbo #greengroundit #corriereit https://milano.corriere.it/notizie/politica/21_ottobre_28/no-green-pass-minacce-morte-beppe-sala-scatta-protezione-polizia-lui-non-voglio-scorta-6664287e-37b4-11ec-b57d-189900ff8f36.shtml