Corteo No Green Pass a Milano, un arresto e 83 denunce. Tra i manifestanti anche i neonazisti di Do.Ra denunciati per apologia di fascismo

Un arresto e 83 denunce. E’ questo il bilancio del corteo dei No Green Pass, di ieri, il quattordicesimo sabato consecutivo. E’ il bilancio della Questura, della manifestazione non autorizzata che ha creato forti disagi in centro alla circolazione di auto e mezzi pubblici, si porta dietro questa volta anche una coda di polemiche per la presenza tra i manifestanti dei neonazisti di Do.Ra. e dell’ex esponente delle Br Paolo Maurizio Ferrari.

Polizia, carabinieri e guardia di finanza sono stati impegnati soprattutto a evitare che un gruppo di manifestanti raggiungesse la sede della Cgil. Sono stati i momenti più concitati del corteo di ieri sera: un cittadino egiziano di 22 anni, già colpito da ordine di allontanamento dal territorio nazionale e divesi precedenti per resistenza a pubblico ufficiale, è stato arrestato.

Tra i denunciati invece c’è un gruppo di attivisti di destra: nove persone tra  i 28 e i 45 anni, appartenenti alla Comunità Militante dei Dodici Raggi, sono state bloccate in viale Abruzzi e portate in Questura. Cantavano cori fascisti, così sono state denunciate per apologia del fascismo, manifestazione non preavvisata, interruzione di pubblico ufficio e violenza privata. Nei loro confronti Il questore Petronzi, inoltre, ha messo 9 fogli di via obbligatori (8 della durata di un anno e 1 di sei mesi) dal Comune di Milano. Non è tra questi, ma al corteo era presente anche Roberto Jonghi Lavarini, detto il Barone Nero, al centro della coinvolto nell’inchiesta sulla Lobby nera.

E’ un “oltraggio” che piazza Fontana sia diventata il punto di incontro dei no green pass che ogni sabato partono in corteo “paralizzando la città” secondo il presidente dell’Anpi di Milano Roberto Cenati. Anzi, considerando anche la presenza dell’ex Br Ferrari e di esponenti del gruppo neofascista Do.Ra è “un vergognoso oltraggio alla memoria delle vittime innocenti della strage neofascista del 12 dicembre 1969”. “Piazza Fontana – ha detto Cenati – non può diventare luogo di appuntamento per chi poi sfila per le strade di Milano, paralizzando la città, scontrandosi con le forze dell’ordine, con l’intenzione di prendere di mira obiettivi importanti per tutti noi”. Obiettivi come la Camera del Lavoro.  “L’assalto alla sede nazionale della Cgil da parte dei neofascisti di Forza nuova e i ripetuti tentativi di assalto alla Camera del Lavoro di Milano, rappresentano un fatto gravissimo, un attacco alla democrazia e al mondo del lavoro. Altrettanto inaccettabili – ha aggiunto – sono gli accostamenti delle misure anti Covid alla Shoah e al regime nazista, così come vergognoso è stato lo striscione retto dall’ex brigatista rosso sul quale compariva la scritta ‘Ora e sempre Resistenza’. La Resistenza italiana non ha nulla a che fare con le proteste di chi si oppone ai vaccini e al Green Pass”.

Sempre per il corteo di ieri sono state denunciate a piede libero anche 74 persone per manifestazione non preavvisata, interruzione di pubblico ufficio e violenza privata. Di queste, un 29enne bergamasco – cui è stato notificato un foglio di via obbligatorio di un anno – e un 48enne brianzolo pure per accensioni ed esplosioni pericolose; un 28enne milanese anche per oltraggio a corpo politico e una donna di 47 anni per travisamento.

Sono state inoltre identificate altre 40 persone che durante il corteo hanno avuto comportamenti violenti: la loro posizione ora è al vaglio degli inquirenti.

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