Parte un colpo dal fucile del padre, uccisa una 15enne

Un colpo partito accidentalmente, in un sabato pomeriggio in famiglia, che prende in pieno petto una ragazzina di 15 anni. Uccidendola praticamente sul colpo. È questa a tarda sera l’unica certezza, secondo gli investigatori, di questa storia terribile che strazia una famiglia intera e la comunità di San Felice del Benaco, nel Bresciano. Chi abbia sparato, inavvertitamente, senza voler far male, è al vaglio degli investigatori. V. B., adolescente che andava alle superiori, è morta così nel pomeriggio, sotto gli occhi della sua famiglia.

Dalle ricostruzioni dei carabinieri di Salò, coordinati dalla procura di Brescia, nella casa dove questa famiglia di media borghesia viveva in via delle Boschette, cittadina sulla sponda bresciana del Garda anche meta di villeggiatura, c’erano il padre, la madre e il fratellino della vittima. Il fucile da caccia del padre, R. B., 57 anni, era nelle loro mani. Lo stavano maneggiando, forse pulendo ancora non è chiaro, quando è successo l’irreparabile. Un colpo che è partito inavvertitamente — secondo la ricostruzione degli investigatori — e che non ha lasciato scampo alla 15enne. Non c’è stato nemmeno il tempo di soccorrerla, la giovane è deceduta praticamente sul colpo sotto gli occhi dei suoi famigliari, sconvolti.

Il padre, Roberto, 57 anni, sotto choc, è ora indagato per omicidio colposo per permettere gli accertamenti tecnici del caso. Per ricostruire la dinamica della tragedia, per capire se il colpo sia partito al padre oppure a qualcun altro dei presenti. Ad ogni modo il padre potrebbe comunque essere ritenuto responsabile del fatto tragico, essendo lui il responsabile dell’arma.

L’uomo ieri sera era in stato d’arresto e in procinto di essere interrogato dal pm durante la notte. Ma in tarda sera i carabinieri di Salò che indagano sul caso non sembrano comunque avere dubbi sulla natura accidentale della tragedia. Tutto finora fa pensare a un incidente. Terribile, drammatico, improvviso, ma non voluto. Un evento accidentale.
«È senza dubbio un incidente. Un drammatico incidente», riferiscono gli inquirenti. Sul posto ieri sera c’era anche il pm di turno, Carlo Milanesi, che ha sequestrato l’arma.

Il padre della giovane vittima, nato a Salò, è un medico legale di professione, medico come la moglie. Ed è conosciuto in paese perché in passato, dal 2009 al 2014, è stato assessore ai servizi sociali della cittadina bresciana nella giunta di una lista civica di centrodestra guidata dal sindaco Paolo Rosa. In tarda serata ha ricevuto la visita del parroco della cittadina bresciana, una comunità sotto choc per l’accaduto.

I militari hanno continuato ad ascoltare in caserma tutti i presenti all’interno dell’appartamento al momento dello sparo per poter ricostruire la dinamica dell’accaduto. Per capire chi abbia accidentalmente premuto il grilletto. Da quanto si è appreso il fucile era regolarmente detenuto dal 57enne, che sembra avere una passione per la caccia. In casa sono stati trovati dai militari anche altri fucili e pistole, tutti regolarmente denunciati dall’ex assessore al Welfare e che sembra fossero stati ereditati da qualche parente in passato.

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