Corteo No Green Pass a Milano, in 15mila bloccano la città: due arresti, 8 denunce e un centinaio di identificati nel sabato nero

Eppure, finché è durata la luce del giorno, la piazza sembrava mandare segnali distensivi. Tantissimi, è vero, una coda umana che si estendeva da piazza Repubblica a corso Venezia, sfilando lungo i Bastioni con i tricolori e i santini di padre Pio, con le due gemelline quattordicenni schierate dal padre in prima fila convinto striscione e così acqua e sapone. Quindicimila ma ordinati, tranquilli, collaborativi con poliziotti e carabinieri con cui stavolta avevano concordato un percorso senza fughe e isterie. È durato fino a quando Christian piazza, e lui sa come gestire una manifestazione, non ha deciso che era l’ora della spallata. Fallita quella in via Melchiorre Gioia, dove solo in cinquecento partivano verso la stazione Centrale senza portarsi dietro il corpaccione della manifestazione. Riuscito in via Moscova, col primo corpo a corpo contro scudi e caschi. Da lì è cambiata la serata.

No Green Pass, in migliaia a Milano: “Trieste chiama noi rispondiamo”. E il traffico va in tilt

“Rompiamo tutto, rompiamo tutto”. Intorno alle 20,25, a fine giornata il corteo ancora in forze ha sfilato minaccioso intorno a piazza Duomo. Zig zag imprevedibili per le vie del centro, cercando di eludere i blocchi delle forze dell’ordine che chiudevano i passaggi strategici verso il tribunale e la Camera del lavoro. Arrivando allo scontro con la polizia in via Borgogna. Otto persone sono state denunciate per interruzione di servizio pubblico, violenza privata, istigazione a disobbedire alle leggi e per manifestazione non preavvisata, due arrestati per resistenza a pubblico ufficiale portati in questura. Degli oltre 100 manifestanti identificati, la Polizia di Stato sta valutando la posizione di circa 40 persone aderenti all’area anarchica milanese e varesina per il deferimento all’autorità giudiziaria.Sono stati momenti di alta tensione, con i manifestanti che sbattevano i pugni contro le paratie del cantiere, in pochi metri di manovra. Due cariche, manganellate alla cieca, qualcuna anche (per sbaglio) contro un collega de La 7. Antagonisti e No Vax, stoppati a cinquecento metri dalla Camera del lavoro.

I circa 15mila che hanno manifestato per tutto il giorno al grido “libertà!” hanno fatto segnare l’ennesimo salto di qualità. Nelle cifre e nella strategia. Un corteo che ha seguito solo in parte quello che sembrava un abbozzo di percorso. Anche perché, nelle retrovie, altri manifestanti hanno provato presto ad aggirare i cordoni. Dopo aver cercato di sfondare in piazza della Repubblica in direzione stazione Centrale e in zona Largo La Foppa, la testa ha ripiegato verso il centro. Ma invece di dirigersi verso la sede Rai in corso Sempione, l’obiettivo dichiarato in partenza, ha fatto partire la solita rincorsa al buco nel dispositivo di sicurezza, di fatto spezzando il corteo in due tronconi, aumentando il caos del traffico nelle strade. Il secondo segmento, distanziato all’altezza di piazza della Repubblica aveva formato una seconda testa, in ritardo rispetto a quella iniziale che già si trovava vicino all’Arena, creando un vuoto in cui il traffico si è presto intasato.

Milano, cariche alla manifestazione no green pass, il poliziotto urla alla manifestante: “Il corteo è chiuso andate a casa!”

Nella più affollata delle manifestazioni del sabato in strada hanno sfilato giovani e anziani, scandendo slogan contro il governo, contro il generale Figliuolo e contro Mario Draghi. Tanti i No Vax, tantissimi gli autoconvocati da Bergamo, Varese, Brescia, la Brianza. Molte le bandiere tricolori e anche molti cartelli contro I tamponi. Trombette, cartelli scritti a mano con teorie complottiste e centinaia di smartphone che mandavano dirette Facebook della manifestazione. Un mix di manifestanti tra cui si notava la presenza di alcuni gruppi di anarchici, giovani vestiti di nero in prima linea soprattutto durante i tentativi di forzare i blocchi. Insulti e aggressioni anche ai giornalisti: una troupe di Sky è stata presa a male parole da alcuni manifestanti durante una diretta, all’altezza di corsi Venezia. Gli slogan verso i giornalisti, i battibecchi contro i fotografi e i cameramen, erano del resto cominciato fin dal raduno in piazza Fontana, con diversi muso a muso e parole grosse.

Dopo lo sfondamento in piazza Cairoli, tornati verso il Duomo, dove un sit- in fronteggiava il massiccio schieramento sotto l’ingresso della Galleria, la corrida pareva finita lì. È invece ricominciata puntando “La Camera del lavoro”, come distintamente ha annunciato una voce al megafono. Stoppato sotto la Sormani, i manifestanti si sono sparpagliati in diversi gruppi. Uno di questi composto soprattutto da giovani, è rimasto in via Borgogna dove sono stati effettuati gli arresti. Un altro ha ripreso la via di corso Venezia intorno alle 21, dietro a fumogeni rossi, arrivando fino ai bastioni. E disperdendo i fumi di questa ennesima puntata del romanzo No Pass verso corso Buenos Aires. Oltre ai disagi per il traffico, da registrare la protesta dei commercianti di Confcommercio: “Le continue manifestazioni danneggiano l’economia della città che con fatica sta cercando di ripartire” Se sia un colpo di coda dopo l’entrata in vigore dell’obbligo di certificato, o il prologo di altro, lo dirà il prossimo weekend.

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