L’insediamento della giunta, Sala va di corsa sui fondi del Recovery: dossier a Draghi, assessori al lavoro

È diventato il primo punto dell’agenda del suo secondo mandato. E adesso che “i fondi ci sono”, quelli europei, Beppe Sala vuole passare rapidamente alla fase operativa. L’obiettivo: riuscire ad avviare quel “grande piano di ristrutturazione delle case popolari” che, per mancanza di risorse, non è ancora riuscito a lanciare. Un “dovere”, lo definisce il sindaco. Che ha portato il dossier al presidente del Consiglio Mario Draghi, candidando in qualche modo Milano come un’area test in cui sperimentare quella che, si augura Sala, possa diventare “una delle principali leve del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) che metterà in attuazione il nostro governo”. Perché è proprio sull’edilizia popolare che, dice, “Milano può essere un buon esempio per dimostrare quello che si può e si deve fare. Ho trovato il presidente Draghi molto convinto. È un primo passo, ma non vogliamo perdere tempo”.

È ripartito da lì, Sala. Dall’importanza dei fondi del Recovery per ridisegnare la Milano del 2026. È di questo che ha discusso nel suo tour a Roma, tra ministeri e Palazzo Chigi. Un capitolo che ha rappresentato il piatto forte anche della prima riunione della sua nuova giunta. Agli assessori, il sindaco ha chiesto di lavorare in squadra. E di correre. A cominciare proprio dai progetti che potranno essere candidati a ricevere i fondi europei. “Ci siamo detti che in questo momento il tema della rapidità è importantissimo – ha spiegato al termine dell’ora di riunione – . Io ho fatto questo primo giro a Roma, ma poi ogni singolo assessore prenderà in mano i rapporti con i ministeri. Per noi è importante sapere quando possiamo avere i fondi e quando possono essere pronti i progetti”.

È una partita che vale 4,7 miliardi di euro, quella che il sindaco ha iniziato a giocare con il governo. A tanto ammontano i 64 progetti prioritari che Milano vorrebbe finanziare con il Recovery. Dalla “dotazione digitale della pubblica amministrazione” di cui Sala ha discusso con il ministro dell’Innovazione tecnologica Vittorio Colao, “ai prolungamenti delle metropolitane e ai bus elettrici” al centro dell’incontro con il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini. Ma è soprattutto sull’edilizia popolare – insieme a quella scolastica – che il sindaco ha puntato con Draghi. Trovando, racconta, un premier “sensibile e attento” alla questione.

Per Milano, dice, “non chiedo un trattamento speciale, ma un occhio di riguardo per le grandi città, che hanno stazioni appaltanti in grado di investire”. Certo, rivendica, anche nel suo primo mandato i risultati ci sono stati: dai “4.200 appartamenti che abbiamo ristrutturato” all’abusivismo “ridotto dal sei a tre per cento”. Ma ancora non basta. Serve più decisione. Perché lì, in quei 70 mila appartamenti, oggi divisi tra Mm e Aler, insiste, vivono 150 mila persone, più del 10 per cento della popolazione della città. E perché “al degrado fisico a volte di quelle case corrisponde il degrado sociale in alcuni quartieri”.

È necessaria una svolta. Anche inaugurando con Regione Lombardia e il presidente Attilio Fontana il fronte della creazione di un’unica società in grado di gestire l’intero patrimonio. E, in questo senso, le nuove deleghe alla Casa affidate a Pierfrancesco Maran diventano strategiche. Quando le risorse arriveranno dovranno servire a curare tutti i caseggiati, non solo quelli di proprietà del Comune.
La prima giunta del Sala bis ha approvato anche un piano urbanistico: è quello per riportare a nuova vita, tra 550 appartamenti, verde e servizi di “socialità”, l’ex caserma Mameli. “Un buon auspicio per ripartire con progetti importanti, che devono dare valore a tutti i luoghi della città”, dice l’assessore alla Rigenerazione urbana, Giancarlo Tancredi, che quel disegno lo aveva seguito come dirigente dell’Urbanistica.

Sala esclude possibili incompatibilità: “Prima ancora che il segretario generale gli consegnasse la delibera di nomina come assessore, ha chiesto l’aspettativa”. E, sempre dalle periferie, cominceranno il loro viaggio l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi (“Lavorare sulle reti della cintura cittadina è una delle grandi sfide”) e la più giovane della squadra, Gaia Romani, che ha ricevuto la delega non solo a Servizi civici e partecipazione, ma anche al Decentramento: “Domani, incontrerò tutti i presidenti dei nove Municipi”. E dopo averlo (ri)acceso, il motore, Sala annuncia: “Adesso mi prendo quando giorni di riposo, ne ho bisogno…”. Da lunedì, si ricomincia a correre.

social experiment by Livio Acerbo #greengroundit #repubblicait https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/10/13/news/l_insediamento_della_giunta_sala_va_di_corsa_sui_fondi_del_recovery_dossier_a_draghi_assessori_al_lavoro-322105515/?rss

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.