I giardini più belli da visitare nelle Giornate Fai d’autunno

Sabato 16 e domenica 17 ottobre si svolge la X edizione delle Giornate d’autunno del FAI, durante le quali sono previste visite in 600 luoghi solitamente inaccessibili al pubblico in 300 città d’Italia.

Tra i luoghi del FAI ci sono anche tantissimi parchi e giardini, uno più bello dell’altro. A partire dal Bosco di San Francesco ad Assisi. Attraverso un portone nel muro di cinta del piazzale davanti alla Basilica Superiore dedicata al Santo, s’imbocca uno stretto sentiero che porta a un ampio fondovalle. Non un’escursione qualunque, bensì una scoperta e una nuova forma di pellegrinaggio nella storia attraverso i 64 ettari di natura, boschi e campi coltivati, pareti di pietra rosa, radure e uliveti che l’incuria aveva ridotto a una discarica e che il FAI ha interamente recuperato.

A poco più di mezz’ora da Roma, il Parco Villa Gregoriana di Tivoli racchiude un enorme patrimonio naturale, storico, archeologico che si fondono in modo così seducente da diventare meta obbligata del Grand Tour nell’800 e il soggetto principale delle rappresentazioni pittoriche di Tivoli. Fu papa Gregorio XVI, nel 1832, a promuovere una grandiosa opera di ingegneria idraulica per contenere le esondazioni dell’Aniene, incanalando le acque in un doppio traforo scavato nel monte Catillo e ingrossandole poi artificialmente, dando così vita ai 120 metri di salto della nuova Cascata Grande, seconda in Italia dopo le Marmore. Compiuta l’opera, il Papa creò il parco che porta il suo nome e che per oltre un secolo fu meta di artisti, letterati e uomini di cultura che ne decantarono la bellezza.

Il Parco di Villa Gregoriana a Tivoli

Meraviglioso è anche il giardino della Kolymbethra di Agrigento, accessibile dal Parco della Valle dei Templi, un angolo ombroso di paradiso fatto di ulivi secolari e di piante di agrumi. Un giardino dove la natura si fonde con la storia, in quanto fa parte di Akragas, la città fondata dai Greci nel VI secolo a.C.. Negli ultimi anni del ‘900, a causa della scomparsa dei vecchi contadini, la Kolymbethra cadde in abbandono fino all’intervento del FAI che la riportò al suo antico splendore. Da non perdere i nuovi percorsi di visita degli ipogei, interessanti dal punto di vista archeologico, speleologico e naturalistico.

Imperdibili durante le giornate FAI d’autunno sono anche i Boschi di pino nero di Castel Mancino a Pescasseroli, L’Aquila. Lungo il tragitto tra il bosco di conifere e il castello medievale non è raro avvistare picchi e scoiattoli. Ci troviamo a circa 1300 metri sul livello del mare e da qui si può godere di bellissime vedute del paese e dei monti circostanti.

Alle porte di Parma, in prossimità della trafficatissima via Emilia, si cela un angolo di paradiso che pochi conoscono. È il Bosco Spaggiari, un sito nato per volontà di un padre e di un figlio – Giancarlo e Roberto Spaggiari – che vent’anni fa decisero di trasformare il terreno di fronte alla loro abitazione in un bosco. Oggi conta 12.500 alberi in un’area di 11 ettari. Sono presenti specie autoctone come il frassino, il ciliegio e il noce e alcuni alberi di nocciolo, melo, gelso o il pero selvatico. Passeggiando attraverso il bosco, durante le giornate FAI d’autunno verranno raccontate la storia, le scelte fatte dai proprietari e le essenze che crescono nel bosco.

Un parco di 136 ettari con più acqua che piante è infine il Parco Sorgenti Ferrarelle di Riardo, in provincia di Caserta, un paradiso naturale dove vengono custodite le fonti delle acque minerali, veri e propri geyser da cui sgorga l’acqua. Il parco è patrocinato dal FAI, che ne tutela il bellissimo contesto paesaggistico e architettonico.