Atm Milano, 272 tranvieri senza green pass: corse di bus e tram tagliate del 4%. Più 15% malattie

Un venerdì in frenata. Capolinea 15 ottobre. All’Atm, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico locale a Milano, sono 272 i lavoratori che hanno dichiarato la «non disponibilità» a rispettare l’obbligo di green pass nei luoghi di lavoro. L’azienda ha registrato inoltre un aumento del +15% dell’apertura delle malattie. Una piccola falla nel sistema di bus, tram e metropolitane. Il rischio, più ampio, di uno sciopero mascherato improvviso. Sono invece 37 i macchinisti e capitreno, dipendenti Trenord, che hanno già avvisato l’azienda: «Non abbiamo il green pass». La società ferroviaria regionale assicura: «Circolazione regolare sulle linee lombarde» il 15 ottobre.

Il servizio di trasporto urbano

Dei 272 dipendenti senza carta verde la maggior parte sono conducenti dei mezzi di superficie, tram e bus, e proprio qui si registrerà dal 15 ottobre una riduzione del servizio del 4%. «Una percentuale di poco conto», fanno notare dall’azienda, se si considera che a Milano ogni giorno ci sono 25 mila corse. Potrebbero comunque registrarsi tempi di attesa prolungati in alcune fermate. In metropolitana la situazione dovrebbe invece rimanere invariata se non per qualche lieve «irregolarità» nelle corse. Atm ha stipulato una convenzione con l’ospedale San Raffale (a cui già si appoggia per le questioni relative alla medicina del lavoro) che prevede una «corsia preferenziale» per la prenotazione dei test antigenici rapidi (e risultato in 15 minuti) per i dipendenti non vaccinati. I tamponi saranno eseguiti a prezzo calmierato di 15 euro (a carico del lavoratore).


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Il servizio ferroviario

Sono 4.300 i dipendenti Trenord: solo 55 (1,3%) hanno comunicato di non possedere la carta verde. Di questi sono 37 i macchinisti e capitreno no pass (su 2.300: l’1,6%) che il 15 ottobre non si presenteranno nelle stazioni. I dati sono stati raccolti dall’azienda che da lunedì, secondo quanto previsto dalle disposizioni governative, ha chiesto ai dipendenti di segnalare l’indisponibilità della certificazione verde per consentire l’organizzazione del servizio. «Non si registrano a ora incrementi di assenze per malattia», dice una nota della società: «Se non si verificheranno cambiamenti nelle prossime ore, il servizio ferroviario non subirà ripercussioni». Trenord comunicherà in tempo reale eventuali modifiche alle corse su sito internet e app. Convenzioni con Istituto Auxologico e ospedale San Raffaele per i tamponi rapidi (al costo di 22 euro).

I supermercati

I grandi gruppi della distribuzione organizzata, Coop ed Esselunga in testa, non vedono criticità legate alle forniture per eventuali blocchi nel trasporto merci legati all’obbligo del green pass nei luoghi di lavoro. «Monitoriamo intanto quel che accadrà col green pass nei nostri punti vendita anche se riteniamo che fra i nostri 55.000 dipendenti ci sia un’ampia copertura del vaccino», premette un portavoce di Coop. L’ipotesi di un assalto alla spesa, come era avvenuto nelle prime fasi della pandemia, non è rilevata neppure da Esselunga. Come la Coop il gruppo con base a Pioltello (Milano) ha magazzini pieni e scorte per mesi, quindi al momento non considera attuali neanche le problematiche sul lato delle forniture.

Comune di Milano

Controlli a tutti gli oltre 1.500 dipendenti in 500 sedi del Comune di Milano. Le verifiche riguarderanno dipendenti, personale ausiliario, volontari, visitatori e chiunque svolga attività nelle sedi dell’amministrazione ma saranno esclusi i cittadini che vorranno usufruire dei servizi. Da Palazzo Marino non sanno, per motivi legati alla privacy, quanti sono gli impiegati senza carta verde. Il tema della mancanza di personale potrebbe porsi ad esempio agli sportelli aperti al pubblico dove, in caso di assenza, il personale di back office è pronto a subentrare. Il Comune di Milano ha scelto di controllare il green pass all’ingresso e non negli uffici: dalle 7.30 fino alle 10.30, cioè la fascia oraria di inizio turno per la maggior parte dei dipendenti, il controllo sarà effettuato all’ingresso di ogni sede su tutti i lavoratori.

Al Pirellone

Anche in Regione Lombardia l’obbligo di carta verde non varrà solo per i dipendenti, ma anche per volontari, amministratori e chi svolge attività di formazione (mentre non sarà richiesto agli utenti che accedono agli sportelli). Per evitare code, da Palazzo Lombardia a Palazzo Pirelli, l’amministrazione si è dotata di «totem» di verifica del green pass ai tornelli. I controlli saranno quotidiani, ma solo al momento del primo accesso nelle sedi regionali (non saranno ripetuti dopo pause pranzo, uscite e ritorni).

Palazzo di Giustizia

Il controllo del green pass verrà effettuato «a tappeto» all’ingresso del Palazzo di Giustizia. Alle procedure di verifica saranno sottoposti, oltre a «magistrati ed al personale amministrativo», anche «i giudici popolari, giudici di pace, vpo, got, forze dell’ordine, componenti non togati dei collegi del tribunale per i minorenni e del tribunale di Sorveglianza, addetti alle sezioni di polizia giudiziaria presso le procure della Repubblica, tirocinanti, stagisti, fornitori di beni e servizi, corrieri ed ogni altro soggetto avente accesso al palazzo di giustizia che non rientri nelle categorie esonerate». Sono esclusi «avvocati», «praticanti avvocati», «consulenti» e «periti delle parti del processo», «testimoni» e tutti coloro «che si recano in un ufficio per l’erogazione del servizio che l’amministrazione è tenuta a prestare».

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14 ottobre 2021 | 17:19

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