No Green Pass a Milano, due manifestanti condannati a 8 e 6 mesi. Il pm Nobili: “Nei cortei anche soggetti che vogliono manipolare la protesta”

“C’è la presenza di soggetti che non hanno nessun fine assimilabile ai no vax ma hanno semplicemente quella di manipolare e strumentalizzare e che potrebbe portare a forme di esagerazione esasperata di protesta”. Così il pm Alberto Nobili, coordinatore della sezione antiterrorismo della Procura di Milano, ha parlato delle manifestazioni dei No green pass a Radio 24 in 24 Mattino. “L’attenzione è alta, per il momento – ha aggiunto Nobili – non possiamo parlare né di terrorismo, né di eversione, se eversione vuol dire sovvertire l’ordine istituzionale. Sotto questo profilo il fenomeno è sotto controllo. Ma da tutta una serie di attività investigative ed informative stiamo percependo che non c’è solo l’estrema destra in questo magma che sfila sotto il simbolo dei No Vax, noi troviamo anche dei gruppi anarchici e dei gruppi di estrema sinistra che tentano, ciascuno per proprio conto, di svolgere attività di propaganda e di proselitismo”. Il fenomeno, comunque, per il pm “è non dico perfettamente sotto controllo ma è controllabile”.

Un 26enne incensurato, senza bandiera o colore politico, finito in piazza insieme ai No Green Pass quasi per caso. “La invito ad astenersi da comportamenti simili in futuro, altrimenti potrebbe tornare in carcere”, è stata la raccomandazione della giudice di Milano Maria Teresa Guadagnino al termine del processo. Il 26enne è stato oggi condannato in abbreviato a 8 mesi, con pena sospesa e non menzione, per resistenza aggravata. È stato arrestato  lo scorso 2 ottobre alla manifestazione che ormai da settimana  tutte i sabato quasi paralizza le vie del centro città, raccogliendo partecipanti contrari all’obbligo del certificato verde provenienti da tutto l’hinterland e dalle regioni limitrofe. Per due volte gli agenti chiedendo al ragazzo, senza una residenza fissa, di fermarsi per farsi identificare. Lui scappa, e quando gli agenti lo raggiungono, partono calci e pugni. “Non è un soggetto dalla spiccata pericolosità sociale”, chiosa il suo difensore, l’avvocato Massimo Bertolini chiedendone l’assoluzione e in subordine che gli vengano concesse le generiche.

“I fatti sono estremamente semplici – aggiunge il legale – anche se va sottolineata la circostanza che sono episodi la cui contingenza è correlata a uno stato di tensione che il tessuto sociale italiano sta vivendo in questo periodo. Il clamore è il peso di fatti di questo genere vengono a ridimensionarsi quando si va a indagare il significato, anche se non condivisibile, che sta alla base della manifestazione”. Il ragazzo che era finito in cella perché non aveva una residenza fissa, è stato liberato questa mattina contestualmente  alla condanna. Stamane è un altro partecipante alla manifestazione, stesso profilo del primo, ha patteggiato una condanna a sei mesi di reclusione. Domani ci sarà il processo per altri due. Fino a questo momento sono quasi 200 le denunce complessive presentate all’autorità giudiziaria di Milano nei confronti dei partecipanti ai cortei ‘No Green Pass’ e sabato è previsto un altro corteo, all’indomani dell’entrata in vigore dell’obbligo del green pass sul luogo di lavoro. E’ difficile, anche per gli addetti ai lavori più scafati, stabilire se la tensione salirà ancora, risentendo dell’effetto galvanizzante degli scontri romani, oppure se la protesta si sgonfierà con l’entrata in vigore del provvedimento .

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