Sciopero 11 ottobre 2021 di treni, metro e bus: orari e fasce di garanzia. E dal 15 il rischio degli autisti no vax a Milano

Oggi, lunedì 11 ottobre, c’è lo sciopero generale proclamato dai sindacati di base. A Milano disagi sia sulle linee di superficie di Atm sia sulla metropolitana, oltre che sui treni.Qui gli orari e le fasce di garanzia.

Almeno un conducente ha già comunicato agli uffici amministrativi dell’Atm di non avere il green pass, e che per questo venerdì prossimo non sarà al lavoro. Dietro quella comunicazione c’è una convinzione etica e sanitaria (non vaccinarsi), e in qualche modo anche una responsabilità verso l’azienda, che dovrà organizzare il servizio. L’interrogativo dei prossimi cinque giorni parte da quella comunicazione, ma va molto oltre, verso un terreno al momento incognito: quanti tranvieri, autisti, macchinisti dell’Atm e ferrovieri di Trenord intendono portare sul posto di lavoro la più generale protesta nazionale contro la certificazione verde? E che forza d’urto riusciranno a mettere in campo, creando ricadute sui mezzi pubblici, facendo saltare le corse, o allungando frequenze per carenza di personale?

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Lo scacchiere è complesso. Per provare a definirlo, bisogna individuare alcuni elementi centrali. Il primo: dato che in Lombardia circa l’85 per cento della popolazione ha fatto il vaccino, si può ipotizzare che fra i dipendenti delle aziende di trasporto pubblico l’andamento sia in linea con il resto della Regione, e che quindi ci siano un 15 per cento circa di non vaccinati. Questi lavoratori (se nel frattempo non hanno deciso di fare l’iniezione) per prendere servizio da venerdì prossimo dovranno iniziare a fare i tamponi, almeno due o tre a settimana, pagati a proprie spese. E visto che il decreto non lo prevede, le aziende per ora non hanno intenzione di dare un contributo economico per i tamponi a chi non si vaccina.


Altro punto decisivo. Finora la protesta si è concretizzata nelle manifestazioni del sabato (alle quali hanno partecipato anche gruppi di tranvieri e ferrovieri), mentre da oggi inizierà a sconfinare dentro i servizi pubblici. Questa mattina l’adesione allo sciopero nazionale indetto dai sindacati di base, e che riguarda tutti i settori, non solo i trasporti, potrà fornire qualche indicazione. Ma di certo il periodo cruciale partirà da venerdì.

Se avranno numeri e una sufficiente disponibilità all’opposizione «dura», per qualche giorno tranvieri e ferrovieri potrebbero portare avanti una sorta di protesta a oltranza, mettendo in campo (magari a gruppi che si alternano) varie «armi»: qualche giorno di paga perso, come da decreto in caso qualcuno si presenti al lavoro senza green pass; qualche giorno di ferie; qualche giorno di malattia. In generale: molte assenze.

Le aziende stanno cercando di organizzarsi per assorbire un movimento del quale al momento non riescono a individuare le proporzioni. Trenord ha detto ai sindacati di aver di fatto congelato le ferie a partire dal 15 ottobre (posizione disapprovata anche dalla Cgil: oggi un nuovo incontro). Atm, come Trenord, sta nel frattempo lavorando anche sull’organizzazione dei controlli. I conducenti dei mezzi pubblici lavorano grosso modo su tre turni: i primi attaccano all’alba nei depositi, e dunque saranno controllati tutti all’ingresso; i secondi e i terzi (turno di giorno e di sera) iniziano invece per lo più «in linea», e per questi è previsto un controllo a campione durante il servizio. Di fatto nel giro di qualche giorno tutti dovrebbero essere controllati.

Per Trenord c’è qualche rischio di disservizio in più. Per Atm dipende dalle «concentrazioni»: se i «no pass» che non lavorano saranno distribuiti tra le diverse linee e su diversi orari, l’impatto sul servizio potrebbe essere assorbito; se invece dovessero concentrarsi in uno stesso turno e su una stessa linea (magari di metrò) si potrebbe arrivare anche a qualche blocco della circolazione o chiusura di stazioni. L’azienda ogni giorno ha un centinaio di «scorte», cioè una lista di conducenti non in servizio, ma reperibili, per colmare le assenze fisiologiche, ad esempio per malattia. La tenuta del servizio si giocherà su questo equilibrio: tra quanti saranno i «no pass» assenti, e se basteranno i riservisti a colmare i buchi.

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11 ottobre 2021 | 07:50

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