Aereo caduto a Milano, la «caduta verticale» e lo schianto a 3 minuti e mezzo dal decollo da Linate

La caduta è quasi verticale. A tre minuti e 32 secondi dal decollo. Chi vede l’aereo passare sopra ai palazzi dell’Eni a San Donato. Chi scorge le fiamme uscire dal motore. Chi sente un sibilo, poi un boato e vede la palazzina degli uffici Atm in ristrutturazione, e per questo vuota, avvolta in una palla di fuoco. Sono le 13.07 e 40 secondi.

La prima chiamata al 112 arriva un minuto dopo. Chi era vicino al punto dell’impatto — un gruppo di ragazzi e alcuni stranieri in attesa al capolinea della Metropolitana gialla — scappa per la paura. Poi chiama i soccorsi. Un aereo da turismo, un Pilatus Pc-12 appena decollato dal vicinissimo aeroporto di Linate e diretto a Olbia si schianta al suolo. Otto le persone a bordo, tutte morte. L’incidente è avvenuto in via 8 ottobre 2001, nel territorio comunale di Milano, strada,tragica coincidenza, dedicata ai 117 morti della strage di Linate.

Ai comandi del Pc-12 c’era il magnate immobiliare romeno Dan Petrescu, 68 anni, proprietario e pilota del velivolo, tre miliardi di patrimonio, titolare di ipermercati e gallerie commerciali, fuggito in Germania durante il regime di Nicolae Ceausescu. Con lui la seconda moglie Regina Balzat Petrescu, 65 anni, il figlio Dan Stefan, 30 anni, e un suo amico canadese, il 35enne Julien Brossard.


Era di origini pavesi, invece, Filippo Nascimbene, 32 anni, manager a Milano nella Start Hub consulting, che si trovava sull’aereo insieme alla moglie Claire Stephanie Caroline Alexandrescu, 33 anni, manager pubblicitaria di Pernod Ricard, nata in Francia, e il figlio Raphael di appena un anno. Con loro anche la suocera 65enne, Miruna Anca Wanda Lozinschi di origini romene. Sull’incidente è stato aperto un fascicolo per disastro aereo dall’aggiunto Tiziana Siciliano e affidato ai pm Mauro Clerici e Paolo Filippini.

Gli investigatori hanno sequestrato i filmati delle telecamere di sorveglianza del parking Atm vicino alla fermata, ma nelle immagini si vede solo la fase dell’impatto, poco meno di un secondo perché gli obiettivi puntano sulla strada. Acquisiti anche alcuni video realizzati da passanti e vicini. La scatola nera è stata sequestrata a una decina di metri dalla voragine nella facciata e in parte del tetto della palazzina. Gli inquirenti della polizia, della Polaria e della Agenzia nazionale per la sicurezza del volo hanno sequestrato le conversazioni radio con la torre di controllo di Linate. Dopo il decollo, che avviene verso nord, l’aereo ha correttamente effettuato due svolte verso destra, passando sull’Idroscalo e su Segrate. Poi anziché procedere a sud in direzione della Sardegna, il velivolo ha tagliato all’improvviso la rotta come se volesse tornare verso l’aeroporto schiantandosi pochi secondi dopo.

Gli inquirenti parlano di una «caduta verticale». A un certo punto la torre di controllo nota il Pc-12 andare fuori rotta rispetto al piano di volo. Così i controllori chiedono al pilota se si tratta di una manovra dovuta al maltempo. Dall’aereo però non arriva alcun may-day.

Davanti a una manovra così repentina gli inquirenti pensano anche a un gesto volontario. Poi le testimonianze di quanti hanno visto l’aereo in volo durante le fasi della caduta chiariscono che il monomotore turboelica era già in fiamme. Quella di un guasto è quindi la pista privilegiata. E di fatto l’unica.

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4 ottobre 2021 | 07:28

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