Aereo precipitato a Milano: chi erano Dan Petrescu e le altre vittime, tra loro anche italiani

Alla guida del Pilatus P-12 che è precipitato a Milano c’era uno degli uomini più ricchi della Romania, Dan Petrescu, che ne era anche il proprietario. Aveva 68 anni, doppia cittadinanza tedesca e romena ed era uno dei principali investitori del settore immobiliare. Insieme a lui, a bordo dell’aereo, anche la moglie Regina Dorotea Balzat Petrescu di 65 anni con cittadinanza francese e il figlio trentenne, Dan Stefan, nato a Monaco di Baviera ma anche lui con doppia cittadinanza. Tra le vittime anche un italiano, Filippo Nascimbene, pavese di 32 anni, la moglie Claire Alexandrescou, cittadina francese, e il figlio della coppia Raphael di un anno. E poi la nonna del bambino, Miruna Anca Wanda Lozinschi, e un amico di Dan Pedrescu, il canadese Julien Brossard.

Erano tutti a bordo dell’aereo dell’imprenditore che aveva un patrimonio miliardario ma uno stile di vita semplice. Passava quasi inosservato a differenza del suo socio d’affari Ion Tiriac, tennista e poi businessman noto anche per i suoi eccessi. L’aereo privato era uno dei suoi pochi lussi. Lo pilotava da solo e il decollo dall’aeroporto di Linate alle 13.04 è stato l’ultimo: dopo 3 minuti di volo è precipitato contro una palazzina a San Donato Milanese. Il riconoscimento delle vittime è stato difficile anche a causa dell’impatto con l’edificio e per l’assenza di un registro passeggeri.

La  tragica coincidenza: caduto nella via dedicata alla Strage di Linate

Petrescu era partito da Bucarest giovedì scorso a bordo del suo Pilatus PC12, monomotore a turboelica che può ospitare 8 passeggeri che aveva comprato nel 2015 assieme a un altro dei suoi soci, Vova Cohn, ex azionista della squadra di calcio della Dinamo Bucarest. Aveva poi partecipato al battesimo del bambino, figlio di amici del figlio Dan Stefan, ricercatore in Canada ma nato a Monaco di Baviera, dove la famiglia Petrescu si era rifugiata per scappare dal regime comunista di Ceausescu.

Milano, aereo precipitato: le immagini dall’alto dell’edificio colpito

Tornato in patria dopo il 1989, aveva iniziato a investire nel mercato automobilistico e soprattutto in quello immobiliare. Aveva vaste aree e numerosi edifici che iniziò a vendere alle grandi catene commerciali come Metro e Real, accumulando un patrimonio stimato in 3 miliardi di euro, al punto che il suo amico Tiriac lo ha spesso definito “l’uomo più ricco della Romania”. “Miliardario ombra” un’altra delle definizioni dei media romeni, che lo descrivono come un uomo d’affari riservato, schivo e molto poco amante dei riflettori. Tra le sue tante proprietà c’è anche una villa in Sardegna, dove lo attendeva la madre 98enne. Ma  il suo aereo a Olbia non è mai arrivato.

Milano, aereo precipitato:da Flightradar le traiettorie del velivolo prima dell’impatto


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