Comunali Milano, il confronto a Repubblica. Sala: “Dov’è Bernardo?”. Paragone: “Si è arreso”. E Pavone: “Vera alternativa sono io”

MILANO –  Beppe Sala lo dice entrando al teatro Parenti per partecipare al dibattito organizzato da Repubblica. E la bordata è diretta al vero avversario politico, Matteo Salvini, che lo ha accusato di sottrrarsi al confronto: “Non riescono a fare una proposta, si rifugiano dietro questi tentativi di battibecchi a cui io non ribatto. Siamo qua a fare un confronto, dov’è il suo candidato?”. Gianluigi Paragone, invece, il fondatore di Italexit in corsa in queste amministrative con la sua lista civica e Grande Nord, la sfida la lancia dal palco, rispondendo alle domande del direttore Maurizio Molinari: “Salvini ha paura di creare una leadership forte a Milano perché non vuole essere offuscato. L’assenza qui di Luca Bernardo testimonia come il candidato che dovrebbe rappresentare il centrodestra si sia già arreso. A questo punto, l’interlocutore naturale per quella metà del cielo politico sono io”. E persino Layla Pavone, la manager voluta da Giuseppe Conte per rappresentare il nuovo corso di M5S al Nord, si propone come una “valida alternativa ai due principali contendenti” di centrodestra e centrosinistra.

Comunali a Milano: il faccia a faccia tra i candidati Sala, Pavone e Paragone

È un’assenza che racconta molto del clima politico che Milano sta respirando in questi ultimi giorni di campagna elettorale, quella di Luca Bernardo al dibattito di Repubblica. Il pediatra, scelto dal centrodestra per tentare la riconquista della loro ex roccaforte dieci anni dopo il cambio di colore impresso da Giuliano Pisapia, non c’è: ha rifiutato l’invito. Ma, nel duello mancato, gli altri candidati hanno riempito con diverse strategie e idee quel vuoto. Lo ha fatto Sala, il sindaco che tenta il bis, continuando a portare avanti la sua proposta senza polemizzare apertamente con gli sfidanti. A ricandidarsi, spiega, ci ha “pensato a lungo”. Ma alla fine si presenta ai milanesi: “Mi conoscono, ho dimostrato di essere competente, incorruttibile e con la giusta indipendenza dai partiti”. I prossimi cinque anni, spiega Sala, “saranno decisivi”. E non solo perché nel 2026 Milano ospiterà le Olimpiadi invernali.

“Dobbiamo sfruttare al meglio l’occasione del Pnrr” e cambiare in nome di una rivoluzione ambientale che “non è da subire, ma da cavalcare perché può portare lavoro nuovo”. Anche Pavone guarda a un futuro sostenibile. Ma la manager, che arriva proprio dal digitale, punta soprattutto a costruire una smart city che, “sul modello di altre grandi metropoli internazionali, usi la tecnologia in tutti gli ambiti, dalla mobilità alla sicurezza”. Senza rinnegare il cavallo di battaglia di M5S: “Anche a Milano il reddito di cittadinanza non è una misura da accantonare”. Lo stesso Paragone, che disegna una “Milano popolare”, tira dritto: “Sono e continuerò a essere contrario al Green Pass, uno strumento illiberale e discriminatorio. Con me, i tamponi in città dovrebbero essere gratuiti”.

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