Brescia, quattro 15enni arrestate per stalking e minacce a una coetanea. Segnalate anche 3 tredicenni

La tormentavano da mesi, era diventato il loro bersaglio fisso. In sette contro una, “colpevole” di essere uscita con un ragazzo che – sembra – frequentasse anche un’altra del gruppo. E per la vittima era diventata una vita di paura, a uscire di casa, ad aprire i social dove trovava video che la ritraevano insultata, presa di mira, spintonata, maltrattata.

Sono tutte ragazzine le protagoniste di questa storia di mesi di minacce, vessazioni quotidiane, botte e stalking che nel Bresciano ha portato all’arresto di quattro quindicenni, accusate di percosse, stalking e lesioni nei confronti di una coetanea. Le altre tre, di 13 anni, sono troppo piccole per essere imputabili e sono state segnalate ai servizi sociali.

Le indagini scattano mesi fa quando la vittima decide di denunciare ai carabinieri di Gussago, la zona in cui risiede, quanto stava subendo. In particolare l’episodio più grave, quello dello scorso aprile al parco San Polo di Brescia dove la ragazza è stata avvicinata dal branco di coetanee, spintonata, picchiata fino a mandarla all’ospedale per un trauma cranico e graffi sul corpo, secondo il referto, guaribili in quattro giorni. “Una brutale e violenta aggressione” la definiscono i militari bresciani.

Prima, a febbraio, in centro a Brescia era stata aggredita con violenza. Assalti spinti da questa presunta rivalità in amore che venivano ripresi dalle ragazzine del branco e poi pubblicati sui loro profili Instagram o fatti circolare su gruppi di chat vari, un po’ esposti come fossero dei trofei, un po’ un modo per colpire ancora di più la loro coetanea. I carabinieri del comando provinciale di Brescia assieme ai colleghi della stazione di Gussago sono riusciti a risalire al branco di ragazzine tramite i loro social, ascoltando testimoni e facendo alcune settimane di appostamenti sul territorio. E hanno accertato minacce e molestie.

Ieri hanno dunque eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del tribunale per i minorenni di Brescia, nei confronti di quattro ragazze, italiane e residenti in provincia indagate a vario titolo per i reati di percosse, lesioni e atti persecutori ai danni di una coetanea. Una di loro è stata affidata a una comunità, mentre le altre tre sono affidate ai genitori in una sorta di regime di domiciliari con il divieto di uscire di casa se non per andare all’ufficio dei servizi sociali minorili e a scuola.

I carabinieri che hanno condotto le indagini, che sperano che “con queste misure le ragazzine possano cambiare condotta” invitano “tutti quelli che hanno subito molestie e minacce a farsi avanti a denunciare, è il solo modo per poterli aiutare”.

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