In Italia è nato il Giardino dei Ghiacciai

Un nuovo progetto in difesa dell’ambiente ha preso vita all’interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Un affascinante, quanto importantissimo, percorso culturale avente come tema i ghiacciai, che vuole far riflettere – e agire – sulla crisi climatica che stiamo attraversando.

Nell’intero territorio del più antico Parco nazionale italiano, situato per metà in Valle d’Aosta e per l’altra in Piemonte, ricadono una novantina di corpi glaciali, la cui forma può cambiare in base alla diversità geologica e morfologica dei versanti che li ospitano. Ciò che li accomuna è che sono tutti estremamente sensibili al riscaldamento atmosferico. Basti pensare che in meno di due secoli hanno perso circa il 65% della loro superficie.

Oltre a monitorare lo stato di salute di tredici ghiacciai alpini più il glacionevato del Calderone in Abruzzo, quest’anno la Carovana dei Ghiacciai ha reso omaggio all’imminente centenario del Parco del Gran Paradiso  inaugurando l’affascinante sentiero del “Giardino dei Ghiacciai”, in Valnontey, con il supporto del Comitato Glaciologico Italiano (CGI) e il contributo di FroSTA, azienda del settore dei surgelati.

Un itinerario coinvolgente, che porta alla scoperta delle iscrizioni storiche incise negli ultimi 150 anni ai bordi dei ghiacciai del Gran Paradiso, ritrovate e valorizzate e finalmente accessibili ai visitatori. Testimonianze preziose della storia ambientale e culturale in Valnontey, diventata il simbolo dell’interazione fra dinamica glaciale e attività umana, che rappresentano un’azione concreta che mira a scuotere le coscienze sulla crisi climatica e sul ritiro dei ghiacciai.

Attualmente, il sentiero si arricchisce dell’opera “Segnali dal Corpo Glaciale”, realizzata da Andrea Caretto e Raffaella Spagna, composta da cinque coppie di oggetti, in roccia e bronzo, installati in diversi siti significativi dal punto di vista glaciologico, che invitano a una riflessione su alcuni temi legati al glacialismo e al riscaldamento globale.

Nel 2021 la Carovana dei Ghiacciai di Legambiente ha osservato il Ghiacciaio della Capra, nel versante piemontese, e i tre principali ghiacciai della Valnontey in Valle d’Aosta: Tribolazione, Grand Croux e Money. Il primo ha registrato nel 2018 il collasso di una grotta glaciale che ha determinato un arretramento dello stesso di ben 110 metri. Sul versante Valdostano, invece, la fronte del Ghiacciaio della Tribolazione risulta essersi ritirata di 1830 metri e innalzata di 870 metri di dislivello. Quella del Ghiacciaio di Grand Croux si trova a 2 chilometri di distanza e 670 metri di quota più a monte. Infine, per il Ghiacciaio di Money gli stessi valori corrispondono rispettivamente a 1500 e 650 metri. Agire per contrastare questi fenomeni è un imperativo che non possiamo ignorare.