Federico Lugato trovato morto, la moglie Elena Panciera e i 18 giorni alla ricerca di «MacGyver»: «Ce la faremo in qualche modo, anche grazie a voi»


L’appello per le ricerche: «È una specie di MacGyver»

Diciotto giorni di ansia e speranze. Bacheca Facebook di Elena Panciera, 27 agosto: «Domani appuntamento alle 7 al campo sportivo di Pralongo in Valzoldana per chi vuole aiutarci a cercare Federico. Venite solo se siete preparati, allenati e sicuri in montagna». Il 28 agosto: «Stiamo cercando Federico con tutte le nostre forze! È scomparso durante una passeggiata in montagna giovedì 26: partito intorno alle 9 da Pralongo, doveva rientrare per pranzo. Una passeggiata talmente facile che è partito da solo. Ma lui è la persona più in gamba che conosca. È una specie di MacGyver. È allenato, forte di fisico e di testa. Ex scout, sa riparare qualsiasi cosa. Ha fatto corsi di #PrimoSoccorso, #arrampicata, perfino parkour in passato. Ecco perché per me è da qualche parte, vivo, malconcio, che ci aspetta. Perché se dovessi scommettere su chi può sopravvivere a un’apocalisse zombie punterei tutto su di lui. Oggi siamo tanti a cercarlo, oltre ai soccorsi ufficiali. Gente da tutto il nord Italia: amiche e amici, escursioniste ed escursionisti esperti. Sono sicura che Federico è lì fuori che ci aspetta. Non lasciamolo solo».

«È un bell’uomo, ha un viso particolare»

Le ricerche si allargano. Parte una campagna di raccolta fondi. Arrivano nuovi volontari. Panciera riesce a coinvolgere centinaia di persone. Articoli sui giornali. Chi l’ha visto in tv. Ancora il 28 agosto, sempre sui social: « Cerchiamo persone che lo abbiano visto lungo il sentiero che parte da Pralongo in Valzoldana verso il Vach e la baita bivacco Angelini giovedì 26 mattina. Fateci sapere dove e quando lo avete incontrato. È un bell’uomo, dal viso particolare, alto un metro e ottanta, moro con gli occhi verdi, snello e atletico. Ha una felpa blu e una polo sul viola, pantaloni corti e scarponi. Ha anche due bacchette da nordic walking nere e gialle». Elena si aggrappa alla forza di Federico. È uno scalatore esperto. È preparato. Atletico. Il 29 agosto: «Servono volontarie e volontari, anche cinofili, che ci aiutino nelle ricerche di Federico, coordinati e in collaborazione con i soccorsi pubblici. Stiamo finalmente analizzando i dati telefonici, secondo i tempi previsti dalla legge. Ci potrebbero essere nuovi territori da battere».

La raccolta fondi e la tentata truffa

Ogni messaggio si chiude con un appello: «Abbiamo bisogno di voi, noi siamo qui e non demordiamo finché non lo troviamo». Lo scrittore Mauro Corona dà il suo contributo. Spunta l’hashtag #TroviamoFederico. Si arriva al 30 agosto: «Troviamo Federico oggi, è lì fuori e ci sta aspettando, infreddolito e incazzato che non lo abbiamo già portato a casa». Il 31 agosto: «È il quinto giorno di ricerche. Federico è lì fuori. Dobbiamo trovarlo». La raccolta fondi cresce: «Stiamo raggiungendo i 15.000 euro (lordi). Ma guardate quanti siete. Siete pura meraviglia, puro amore. Siete ciò che mi dà la forza di continuare. Grazie». La generosità di tanti purtroppo ispira anche un vergognoso tentativo di truffa sul web, subito sventato.

Le notti d’angoscia e il ringraziamento

Quello delle ricerche è un romanzo drammatico e ancora pieno di speranza, condiviso giorno dopo giorno sui social network. Elena Panciera, il 1° settembre: «La notte è difficile. La notte siamo soli, con i nostri demoni freddi e aguzzi. La notte spero di crollare per non lasciare spazio ai pensieri». Il 6 settembre, dopo che è stato deciso di fermare le ricerche: « In quanti ci avete aiutato, fino a ora, nelle ricerche di Federico? Abbiamo provato a fare un elenco, probabilmente non esaustivo e da aggiornare. Fa impressione. Oltre a più di 400 volontari civili, a cui non posso che dire grazie». Un ringraziamento ribadito nell’ultimo triste messaggio di Elena dopo il ritrovamento del corpo di suo marito. «Ce la faremo in qualche modo. Anche grazie a voi».

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13 settembre 2021 | 14:43

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