Scuola Milano e Covid, le incognite del ritorno sui banchi. Presidi in allarme, rinunce tra i prof

Suona la prima campanella, lunedì, per 1 milione e 380 mila studenti in Lombardia, in 1.135 scuole statali e 2.500 paritarie. Un anno scolastico che comincia, a differenza del precedente, con lezioni al 100 per cento in presenza nonostante gli ingressi scaglionati. Tanti i fronti aperti, tra questioni annose (cattedre ancora scoperte per rinunce last minute, l’avvio del tempo pieno rimandato di qualche settimana, gli spazi insufficienti) e importanti novità. Fra tutte, l’obbligo di green pass anche per i genitori, per poter entrare a scuola, che sia per colloqui con i professori o per gli inserimenti a nidi e materne. Inoltre, ricominciano le lezioni e la città adegua i suoi orari, con negozi e servizi che apriranno più tardi per evitare assembramenti sui mezzi pubblici (che saranno comunque potenziati).

Le verifiche

Sarà un anno da «guardiani» per i dirigenti scolastici, tenuti a verificare che chiunque entri a scuola sia dotato di certificazione verde. Genitori compresi: fino al 31 dicembre, anche loro, oltre agli educatori e agli altri lavoratori esterni, potranno accedere agli istituti solo se muniti di green pass, pena una multa fra i 400 e i mille euro. I controlli avverranno all’ingresso, attraverso l’app «Sidi» (che tuttavia ieri ancora non funzionava). «La comunicazione alle famiglie è stata inviata» spiegano dall’assessorato comunale all’Istruzione.


Ma la preoccupazione è alta, si temono contestazioni. «Pare che la scuola sia utilizzata per fare ulteriore pressione sul tema dei vaccini, ma questa è una strumentalizzazione irrispettosa della finalità della scuola e della sua funzione — attacca Mauro Donato Zeni, responsabile milanese dell’associazione nazionale presidi (Anp) — Si rischia di creare una discriminazione tra genitori di serie A e serie B, dando come sempre l’obbligo di sbrigarsela ai presidi. Inoltre è irricevibile la tempistica: i ristoratori per adeguarsi al green pass avevano avuto due settimane di tempo, noi nemmeno un giorno».

Le nomine

Quasi tutti i professori in classe fin dal primo giorno di scuola, ma con l’incognita delle rinunce. L’Ufficio Scolastico Regionale fa sapere di aver nominato 12 mila 136 insegnanti di ruolo, di cui 2 mila 435 sul sostegno. Erano 3.116 lo scorso anno, di cui 31 sul sostegno. A questi si aggiungono 29.443 supplenti, 12.963 di sostegno. Nonostante questa accelerazione, a Milano restano ancora fra le 1.500 e le 2 mila cattedre da assegnare, tra cui quelle di matematica. Ma l’incognita sono le rinunce. A volte colpa della piattaforma web, che ha assegnato lo stesso prof in due scuole sulla stessa materia. A volte no.

«Chi rifiuta dovrebbe essere escluso o finire in coda alle graduatorie, adesso invece non rischia nulla» ha denunciato Massimiliano Sambruna, segretario Cisl Scuola Milano. «All’istituto Maxwell, dei 56 prof nominati questa settimana, 25 non prenderanno servizio» spiega il preside Franco Tornaghi. Al liceo scientifico Einstein restano scoperte alcune cattedre di matematica e fisica e anche al Bottoni. Rinunce e congedi parentali si sono verificati anche al Lagrange e poi al Beccaria dove cinque dei 9 neonominati hanno dato forfait. Le scuole soffrono anche la carenza dei bidelli e del personale di segreteria. «Se l’azione didattica non è affiancata da quella amministrativa non funziona. Ed è un problema gravissimo» spiega la dirigente del liceo Beccaria Simonetta Cavalieri. All’Ics Pezzani mancano 8 bidelli, al Tenca la metà. Al liceo artistico Boccioni, dove ne era rimasto solo uno, ora sono in 5 su 16 e mancano 4 persone in segreteria. In fervida attesa di collaboratori scolastici anche l’Ettore Conti. L’Usr precisa di aver immesso in ruolo 2 mila 147 addetti del personale Ata e le nomine proseguiranno nei prossimi giorni. Ha trovato in extremis un dirigente scolastico, invece, l’istituto Trilussa, che ne era sprovvisto dal 23 agosto. Tra le altre questioni che qualche dirigente si trova ad affrontare c’è anche la restituzione di lotti di mascherine non conformi.

Le classi pollaio

In molti istituti permane il problema di classi troppo affollate. Città metropolitana spiega però di aver realizzato 55 nuove aule nelle scuole superiori di Milano e 42 in provincia. adattando laboratori e altri spazi.

Le mense

Green pass obbligatorio per lavorare a scuola da lunedì per altri 350 dipendenti di Milano Ristorazione (fra personale di cucina e manutentori) e circa mille lavoratori dell’indotto (le imprese che lavorano in appalto, ad esempio per scodellare i pasti, fare le pulizie in nidi e materne comunali). «Abbiamo cominciato ad avvisare le imprese dell’indotto che si andava verso l’obbligo già giovedì scorso. E ho invitato i nostri dipendenti a valutare le parole del presidente Mattarella. La prova del nove sarà lunedì» spiega il presidente Bernardo Notarangelo.

Gli ingressi e i trasporti

Torna in vigore il «Patto per Milano». Sette studenti su dieci domani entreranno prima delle 8 del mattino, gli altri dopo le 9 e mezza. Per evitare affollamenti sui mezzi pubblici, il commercio potrà aprire alle 10.15 (eccetto servizi essenziali), gli uffici pubblici dopo le 9.30. Atm mette in campo 200 mezzi aggiuntivi (anche pullman privati) per 25 mila corse al giorno e 2.400 in metropolitana, oltre a 120 navette per 32 scuole. Trenord offre invece 3.150 corse giornaliere e ventimila posti a sedere in più rispetto al 2019.

Tamponi e quarantene

Al via con l’inizio della scuola un monitoraggio su circa 20 mila studenti al mese, con test salivari promossi da Regione Lombardia. Per quanto riguarda i tamponi, ne resteranno gratuiti due al mese per la fascia di età 6-11 anni. Sono invece 656 le farmacie lombarde che hanno aderito alla convenzione per i tamponi a prezzo calmierato fino ai 18 anni. Cambiano invece le regole delle quarantene: per gli studenti vaccinati dura solo 7 giorni, gli altri dovranno rispettare un isolamento di 10-14 giorni.

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12 settembre 2021 | 07:14

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