L’appello delle associazioni antifasciste: “No a candidati che si dichiarano di estrema destra”

ROMA – Il caso Luca Bernardo a Milano, quello di Francesca Benevento a Roma, ma anche la candidatura del “camerata” a sostegno di Enrico Michetti. Troppe le dichiarazioni che ammiccano al fascismo. Troppi i candidati che non prendono le distanze dall’estrema destra. È questo il senso dell’appello lanciato dal Forum delle associazioni antifasciste e della Resistenza. A meno di un mese dalla elezioni amministrative, la rete di cui fa parte anche anche l’Anpi chiede agli elettori di sostenere “candidate e candidati decisi a difendere i valori di libertà, di democrazia, di antifascismo e di rispetto della dignità della persona contenuti nella Carta costituzionale”. 

Il comunicato diffuso dal Forum non usa mezzi termini per attaccare quei “partiti di centrodestra” impegnati “in una rincorsa a chi la spara più grossa in una impossibile rivalutazione del fascismo e dei suoi esponenti”.

Ad inaugurare la stagione della “rivalutazione” era stato l’ormai ex sottosegretario Claudio Durigon, costretto alle dimissioni dopo aver proposto di dedicare il parco di Latina – oggi intitolato a Falcone e Borsellino – ad Arnaldo Mussolini, il fratello del Duce. Ma è stata la campagna elettorale per le elezioni comunali di inizio ottobre ad aver svelato il sottobosco estremista di alcuni partiti.

A Milano Bernardo, oltre a esser stato chiamato a rispondere del caso Bastoni – il candidato leghista col sostegno del partito neofascista di Lealtà e Azione – ancor prima aveva negato la distinzione tra fascisti e antifascisti. “Non è ammissibile alcuna falsa ‘equidistanza’ – scrivono le associazioni – o si sta con la democrazia, con la libertà, con la Costituzione, o si sta dalla parte di un regime che ha calpestato e negato per vent’anni all’Italia libertà e democrazia e che è stato il più fedele alleato dei campi di sterminio nazisti”.

Milano, il candidato del centrodestra Bernardo: “Non distinguo le persone tra fascisti e antifascisti”

L’appello del Forum arriva a pochi giorni dalle polemiche che hanno coinvolto l’aspirante sindaco della Capitale Enrico Michetti. Tra le liste a sostegno del centrodestra è sbucato Francesco Cuomo, candidato tra le fila di Fratelli d’Italia. Per corroborare l’accusa di fascismo basterebbe il soprannome: “il camerata”. Ma quello che ha acceso i riflettori sull’ex ultrà della Lazio è la scritta Werwolf sull’avambraccio, una parola che richiama l’operazione nazista messa in piedi da un generale delle Ss per contrastare l’avanzata degli Alleati.

Ultimo in ordine di tempo, invece, è il caso della No Vax Francesca Benevento, anche lei a sostegno di Michetti. “Il ministro ebreo ashkenazita formato dalla McKinsey, che riceve ordini dall’élite finanziaria ebraica”, così aveva detto a proposito del ministro della Salute Roberto Speranza. Una frase, quella pronunciata da Benevento, che le è costata l’accusa di antisemitismo. 

Le associazioni ricordano “a tutte le candidate e a tutti i candidati che il loro impegno in questa competizione elettorale è incompatibile con qualsiasi atteggiamento a favore del regime di Mussolini” e chiedono a “tutte le amministrazioni locali di onorare le donne e gli uomini che si batterono contro il fascismo e contro il nazismo”.

Perché, secondo il Forum, il sostegno a Mussolini e la possibilità di presentare una candidatura non sarebbero altro che due elementi in contraddizione. “Durante quel regime – spiega – nessuna consultazione locale era prevista, poiché i Consigli comunali democraticamente eletti erano stati sostituiti da un podestà di nomina governativa”.

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