Corteo No green pass, in 4 mila sfilano in centro a Milano: «Non siamo terroristi»

Dai 1.500 partiti da piazza Fontana sono cresciuti fino a raggiungere il numero di quasi 5 mila, sabato pomeriggio, i partecipanti alla protesta milanese contro il Green pass (altre manifestazioni in contemporanea in 120 città italiane). Lunghe trattative con la Questura e anche qualche spintone prima di partire, poco dopo le 18, per sfilare verso piazza Duomo e piazza Scala e dirigersi poi verso San Babila. Deviate due linee di tram: il 24 e il 27 fermati in via Dogana, prima di piazza Fontana.

Neofascisti in testa

Una ventina di ex militanti di Forza Nuova, tra cui Marco Mantovani – che si era candidato sindaco alle elezioni vinte da Pisapia – si sono messi in testa al corteo, e hanno trattato con la polizia sul percorso da fare, causando qualche malumore tra gli altri esponenti dei No green pass. È una novità per Milano: per la prima volta neofascisti hanno preso la testa del corteo, come a Roma, seppure senza simboli e bandiere. In piazza anche il giornalista e senatore ex Cinque stelle Gianluigi Paragone, candidato alle prossime comunali di Milano con il suo partito ItalExit e il sostegno delle liste «Milano Paragone Sindaco» e «Grande Nord». «È la prima volta che vengo a Milano ma la fame di diritti è la stessa di altre città», ha commentato.


«Sfondata» la linea della polizia

Arrivato in piazza San Babila, il corteo – comunque non autorizzato – avrebbe dovuto proseguire su corso Monforte e via Borgogna, come da accordi presi poco prima con la questura. Invece, all’incrocio, i manifestanti hanno cominciato a correre «sfondando» la linea della polizia e hanno imboccato corso Venezia, percorrendolo in direzione dei Giardini pubblici.

I blocchi a singhiozzo

A Porta Venezia molti dei manifestanti delle prime file si sono seduti per terra, bloccando il traffico, per poi riprendere la marcia lungo corso Buenos Aires, in direzione di piazzale Loreto. Il corteo -ridotto nel frattempo a circa 3 mila persone – si è nuovamente fermato dopo alcune centinaia di metri. «Ci vogliono boicottare e noi blocchiamo Milano», «Bloccheremo la città», gli slogan scanditi verso i passanti. Deviate alcune linee di bus e tram. Negli slogan insulti anche a Mattarella, Draghi e Speranza.

Gli slogan e i cartelli

Tra gli slogan, i consueti «Libertà, libertà», «Giù le mani dai bambini», «Noi siamo il popolo sovrano», ma anche l’inedito «Noi non siamo terroristi», in chiaro riferimento alle perquisizioni dei giorni scorsi nelle case di otto No vax, indagati perché progettavano attacchi violenti durante il corteo di Roma. Invocato anche il nome del dottor Giuseppe De Donno, «Sei sempre qui con noi»: il medico pioniere della cura anti-Covid col plasma, morto suicida, a torto viene associato con posizioni no vax. «Milano non si piega», «Vaccino=crimine di Stato» alcuni dei cartelli esposti. I manifestanti hanno scandito anche slogan contro il sindaco Beppe Sala passando davanti a Palazzo Marino.

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11 settembre 2021 | 18:38

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