Vaccino anti Covid in Lombardia, il piano per la terza dose: iniziano fragili e medici in mini hub e farmacie

In Lombardia le prime somministrazioni della terza dose di vaccini anti-Covid dovrebbero scattare a fine ottobre, una volta terminate le inoculazioni della fase precedente (la data dello stop dovrebbe essere il 20 ottobre, con le prenotazioni che si fermeranno al 30 settembre). Toccherà prima al personale sanitario e poi agli ospiti delle case di riposo seguiti dai pazienti “fragili” e dagli over ottanta. La somministrazione non avverrà più nei grandi centri vaccinali ma in mini hub, strutture comuni affidate ai medici di medicina generale e alle farmacie. In città resterà comunque in funzione il centro al palazzo delle Scintille, mentre la Fiera precisa che quello di viale Scarampo, all’ex Portello, resterà a disposizione in caso di necessità almeno fino ad aprile.

Il piano elaborato dall’assessora regionale al Welfare Letizia Moratti e dal consulente per l’attuazione del piano vaccinale Guido Bertolaso è stato consegnato al governo a giugno, come ha confermato anche nei giorni scorsi Moratti: “All’inizio dell’estate abbiamo presentato il nostro piano per la terza dose al ministro Speranza e al commissario Figliuolo ed è stato apprezzato: appena avremo il via libera partiremo con mini hub, farmacie e con vaccini sufficienti per tutti”. La Regione infatti attende ora solo il via libera del generale Francesco Figliuolo dopo quello alla terza dose di vaccino del comitato scientifico dell’Aifa, l’agenzia del farmaco. Secondo indiscrezioni, il parere elaborato dalla Commissione tecnico scientifica dell’Aifa prevederebbe che la terza dose venisse somministrata “almeno dopo 28 giorni” dalla seconda dose per quanto riguarda i soggetti immunodepressi e i trapiantati. Per gli anziani, gli ospiti delle Rsa e il personale sanitario, invece, il richiamo andrebbe effettuato “almeno dopo sei mesi”.

A novembre la Lombardia dovrebbe inoculare la terza dose al personale sanitario e ai pazienti “fragili”, ovvero i malati onco-ematologici, o persone ad elevata fragilità o con patologia particolarmente serie e debilitanti. A dicembre scatterebbero le vaccinazioni delle persone con più di 80 anni. I lombardi considerati ad elevata fragilità sono 284mila su un totale di 10.027.000 abitanti. Ben 340mila sono invece medici, infermieri, operatori sanitari e personale che lavora nelle case di riposo.

Secondo le previsioni, i mini centri gestiti dai medici di base e le farmacie potranno garantire complessivamente una media tra le 20mila e le 50mila somministrazioni giornaliere. Da dicembre e nei primi mesi del 2021 si passerà alla somministrazione della terza dose ai 700mila ultra ottantenni. Seguiti dai 449.862 che fanno parte della fascia tra i 79 e i 75 anni. Quindi i 546.312 tra i 70 e i 74 anni. E i quasi 1,2 milioni di lombardi che appartengono alla fascia tra i 60 e i 69 anni.

Per stabilire il numero di somministrazioni giornaliere, la Regione attende che l’Aifa comunichi la distanza necessaria rispetto alla vaccinazione precedente. Solo dopo, se il governo deciderà in questo senso, distribuirà la terza dose anche alle altre fasce di età come è accaduto in occasione del piano di vaccinazione di massa iniziato lo scorso 24 febbraio. Il governatore Attilio Fontana è fiducioso e dice: “Grazie alla vaccinazione stiamo tornando ad essere normali, a recuperare il tempo perso e a fare tutto ciò che facevamo prima della pandemia anche se bisogna convincere ancora più persone a vaccinarsi. Oggi registriamo un’adesione pari all’87 per cento degli aventi diritto. Nel residuo 13 per cento ci sono coloro che non possono essere vaccinati per patologie e chi per scelta non lo ha fatto fino ad oggi”.

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