Milano, fabbricati in Spagna i pannelli della torre bruciata: “Ma erano a norma”

“Noi li abbiamo solo comprati e forniti ai costruttori: quei pannelli infiammabili sono spagnoli”. E’ la sintesi del comunicato diffuso ieri dalla Aza Aghito Zambonini, la società che ha fonito i pannelli di rivestimento delle facciate del grattacielo di via Antonini a Milano, bruciate miseramente appena si è innescato un piccolo incendio.

Negli articoli giornalistici la ditta si dice “ripetutamente citata come la produttrice-realizzatrice dei pannelli esterni della Torre dei Moro in Milano distrutta dall’incendio del 29 agosto scorso”. La società, il cui quartier generale è a Fiorenzuola d’Arda (Piacenza) precisa però di non essere la produttrice dei “rivestimenti in questione, bensì di aver acquistato il pannello composito dalla società produttrice Alucoil s.a.u. di Burgos (Spagna). Questi rivestimenti, per completezza di informazione, erano integralmente conformi alle specifiche tecniche del progetto e alle normative vigenti nel 2009 e sono stati scelti ed approvati dalla committenza dell’appalto”.

Insomma, la fornitura era corretta, secondo quanto dichiara la ditta nella sua nota. “Aza Aghito Zambonini spa è una delle principali aziende appaltatrici specializzate nella progettazione, produzione, installazione e personalizzazione delle facciate per edifici residenziali, commerciali o ad uso industriale – prosegue la nota – e tratta da sempre ogni aspetto tecnico e progettuale con il massimo rigore, con la ricerca dell’eccellenza qualitativa dei propri prodotti senza concepire eccezioni, anche in condizioni di progetti complessi”.

Fatto sta che mentre ai condomini era stato assicurato che i pannelli erano ignifughi, come diversi di loro hanno raccontato dopo l’incendio, la situazione era diversa. E anche all’amministratore di condomonio era stato riferito che i rivestimenti erano in Alucobond, materiale ignifugo, mentre non era così. Il progetto è stato firmato dallo studio Lisciandra, il cui titolare è deceduto anni fa. La procura prosegue con gli accertamenti anche se non ci sono ancora indagati per il rogo che ha causato la semidistruzione della torre, con le 66 famiglie che hanno dovuto lasciare tutto.


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